Crisi di governo e rischio default: la piccola Slovenia spaventa l'Europa (1 Viewer)

tontolina

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Era l'area più ricca della ex Jugoslavia. È stato il primo Paese dell'Est Europa ad adottare l'euro nel 2007. Sono passati solo sei anni ma sembra un secolo: ora la piccola Slovenia spaventa l'Europa e rischia di dover chiedere il salvataggio Ue.
L'ultima puntata della crisi si è consumata ieri in tarda serata al Parlamento di Lubiana, che a larga maggioranza ha sfiduciato il premier conservatore Janez Jansa, travolto da uno scandalo di corruzione. Al suo posto è stata nominata Alenka Bratusek, esponente del centro-sinistra e prima donna a ricoprire questo incarico nella storia del Paese. Se neppure lei riuscirà a formare un Governo entro due settimane, saranno necessarie elezioni anticipate.

Le banche provocano il collasso
Quello sloveno è il dodicesimo Esecutivo dell'Unione europea caduto per colpa della crisi. In questo caso sono le banche la causa del collasso: l'impennata dei crediti in sofferenza (saliti a un allarmante 20% del Pil) ha costretto il Governo a varare un piano di emergenza che prevede una ricapitalizzazione da 4 miliardi per cercare di salvare l'intero sistema. La bufera finanziaria ha investito anche l'economia reale, con il Pil previsto in calo del 2 per cento quest'anno, il debito pubblico schizzato dal 16% nel 2008 al 59% stimato nel 2013 e la disoccupazione oltre il 12%, il livello più alto degli ultimi 14 anni. I numeri sono certo preoccupanti ma fotografano una situazione ancora rimediabile, se si pensa che il debito pubblico è ancora al di sotto del tetto di Maastricht.

Il possibile salvataggio europeo
Il premier designato ha dichiarato che il Paese riuscirà a uscire da questa situazione senza ricorrere agli aiuti di Bruxelles. La scommessa sta tutta nel salvataggio del sistema bancario, messo in ginocchio dalla recessione ma anche dalla cattiva gestione. Se la missione dovesse fallire, già si parla di un salvataggio da almeno 5 miliardi, nulla rispetto alle centinaia di miliardi prestati a Grecia, Cipro, Irlanda e Portogallo, ma pur sempre una cifra ragguardevole per un'economia che ha un Pil di 35 miliardi. Il problema è rifinanziare circa 2 miliardi di debito in scadenza entra la metà dell'anno.

La crisi politica è degenerata lo scorso gennaio quando l'authorithy anticorruzione ha accusato il premier Jansa di aver nascosto al Fisco redditi per 210.000 euro. Si sono riviste proteste di strada, cosa che non accadeva dai tempi della lotta per l'indipendenza dalla ex Jugoslavia, e la coalizione non ha retto alle tensioni popolari. Così anche la piccola Slovenia, modello di oculata gestione macroeconomica e destinazione privilegiata di imprese del Nord-Est italiano, potrebbe finire commissariata da Bruxelles.
 

tontolina

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Le relazioni tra Slovenia e Russia sono cordiali, malgrado sia membro della NATO e dell’UE. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sloveno Karl Eryavets.
«Le relazioni tra i nostri due paesi sono cordiali… La conferma che che le nostre relazioni sono cordiali è che il tete-a-tete di ieri tra i due capi di stato invece di durare un'ora è durato due ore», ha detto Eryavets.

Il ministro ha osservato che sebbene la Slovenia sia membro dell'UE e della NATO questo non ci impedisce di mantenere e sviluppare relazioni amichevoli.

«Malgrado la situazione non molto positiva, l'introduzione delle sanzioni, anche in queste condizioni difficili la Slovenia vuole continuare la cooperazione e rafforzare le relazioni con la Russia», ha spiegato Eryavets aggiungendo che «i veri amici si vedono nelle situazioni difficili».

Durante l'incontro tra i due capi di stato è stato firmato un memorandum per l'apertura di una succursale dell'Università statale di Mosca in Slovenia.
 

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