clemm coemm | Pagina 4954

Discussione in 'Officina Legale - Tutela persona e patrimonio' iniziata da Argo, 25 Agosto 2016.

    18 Novembre 2019
  1. willyVM

    willyVM New Member

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    Trieste
    La Sissa in festa . . . :rotfl::rotfl::rotfl:

    www.ilpiccolo.it
     
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  2. 19 Novembre 2019
  3. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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    Maurizio Sarlo
    18 NOVEMBRE 2019

    Insieme si cresce...
    Il primo dicembre saremo in Sicilia, per spiegare bene, ai vari Attivisti e simpatizzanti, il Programma PVU.
    Quella della Sicilia sarà l’ultima tappa del nostro primo tour Italia.

    Chi segue il Programma promosso dal PVU INTENDE CONTRIBUIRE ad elevare le coscienze più sopite, unendo la maggioranza degli Italiani a creare, diffusamente, un equilibrio che permetta di ottenere:
    - Libertà
    - Serenità
    - Prosperità

    Per farlo, con sudori e fatiche ma anche con saggezza, creatività e coerenza di principi, abbiamo immaginata una VIA che, nel tempo, possa diventare un “esempio pilota” qualitativo e ricco di valori.

    Sapendo di avere pochissime risorse economiche, abbiamo dovuto usare la saggezza dei piccoli passi.
    Solo in questo modo, oggi, possiamo iniziare il percorso più agevole, perché siamo giunti a:
    - Creare una diffusa rete di Persone, consapevoli di quali siano le vere cause di crisi e povertà...
    - Persone che hanno iniziato a discernere tra politica positiva e negativa...
    - Convinto Persone, Fisiche e Giuridiche, ad avvicinarsi al nostro programma: l’unico a saper portare equilibrio fra i costi e i benefici di una collettività...
    - Partire con la campagna di formazione, per chiunque voglia diventare Attivista del PVU.

    Malgrado chi, ancora, non comprende la profondità delle nostre strategie vincenti, continueremo imperterriti a proseguire il cammino.

    Il futuro prossimo, se chi sta in Parlamento non cambia programmi, si prospetta infatti sempre più drammatico. Ecco perché non possiamo fermarci.

    Con tale incontro, avremo modo di fare anche il punto della situazione di tutto quello che ruota attorno al Programma PVU.

    PVU, pensaci tu.

    Link per accedere all’incontro.
    Fino ad esaurimento posti.

    https://forms.gle/7Cu9SNN4gC5V9ko3A

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  4. 19 Novembre 2019
  5. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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    Maurizio Sarlo
    18 NOVEMBRE 2019

    Fino a qualche tempo fa, questi Detratrattorini, aprivano i Tribunali per me anche di domenica!

    Adesso, non contento che in tribunali NON mi ci hanno mai
    portato - anche perché male non fare e paura non avere - qualcuno di quelli che ritiene di essere anche il più Bullo e furbo, va calunniando ulteriormente dicendo che sono stata anche in galera e, addirittura, per mafia.

    Dunque, ricapitoliamo:
    1. NON sono mai andato in galera.
    2. NON sono mai nemmeno andato in Tribunale per fatti che abbiano a che fare con COEMM o altro!
    3. NON ho nessuna voglia di perdere ancora tempo a denunciare per grave diffamazione questi stolti! Ci dovrebbe pensare la Giustizia di Ufficio, ma, so bene, quanto gli Uffici Competenti ne abbiano da pensare in una Italia così disastrata.

    È pur vero, però, che diffamazioni e calunnie finiscono in un dossier che il nostro Ufficio Legale cataloga puntualmente.

    Nel frattempo - ed il
    Tempo è sempre Galantuomo - Ricordarsi dei vecchi e saggi proverbi. Uno di quelli che calzano a pennello recita: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”!

    E ancora: “Uomo avvisato mezzo salvato”.

    Poi c’è anche una bella parabola Cristiana: “...perdona loro che non sanno quel che fanno”...

