Costituzione europera ed americana, stessi compromessi. (2 lettori)

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Può sembrare curioso il titolo dell'editoriale di questa domenica ma non lo è. In poche parole vorrei spiegare come le costituzioni siano esse stesse frutto di compromessi, ovunque esse siano state discusse e approvate.
Come non potrebbe essere diversamente.
La Costituzione è un patto di convivenza, un accordo prevede un compromesso.
Dove non c'è accordo c'è guerra civile.
Questo per mettere l'animo in pace a chi dice, che l'Europa non sarà mai una entità ma solo un bluff sulla carta.
Non ho trovato così di meglio che darvi qualche immagine di quella che fu la nascita della Costituzione americana.
Essa fu tutto un compromesso, discussero animatamente e se le diedero (in maniera figurata intendo), peggio che in un concilio di cardinali e nemmeno fu tanto democratica all'inizio, tanto che ancora oggi qualcuno si chiede se lo sia a sufficienza. Sono discorsi di accademia, che cercherò di semplificare il più possibile, per non annoiarvi.
Ma è interessante seguirli, per capire che sulla Costituzione europea, si può essere o non essere d'accordo su diversi punti e io su alcuni non lo sono ma che se per ora questo, è il meglio che si è potuto ottenere, tale affermazione non fa un grinza come si dice, perché è "storicamente" normale, così è stato per tutte le Costituzioni.
La Costituzione USA, così come la conosciamo oggi, è frutto di una serie di modifiche nel tempo, di aggiustamenti, che l' hanno resa molto diversa da quella scritta dai suoi padri, nel lontano 1787.
Come è stata modificata e resa più adatta a funzionare ma anche più democratica ? Beh ma quando vedete i telefilm americani, non avete mai sentito parlare, del V° emendamento o del XII° ecc.. ? Ecco, ora sapete che cosa sono questi misteriosi emendamenti.
Sono le modifiche alla Costituzione nel tempo.
E non si dice forse, che la nostra Costituzione, più che cambiata andrebbe emendata ?
Appunto.
Perché dico più democratica, riferendomi alla Costituzione USA ? Perché non lo era fino in fondo.
Ad esempio, solo con il XIII°, XIV° e XV° emendamento, venne abolita la schiavitù. Solo con il XIX° emendamento del 1919, fu esteso il voto alle donne. E così via.
Ma i problemi che incontrarono i padri costituenti furono molteplici, così come li hanno incontrati i nostri rappresentanti in queste settimane, della Convenzione Europea.
Oggi come allora, ad esempio, ci siamo trovati di fronte alle richieste degli Stati minori.
Oppure ad altri Stati che non volevano rinunciare a qualcosa che avevano.
Pensate agli Stati del Sud e alla schiavitù. Alla fine si è dovuti raggiungere un compromesso con essi.
E' la vecchia questione della sovranità dopotutto.
La discussione europea sul voto all'unanimità, piuttosto che a maggioranza, altri non è che questo.
Il diritto di veto, serve appunto a difendere un qualcosa che rientra in una sovranità.
Non è per niente una questione di lana caprina.
Inoltre è assolutamente legittimo, che ci siano degli Stati che decidano quale e quanta sovranità concedere, al potere centrale. Il vero Federalismo è questo.
Quando in America, come in Europa, si è dovuti stilare una carta costituzionale, il problema fondamentale era, quanta sovranità ciascun Stato dovesse cedere al potere centrale.
Esattamente l'opposto che avviene oggi in Italia, dove è lo Stato centrale che sta decidendo quanto potere redistribuire alla periferia.
Le discussione sono state molto aspre a Bruxelles. Basta ricordare lo scontro Prodi, Giscard sulla figura del Presidente del Consiglio, oppure sulla nomina da parte del Parlamento, come vorrebbe Prodi, invece che dai leader europei, del Presidente di Commissione.
Ma anche il niet degli inglesi, sul Ministro degli Esteri "unico". La parola Ministro, non la volevano. O gli spagnoli che si preoccupano del peso dei propri voti che diminuisce.
Scontri aspri dunque, oggi come nel 1787 durante la Convention americana. Basti citare l'episodio che vide il duro scontro tra gli Stati minori e quelli più grandi, sull'equa rappresentanza in Senato.
Il rappresentante del Delaware, arrivò a minacciare il ricorso ad alleati stranieri, se gli Stati maggiori, avessero continuato a mostrare i muscoli sulla questione.
Immaginatevi gli inglesi rientrare in grande stile, sulle ex colonie a fianco degli Stati più piccoli. La cosa fu evitata, grazie ad un compromesso sulla rappresentanza equa.
Le Costituzioni quindi, non sono delle carte scritte, con la scienza costituzionale ma delle pure e semplici raccolte di compromessi.
I costituzionalisti, sono venuti dopo.
Coloro che ridono, delle difficoltà europee, nel sintetizzare una Carta Costituzionale e che ora criticano non in maniera costruttiva la sintesi raggiunta, conoscono poco la storia.
La critica costruttiva va invece fatta, per migliore nel tempo la nostra carta Europea.
Quali sono le critiche principali da fare ? Sono quelle che fanno un pò tutti e riguardano il voto all'unanimità, rimasto per la politica estera ed il fisco.
Sono due settori, praticamente i più importanti, per le quali un voto a maggioranza, faciliterebbe molto le cose.
Sulla politica estera, abbiamo il nostro tallone di achille ma anche sul fisco, l'Europa manca di armonizzazione. E' un vulnus che andrà prima o poi superato.
Ultimamente, si è visto con le vicende delle multe sulle quote latte.
Il nostro Ministro Tremonti, ponendo il veto sulla norma europea contro i paradisi fiscali, ha strappato a Bruxelles la possibilità di pagamento delle multe a rate e senza interessi. Buon per gli allevatori, soprattutto i furbi, un pò meno per le casse dello Stato e quindi dei suoi cittadini, dato che le multe vanno pagate dal Governo all'Europa ma il rimborso con gli interessi va fatto al nostro ministero.
Un'altra cosa che non mi è piaciuta, è stata la diatriba tra l'indicazione dei principi religiosi da una parte e quelli sull'illuminismo dall'altra.
A via di equilibrismi, si eliminato sia il primo riferimento, che il secondo. Intendo che si è creato un ibrido che dice poco sia dell'uno che dell'altro, mentre la nostra Europa ha la sua storia millenaria attraversata profondamente sia dalle matrici culturali religiose, sia laiche come culla dell'Illuminismo.
Personalmente ritengo che sulla religione bisogna andare cauti, per evitare scivolamenti verso Stati dal sapore confessionale.
Ma viste le pressioni, in particolare del Vaticano, l'ibrido era il meglio che si poteva ottenere, per non scontentare nessuno.
E' ovvio quindi, che per ora non si è potuto fare di più. E' altrettanto vero che prima o poi andranno superati anche questi ostacoli. Tuttavia le difficoltà non mancheranno.
Qualche tempo fa scrissi, su quanta sovranità sul mondo, gli USA avessero accettato di rinunciare.
Ecco questo è un fattore che non pesava sui vecchi padri costituenti americani.
Nel tempo si capirà quanto gli USA siano contenti di un Europa davvero unità, anche da una carta e quanto no.
Questo ammiccare ai paesi dell'est ad esempio, poco mi piace. Ma questo è un'altro argomento.
Appuntamento ora alla Conferenza intergovernativa di Roma, dove ci sarà ancora da discutere e scontrarsi, su questa che è solo la prima bozza della nostra Carta.
 

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