CRISI UCRAINA-GUERRA.POLITICA ETICA MORALE CONSIDERAZIONI RANDOM (4 lettori)

captain sparrow

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negusneg

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(…)

A chi posta wikipedia ricordo un piccolo dettaglio insignificante ... a proposito di disinformazione.
Se Wikipedia cancella la strage nazista di Odessa - Crisi in Ucraina - L'Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

(…)
Da CasaPound a Potere Operaio?

L'AntiDiplomatico da tempo porta avanti un proficuo lavoro d'informazione sulle tematiche afferenti la politica internazionale. Una delle materie dove è più carente il sistema mediatico italiano, appiattito sulle posizioni dominanti nel panorama mainstream internazionale.
Un modello che crea disinformazione, distorce la realtà, innalzando cortine fumogene che non permettono ai cittadini di vedere con chiarezza la realtà dei fatti, riducendo l'informazione a becera propaganda. Uno strumento di lotta nelle mani dei potenti del mondo che così facendo possono continuare ad agire indisturbati. Abbiamo l'ambizione di voler provare a creare uno squarcio di luce in questo deprimente quadro informativo. Mettere finalmente in chiaro chi sono gli oppressi e chi sono gli oppressori.“


Da Libero:

Alessandro Bianchi, chi è il grillino dietro alla propaganda pro-Putin: lo scandalo travolge il M5s

La caccia ai “putiniani d’Italia” è partita il giorno stesso in cui la Russia ha lanciato la sua offensiva militare contro l’Ucraina. Molti adesso si nascondono o ritrattano, ma c’è anche chi continua a tirar dritto per la sua strada, ovvero al fianco di Mosca. Ne è un esempio il sito “l’Antidiplomatico”, che è considerato il megafono del Movimento 5 Stelle per la propaganda di Vladimir Putin in Italia.
Dagospia ha rilanciato un articolo pubblicato su La Stampa a firma di Jacopo Iacoboni, che già nel 2016 puntava l’attenzione su questo portale molto particolare schierato dalla parte del leader del Cremlino. “È registrato a nome di Alessandro Bianchi, un giovane pescato nelle reti della sinistra radicale romana, poi diventato il più stretto collaboratore di Alessandro Di Battista, e utilizzato dal M5s anche per la commissioni esteri alla Camera. Con Bianchi - si legge ancora su La Stampa- c’è una redazione agile di collaboratori; il principale dei quali, Fabrizio Verde, ha le stesse origini politiche”.

A chi non piacesse Libero, l’articolo della Stampa a cui si fa riferimento:

 

negusneg

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L’Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo-russa del M5S
Nato dall’uomo dello staff di Di Battista. Tra i collaboratori fissi spunta Achille Lollo

JACOPO IACOBONI
08 Novembre 2016 alle 10:22
2 minuti di lettura


Non avendo pronta una chiara linea geopolitica, e un network sperimentato di interlocutori, la politica estera del Movimento cinque stelle della prima fase, tra la nascita (2009) e lo Tsunami tour (2012-2013), s’è sempre risolta nelle visite - più o meno estemporanee - di Beppe Grillo alle ambasciate. L’ambasciata tedesca, quella americana, il consolato americano, cominciarono a manifestare anni fa curiosità per questo «comedian» trasformatosi in agitatore politico di folle. Volevano capire. Annusavano. Alla vigilia delle elezioni del 2013 sollevarono un caso le parole pronunciate il 13 marzo dall’ambasciatore Usa David Thorne al liceo Visconti, a Roma: «Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento». Grillo esultò. Vergò sul blog un post trionfale: «L’ambasciatore Usa e il M5S». Poi però le cose sono drasticamente cambiate. Negli ultimi due anni ha cominciato a farsi strada, nel M5S, un mantra totalmente opposto, «la Russia non è un nemico». La chiave della loro geopolitica è diventata via via la richiesta di abolire le sanzioni contro Mosca. Gli incontri, parallelamente, si sono spostati dal livello teatrale di Grillo alle ambasciate a un livello più prosaico ma confidenziale: quello degli imprenditori, o dei colonnelli Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano. Due a Mosca, e poi a Roma, con personaggi chiave del partito di Putin, uno dei quali assai discusso. È in questa fase che diventa di riferimento, nel divulgare la linea, un sito, L’Antidiplomatico.

Nonostante neghi un’inclinazione filo-Putin, L’Antidiplomatico descrive bene il legame culturale sempre più stretto tra cinque stelle e propaganda di Mosca. Basta leggere gli ultimi dieci articoli in cui, direttamente o indirettamente, si parla del leader russo. «Oliver Stone: Trump è pericoloso, ma cosa vi fa pensare che Hillary non lo sia?». «Come mai i giornalisti diffamano Putin e non indagano sull’immenso patrimonio accumulato da Bill e Hillary Clinton?». «La Russia annuncia una tregua umanitaria ad Aleppo» (parentesi: Aleppo viene paragonata storicamente alla battaglia di Stalingrado, un grande classico della propaganda russa attuale). «Il ministro della Difesa russo: “È tempo che l’Occidente definisca se lottare contro i terroristi o contro la Russia”». «Putin: “Mi piacerebbe avere in Russia la macchina di propaganda in mano agli Usa». E via così. La Clinton non riscuote certo, eufemismo, la loro simpatia.

Lantidiplomatico.it è registrato a nome di Alessandro Bianchi, un giovane pescato nelle reti della sinistra radicale romana, poi diventato il più stretto collaboratore di Alessandro Di Battista, e utilizzato dal M5S anche per la commissione esteri della Camera. Bianchi, la settimana scorsa, non ha risposto quando La Stampa l’ha contattato. Con lui c’è una redazione agile di collaboratori; il principale dei quali, Fabrizio Verde, ha le stesse origini politiche, più altre due persone.

Le firme fisse non colpiranno i lettori giovani; ma i meno giovani sì: nel colophon della rivista online tra i soli quattro «collaboratori assidui» compare Achille Lollo, alla cui biografia L’Antidiplomatico scrive, assai stringato: «Corrispondente di Brasil de Fato in Italia, curatore del programma TV “Quadrante Informativo” e colonnista del “Correio da Cidadania”». Altrove sul sito Bianchi aggiunge: «È stato direttore delle riviste Naçao Brasil e Conjuntura Internacional». L’ex militante di Potere Operaio - per diciott’anni latitante in Brasile, e prima dieci anni in Angola, condannato per il rogo di Primavalle appiccato alla casa dei Mattei in cui morirono un bambino di 10 e un ragazzo di 22, figli del segretario della sezione missina di quel quartiere romano - è oggi libero cittadino, dopo la prescrizione della pena.

In questo milieu matura il sito che in questi mesi sta vedendo lievitare i suoi accessi, e l’influenza tra i parlamentari cinque stelle che si occupano di geopolitica.
 

Myskin

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Forse si spiega la politica guerriera draghiana
ecco, qui pagherei volentieri di tasca mia per levarmi dalle palle quel bieco e vile affarista, peccato il paese sia oramai segnato dall'incuria e dal presappochismo e quindi estirpare un'erbaccia abbia valore più che altro simbolico
 

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