    Il resto è realtà. E, nella realtà, malgrado i loro maldestri e terroristici attacchi, mi troveranno sempre più sereno e determinato! Ora da Segretario Nazionale del PVU ancora di più

    Maurizio Sarlo


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  6. 19 Novembre 2019
  7. Sissa

    Sissa New Member

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  8. 19 Novembre 2019
  9. Sissa

    Sissa New Member

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    Ma è il suo avvocato in prima fila a consigliarlo di continuare a mettere quel falso Dr. davanti al nome?
     
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  10. 19 Novembre 2019
  11. Sissa

    Sissa New Member

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    Siamo quasi nel 2020 e questo ritiene di avere una ricetta per il futuro citando vecchi proverbi. Datti una svecchiata Maus

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  12. 19 Novembre 2019
  13. Etica

    Etica New Member

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    No, non l’hanno capito. Diverse province e regioni sostengono che non c’è nessuna responsabilità, così come professa Il vice Messia Azzolini.
     
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  14. 19 Novembre 2019
  15. Cobra9

    Cobra9 New Member

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    Forse ho perso per strada qualcosa, ma se non ricordo male le trombe suonarono non perché LUI fosse stato convocato in tribunale, come denunciato, piuttosto che come denunciare del Sig. Masoni.
    Inoltre fornì l'elenco di una serie di detrattori, che avrebbero dovuto "a breve", comparire in tribunale. Se i presenti in tale lista volessero informarci degli sviluppi gliene saremmo grati.
    Soprattutto i Sig.ri Lo Manzo e Madre Canepa.
    Infine vorrei sapere dove il Sig.Zanatta scrive che LUI è finito in galera. Dal post si capisce che in galera c'è finito il compare di partito.
    Oltre a non saperlo scrivere, neppure sa leggere l'italiano.
     
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  16. 19 Novembre 2019
  17. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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    Il dissenso sulla informazione libera. | Gallura News

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    Al solito, si agisce con le minacce, poi si passa alle querele. E basterebbe raccontare la verità dei fatti.
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    Il dissenso su chi produce libera informazione è sempre più marcato e stizzito. Oggi, essere liberi provoca mal di pancia in coloro che non accettano qualcuno che cerca solamente di far emergere la verità dei fatti e delle cose. Il perché è presto detto, non piace quando una voce non allineata si vuole accertare di come stanno le cose e della verità che si cerca di trovare, qualsiasi siano le ragioni per farlo.

    La fase successiva verso le voci fuori dal coro, definite scomode, è quella intimidatoria e legale. Si passa dalle minacce alle querele per provare a far desistere chi della verità dei fatti sta solo cercando la conoscenza. Alternative per chi per indole, se non per mestiere, ve n’è solo una, continuare a raccontare quei fatti sulla base di prove incontestabili e documentazione acquisita.

    Nonostante esistano le norme costituzionali sulla libertà di stampa e sulla manifestazione del pensiero, le sponde sicure si cercano lo stesso. Perché gli interessi in ballo sono a volte enormi e nessuno si deve frapporre tra “il potere e suo interesse”. Men che meno una piccola vocina fuori dal coro che non ha, né cerca, santi nel paradiso dei poteri, piccoli o grandi che siano.

    La voce roboante del potere presume di avere il diritto di sovrastare anche le norme costituzionali e quindi, sorretto da appoggi politici e ingerenti, cerca di spianarsi la strada contro ogni voce oppositrice. Fastidiosa come mosca, incorruttibile, poco disposta ad accettare compromessi, la voce oppositrice va in cerca solo della verità non delle vendette. Dovrebbe essere il compito della stampa, ritenuta libera nelle norme ma non nei fatti. Non a caso, l’Italia viaggia al 43° posto nel mondo, una classifica che la dice lunga sulla gestione dell’informazione nel nostro paese.

