costi dei fondi per le tasche degli italians (1 Viewer)

mauriceferre

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Nel triennio 2000-2002 i risparmiatori hanno pagato
ai gestori venti miliardi di euro di spese
Fondi italiani, i più cari d'Europa
e le commissioni crescono ancora
I costi sono del 26,5% più alti della media continentale
di ETTORE LIVINI


MILANO - Ventisei miliardi di raccolta netta positiva da inizio anno. Dopo una via crucis durata un triennio, la ripresa delle Borse sta rianimando anche il mondo dei fondi italiani, restituendo un po' di smalto alle performance ma rischiando anche di far cadere nel dimenticatoio, eclissato dai risultati positivi, il male antico del sistema in Italia: il caro-commissioni.

Malgrado i tentativi di glasnost degli ultimi due anni ? culminati con l'obbligo di presentare prospetti che evidenziano tutti i costi, sia quelli espliciti che quelli occulti ? l'universo del risparmio gestito di casa nostra rimane infatti tra i più cari d'Europa. Secondo uno studio recente di Fitzrovia, società inglese di analisi indipendente, solo in Spagna le spese sono più alte. E il pedaggio che paga ogni anno un investitore in fondi del Belpaese sotto forma di commissioni varie è superiore del 26,5% alla media continentale per i prodotti azionari e del 38,5% per quelli obbligazionari. Non solo: il lieve calo delle commissioni registrato negli ultimi anni (l'indicatore per misurare le spese reali è sceso dall'1,86% annuo del 2000 all'1,46% del 2002) sembra aver perso un po' del suo vigore: l'anno scorso i fondi azionari hanno addirittura invertito la rotta con un rialzo dei costi secondo le stime di Prometeia e Assogestioni dall'1,78% all'1,81%.

Percentuali in sé apparentemente microscopiche ma che nel triennio 2000-2002 si sono tradotte in un balzello da 20 miliardi di euro per i risparmiatori italiani, che nello stesso periodo, tra l'altro, complice l'Orso in Borsa, hanno visto i fondi bruciare un valore di 64 miliardi dei loro portafogli. L'introduzione solo recente dei benchmark (gli indici di settore con i quali confrontare le performance) rende per ora difficile capire se e in che percentuale i fondi hanno fatto meglio (o peggio) del mercato. Secondo l'annuale relazione di Mediobanca (contestatissima da Assogestioni, l'associazione dei gestori) il sistema nel 2002 ha sottoperformato in media dell'1,5% i parametri generali. Sempre meglio comunque del -2,4% del 2001 e del -2,9% del 2002. In questo periodo oltretutto, malgrado un calo solo relativo delle commissioni, il portafoglio dei fondi è diventato molto più statico (e quindi meno costoso): secondo Piazzetta Cuccia il cosiddetto indice di movimentazione dei prodotti azionari è calato da 2,1 a 1,8 volte l'anno (vale a dire una volta ogni sette mesi).
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L'evoluzione della struttura delle spese a carico del risparmiatore, oltretutto, rischia di trasformarsi in un boomerang in un periodo in cui il mercato azionario dà segnali di risveglio. La colpa è del boom della cosiddetta commissione di incentivo. Una sorta di premio che il gestore si attribuisce sotto forma di un aumento di commissione se la performance del suo fondo è migliore rispetto a un parametro predefinito. L'opinione di molti osservatori è che con il ritorno del Toro sulle spalle degli investitori finirà pure quest'ulteriore balzello, una pillola un po' meno amara da inghiottire solo perché somministrata in genere in parallelo a buoni aumenti delle quote. Le commissioni di incentivo hanno conosciuto un vero e proprio boom soprattutto per i prodotti azionari passando dal 69,4% del 2000 all'81,9% del 2002.

La lezione dei cali degli ultimi anni ha convinto i maghi del risparmio gestito a raffinare ulteriormente e con un tocco di psicologia il meccanismo dei costi. Per limitare la sofferenza di chi molto spesso ha venduto in perdita, sono state drasticamente ridotte o cancellate le commissioni di uscita, quelle pagate al momento di uscire dal fondo, scese da 17,3% dei casi del 2000 al 12,8% dell'anno scorso. Un pensiero gentile che trova però il suo contrappasso nell'incremento dei casi in cui si applicano commissioni di entrata, saliti nello stesso periodo dal 67% al 70,7 per cento.


(17 agosto 2003)
 

gioric

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già già

gran bei prodotti :sad:

se dovessi comprare sta roba, almeno mi rivolgerei agli hedge fund

solo che ho l'impressione che il capitale d'ingresso non sia del tutto trascurabile
 

mauriceferre

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dedicati solo all'acquisto e vendita di titoli come fa verita' gain del 50% annuo. certo. se non sai come fare puoi sempre chiedermelo.
 

gioric

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mauriceferre ha scritto:
dedicati solo all'acquisto e vendita di titoli come fa verita' gain del 50% annuo. certo. se non sai come fare puoi sempre chiedermelo.
casomai lo chiedo a verità, perchè dovrei chiederlo a te, cosa sei il suo consulente? :)

50%????
cala cala

hai visto il capitale con cui lavora?
 

mauriceferre

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la fiducia e' una cosa seria o ce l'hai oppure no..

ho segnalato milano ord a 1,76 ifil a 1,82 e tir 3,26 con ti a 5,25 senza gli scalping che pure sono di facile esecuzione


inoltre wolidata a 1 euro con cremonini.. e 3,84 tiscali e mediolanum etc...
 

mauriceferre

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certoche mi rendo smepre piu conto che fan cio che vogliono da stamani ero in riaquisto dei corti a 25785 poi portati a 825 ..corti da 26050, appena mi rompo le balle e mi ricopro a 25850 scende a 25790 dove guarda caso avevo ancora l'ordine di compera a 25785 non eseguito,, :eek:
 

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