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Discussione in 'Officina Legale - Tutela persona e patrimonio' iniziata da Argo, 25 Agosto 2016.

    10 Aprile 2017
  1. lorenzotbl

    lorenzotbl New Member

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    Ma dai, ti dico che è una donazione ma poi se vuoi ricevere il quid devi versare ogni mese. Questa è una donazione obbligatoria perchè tu sei dentro per il progetto che contempla il quid. Se la donazione fosse veramente libera dovresti avere anche la libertà di ricevere quanto promesso. Il prete in chiesa ti dà l' eucarestia (la promessa della salvezza eterna) anche se non versi l'obolo alla messa e questo ti rende libero se dare o non dare soldi. Invece con sarlo la tua decisione è a metà libera perchè nessuno ti forza veramente ma l'altra metà è obbligatoria perchè non riceverai i 1500 euro.
     
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  2. 10 Aprile 2017
  3. + Segnalibro: Circuito economico alternativo
    Petrus

    Petrus New Member

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    L’IDEA DI UN CIRCUITO ECONOMICO ALTERNATIVO

    Correva l'anno 2013..............

    Pubblicato il 10 febbraio 2013 di Lino
    [​IMG]
    Davide Gionco

    L’IDEA DI UN CIRCUITO ECONOMICO ALTERNATIVO
    Stiamo ragionando sull’idea di creare un circuito economico alternativo, che metta insieme:
    – attività produttive italiane a basso impatto ambientale
    – vantaggi dell’utilizzo di una moneta alternativa per ridurre la nostra dipendenza dall’euro

    Una parte del progetto relativa alla produzione agro-alimentare biologica è già in corso, con il prof. Altieri e Franco Trinca (Movimento Societas).
    I contatti con Assoconsumatori ci consentono di mettere in contatto i consumatori con i produttori.
    Per quanto riguarda altre attività produttive, dobbiamo fare un censimento delle attività produttive degli iscritti a Reimpresa in termini di beni e servizi, per qualità e quantità.
    Per gli scambi monetari nel circuito, ma anche per finanziare eventuali investimenti, secondo Nino Galloni sarebbe cosa utile creare una “nostra” banca.
    Questo sia per gli scambi in euro, sia per gli scambi in una nostra valuta parallela di circuito (“locale” nel senso di circuito e non di territorio).
    Per questo motivo ho invitato qui nel gruppo Enrico Frassinetti che sta lavorando da tempo su come gestire una moneta parallela in modo informatico.

    Come potenziale del progetto vedo l’inserimento di altre attività produttive di vario genere, rigorosamente “italiane” e appartenenti al circuito.
    Vedo anche la possibilità di integrarci con altri circuiti di monete locali di vario genere già esistenti, così come l’integrazione agli esistenti GAS (gruppi di acquisto solidale) e DES (distretti di economia solidale).

    Quanto più sapremo estendere il circuito, tanto più potremo ridurre la nostra dipendenza dall’euro.

    All’inizio potremmo partire dalle aziende già iscritte a Reimpresa.
    Ma in seguito, secondo me, dovremo impegnarci per coinvolgere altri soggetti produttivi per completare l’offerta di beni/servizi che non siano presenti nel circuito.
    Mi riferisco in particolar modo alle voci che pesano di più nel nostro “paniere”, come l’energia (potremmo iniziare a produrre energia elettrica per utilizzarla nel nostro circuito), magari i servizi di telefonia (creando un circuito telefonico virtuale VOIP “nostro”).
    Sempre sull’energia si potrebbero finanziare, usando anche in parte la moneta del circuito, dei progetti di risparmio energetico, facendo fare progetti (gioco in casa…) e lavori di ristrutturazione energetica alle aziende del circuito e finanziando il tutto con la “nostra” banca.

    Dal lato consumatori potremmo coinvolgere altre associazioni di consumatori e magari anche dei sindacati.

    Insomma: i potenziali sono enormi.

    Attendo volentieri i vostri commenti.
    OMISSIS............
    • [​IMG]
      Rossella Rod Davide, Maurizio Sarlo promettendo i soldi come ha fatto con noi per poi non avere il becco di un quattrino cerca di portarci via il progetto. Non lo permetteremo
    FONTE:L’IDEA DI UN CIRCUITO ECONOMICO ALTERNATIVO

    Trent'anni di studi, truffe, ruberie..........non ho parole!(sic)
     
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  4. 10 Aprile 2017
  5. anonimo X

    anonimo X New Member

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    PETRUS questo è un contributo importante. Questo è il punto di origine... i nomi sono i soliti che si sono staccati e si sono messi per conto loro fiutando l'opportunità...
     
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  6. 10 Aprile 2017
  7. Petrus

    Petrus New Member

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    Non sono per conto loro............ora sono nel libro paga di Sarlo.......è diverso!!!
     