    Dissenso e paura, concetti antitetici
    Quando il potere cerca di gestire il dissenso, può ottenere risultati di natura opposta. Quello che “il potere” si augura è un accomodamento che metta il dissenso in letargo. Quando parliamo di potere, non dobbiamo pensare soltanto a chi occupa la “stanza dei bottoni”. Dobbiamo pensare alle mille sfaccettature del potere, alle seconde e alle terze linee di esso, alle cosiddette “zone grigie” che vanno identificate con l’anticamera del potere, e che difficilmente sono riconoscibili.

    Il sentimento che scaturisce quando la pressione del potere si fa violenta, è la paura, concetto in se antitetico rispetto a chi intende portare avanti il suo lavoro di ricerca e verità. La paura è uno stato d’animo legittimo ma è anche consapevolezza che esiste il coraggio, la molla che tutto risolve se armati e corazzati non solo di buona volontà e ardimento ma anche di oggettività delle informazioni che si hanno. Qualcuno ha definito la paura come “la briglia elettorale”, cosa significhi tale concetto è facilmente intuibile. E’ quella morsa che cerca di stringere chi produce informazione per condurlo nell’alveo politico del potere. Le astuzie di chi pratica questo perverso “modus operandi” sono tante e tutti le conoscono. Sono promesse, aiuti, sostegni, a volte anche soldi. E questi tempi grami dove la povertà impera, sono terreno ideale per tale modello operativo che conosciamo molto bene.

    Il dissenso sulla informazione libera
    Per il Centro di Coordinamento delle attività di monitoraggio sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, nel 2017 sono stati 126 gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.
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    È un periodo oscuro quello che stiamo attraversando, e non solo in Italia. Oscuro perché viviamo un clima di odio diffuso che alimenta nuovi razzismi e fascismi pericolosi, oltreché sottostimati nelle loro potenzialità. Fascismi che vestono i panni della democrazia formale, razzismi che soffiano su paure, povertà e crisi economica, sociale, culturale, sventolando lo spauracchio degli stranieri rappresentati attraverso false notizie create ad arte.

    Questo clima diffuso ha pesanti ricadute su libertà di stampa e diritto dei cittadini ad essere informati.

    I dati estratti da Arci.it sono impietosi e veritieri. La verità fa male solo a chi la vuole nascondere non a chi la deve estrarre tra mille difficoltà e bocche chiuse. Non bastasse questo clima da paese sotto tirannia, le istituzioni ammoniscono i dipendenti della sanità sarda a rilasciare dichiarazioni, la briglia anti democratica, da regime, che è oggetto di interrogazione parlamentare dell’on. Lapia che afferma “Benché giuridicamente legittima e conforme al codice di comportamento dei dipendenti pubblici, la circolare trova un limite nel principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero. Ricordo ai dipendenti che un’eventuale sanzione disciplinare sarebbe impugnabile davanti al giudice del lavoro. Se sono rispettati i limiti della veridicità, dell’interesse pubblico a divulgare la notizia, senza espressioni di per sé ingiuriose, il diritto di critica del lavoratore non può essere sanzionato neanche sotto il profilo disciplinare”.

    Il dissenso impone una scelta
    Quando si parla di questo argomento, spesso viene in mente l’immagine del temerario Don Chisciotte, e questo lavoro di informazione assomiglia tanto all’inutilità di andare contro potenziali nemici. In realtà, non sono nemici personali semmai negatori della verità. E se qualcuno ti impedisce di arrivare a determinare quella verità, non ci sono due scelte ma una sola. Andare avanti e cercare, a tutti i costi, di farla emergere. Anche se farà male, in primis a noi stessi, e produrrà effetti in chi la verità la deve subire. Ecco un altro devastante effetto dell’informazione: la verità che si subisce. La potenza etica della verità però vola al di sopra di qualsiasi intimidazione, minaccia o querela. Chiunque metta bavagli o querele contro la potenza della verità, si rassereni. La paura fa morire due volte e personalmente morirò una sola volta.
     
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  18. 19 Novembre 2019
  19. Sissa

    Sissa New Member

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    E' una tecnica fare la vittima per poter dire poi una frase da eroe, come quella di intimidire. Tecnica che non insegnano certo dove rilasciato le vere lauree
     
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