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  8. 10 Aprile 2017
  9. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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    CONCORDO!

    Grazie per il documento @Petrus
    a questo mi riallaccio con un'altro link molto interessante che parla proprio delle ''banche fatte in casa'' e della non fattibilita'...

    FONTE: Per un progetto di moneta complementare

    ...

    "Il sistema sponsorizzato da Oronzo funziona effettivamente come sopra descritto, ma ha il limite che è già stato detto, cioè della necessità di un soggetto con licenza bancaria. E purtroppo non lo si trova.

    "Una qualsiasi moneta, per poter circolare in modo efficace, deve essere sempre spendibile in ultima istanza: ovvero, deve sempre esserci un numero significativo di persone che sa di poterla usare come spesa necessaria (esempio: pagamento delle tasse) o utile (acquisto di beni e servizi).

    Nel momento in cui la moneta viene spesa, il circuito EMISSIONE -> ACQUISTO si chiude....

    La proposta elaborata per Reimpresa Italia da Oronzo Turi è completamente diversa e risolve il problema alla radice. Essa consiste in sintesi in questo:

    1) Si costituisce un'associazione locale partecipata dagli enti locali, dalle principali aziende e dai cittadini che vogliano farne parte. L'associazione si propone formalmente di essere erogatrice di un SERVIZIO DI PAGAMENTO funzionante mediante una carta di credito.

    2) Si attiva il circuito di pagamento appoggiandosi ad una banca locale (ne esistono ancora in Italia, anch'esse vittime della crisi economica e quindi potenzialmente disponibili a nuove soluzioni). Gli attori economici del territorio si avvalgono di questa carta come mezzo per le proprie operazioni di pagamento.

    3) Per i pagamenti fuori dal territorio la carta funziona come una normale carta di credito. Per i pagamenti nel territorio la carta funziona anche come una FIDELITY CARD, nel senso che gli esercizi commerciali del territorio attribuiscono uno sconto agli utilizzatori della carta. In questo modo si favoriscono gli scambi locali e la liquidità tende ad accumularsi sul territorio e presso la banca locale.

    4) Si invitano gli attori economici ad aprire, tutti, un conto corrente presso la banca locale.

    5) A questo punto la banca locale ha la possibilità di fare più credito, a patto che sia speso in modo prevalente sul territorio.

    6) Per fare funzionare bene il progetto è naturalmente necessario lavorare in collaborazione con le associazioni di categoria locali: Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti, sindacati.

    Chiaramente non è la stessa cosa della sovranità monetaria o dei CCF di Marco Cattaneo, che rappresentano l'optimum da questo punto di vista, ma è quanto di meglio si possa fare in tempi rapidi.

    Una volta creata la rete territoriale, sarà poi possibile emettere anche una moneta locale non più denominata in euro (come sarebbero le carte di credito), ma sotto forma di buoni acquisto/buoni sconto, come proposto da Valentino De Santi.

    In questo modo, per definizione, la moneta locale non potrà più uscire dal territorio locale, e potrà essere moneta di varie forme: cartacea (come lo SCEC), carta di credito, SMS sui cellulari, pagamenti online ecc.

    Lo SCEC è una catena di sant'Antonio, non essendo ritirato e non avendo un circuito chiuso di circolazione. Per questo fa così fatica a circolare ed ha una velocità di circolazione (che è il dato fondamentale per una moneta) che i padroni dello SCEC non comunicano (non a caso). Lo SCEC trasferisce il vantaggio di chi lo crea sullo svantaggio dell'ultimo a cui resta in mano, e la motivazione a passarlo ad un altro non è la domanda dell'altro, ma la spinta di chi ce lo ha a lasciare il cerino ad un altro, visto che non sarà mai convertibile, come i buoni acquisto ed i Ticket Restaurant ad esempio. Questo "motore" dello SCEC è altamente dannoso, poiché trasforma la catena degli utilizzatori in una catena di "ti tiro la sòla", svalutando al massimo le motivazioni etiche che magari hanno i primi. Per questo non circola. E non circolerà mai, sono ormai 3-4 anni che ci stanno provando.
     
    Ultima modifica: 10 Aprile 2017
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  10. 10 Aprile 2017
  11. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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  12. 10 Aprile 2017
  13. Petrus

    Petrus New Member

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    Molto bene.........i contorni della fuffo/truffa si delineano sempre più chiaramente!............
     
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  14. 10 Aprile 2017
  15. baciamolemani

    baciamolemani New Member

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    Strisciaaaaaaaaaa
     
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  16. 10 Aprile 2017
  17. kok90

    kok90 o COSì...o POMì

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    VENTITREESIMA GENERAZIONE HUAHUAHUHUAUHHUA
     
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  18. 10 Aprile 2017
  19. baciamolemani

    baciamolemani New Member

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    Che riririfigura di merda.....
     
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