Cipro non intende accettare le condizioni della troika (1 Viewer)

tontolina

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Cipro non intende accettare le condizioni della troika

Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika.
Financial Trend Analysis 6 ore fa1
Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika. E' quanto ha affermato il Presidente cipriota Demetris Christofias in un'intervista alla televisione greca NET.

Per il Presidente i termini della proposta vanno migliorati, perché Nicosia non ha alcuna intenzione di vendere asset pubblici redditizi o di abolire l'indicizzazione dei salari all'inflazione.

Occorre attendere ora la risposta di Bce, Ue ed Fmi.


Cipro non intende accettare le condizioni della troika | Trend Online
 

Kronos

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Cipro non intende accettare le condizioni della troika

Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika.
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Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika. E' quanto ha affermato il Presidente cipriota Demetris Christofias in un'intervista alla televisione greca NET.

Per il Presidente i termini della proposta vanno migliorati, perché Nicosia non ha alcuna intenzione di vendere asset pubblici redditizi o di abolire l'indicizzazione dei salari all'inflazione.

Occorre attendere ora la risposta di Bce, Ue ed Fmi.


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Sarà da ridere sentire la risposta. Manderanno i Tornado a bombardarli.:-o
 

Kronos

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Cipro non intende accettare le condizioni della troika

Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika.
Financial Trend Analysis 6 ore fa1
Cipro non vuole accettare le raccomandazioni contenute nella bozza di salvataggio presentata dalla troika. E' quanto ha affermato il Presidente cipriota Demetris Christofias in un'intervista alla televisione greca NET.

Per il Presidente i termini della proposta vanno migliorati, perché Nicosia non ha alcuna intenzione di vendere asset pubblici redditizi o di abolire l'indicizzazione dei salari all'inflazione.

Occorre attendere ora la risposta di Bce, Ue ed Fmi.


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E Cipro c'ha anche ragione.
Questo mondo non è loro e se ne accorgeranno anche molto presto.





La follia dell’austerità“. E’ l’espressione che il Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, ha utilizzato nel suo articolo pubblicato sul New York Times, a proposito delle politiche fiscali restrittive che l’Europa sta adottando per cercare di superare la crisi.
Un attacco ragionato, quello che l’economista americano ha sferrato all’Eurozona dalle colonne di uno dei quotidiani più prestigiosi al mondo. Secondo Krugman, l’Eurozona sembra essere attratta, come il resto dell’Occidente in passato, dalle politiche di austerità, che implicano riduzione della spesa pubblica e/o aumento di imposte. Ma se queste sarebbero misure efficaci in generale, in momenti fortemente recessivi, continua, rischiano di aggravare la crisi, perché creano tra gli investitori una percezione di maggiore declino.
Purtroppo, spiega Krugman, hanno ragione coloro che protestano e non i cosiddetti politici e funzionari “seri”. I tagli continui starebbero aggravando lo stato recessivo dell’economia, mentre non ci si rende conto che i guai dell’Eurozona non sarebbero conseguenza di politiche di deficit spending.

Le cause della crisi spagnola

Il Premio Nobel analizza il caso spagnolo e spiega che alla base della sua attuale crisi vi è lo scoppio della bolla immobiliare spagnola, su cui l’economia si è alimentata per anni, generando un’inflazione che ha reso le merci spagnole meno competitive. Il problema, continua, è che restando nell’euro, la Spagna è già condannata a numerosi anni di alta disoccupazione, ma d’altronde nessuno si augura che lasci l’Eurozona (Sulla teoria del male minore per la Spagna si legga il controverso: Alla Spagna conviene lasciare l’Euro)
Eppure, aggiunge polemicamente, nessuno tra i politici e i funzionari tedeschi si interroga sul fatto che siano state le loro banche a finanziare la speculazione, nessuno lo ha spiegato ai tedeschi, che pensano che vi siano ragioni di moralità alla base della crisi.

Crisi Grecia: default sempre possibile

Le parole di Krugman, non nuovo ad attacchi al sistema monetario europeo, che siano condivisibili o meno esprimono la preoccupazione del resto del mondo verso quanto sta accadendo nelle nostre economie. In questi giorni, la Troika si trova ad Atene per trovare un’intesa sul nuovo pacchetto di austerità da 13,5 miliardi (inizialmente era previsto per 11,5 miliardi). Le misure imposte dal Memorandum si rendono necessarie per sbloccare la tranche di aiuti per 31,5 miliardi, senza di cui la Grecia andrebbe in default nelle prossime settimane.
Tra le misure, vi sarebbero nuovi tagli a pensioni, ammortizzatori sociali e stipendi pubblici per 7 miliardi, mentre altri 3,5 miliardi sarebbero ottenuti con riforme strutturali e prepensionamenti per il pubblico impiego (15 mila dipendenti coinvolti), oltre a 3 miliardi di nuove tasse.
A parte il fatto che già i quotidiani ellenici parlano di austerity già salita a 14,5 miliardi, a terrorizzare analisti, investitori e semplici osservatori sono le previsioni nere sul 2013. Il pil greco dovrebbe scendere ancora di un altro 3,8%. Sarebbe il sesto anno consecutivo di recessione. Il deficit scenderebbe al 4,2%, grazie a un avanzo primario dell’1,1%. In pratica, la Grecia paga ogni anno oltre cinque punti di pil per gli interessi sul debito pregresso. Quest’anno, invece, il pil crollerà del 6,5% e il deficit si attesterà al 6,6%, attraverso un avanzo primario dell’1,4% (In Grecia è recessione senza fine)
E se la Spagna rischia di non centrare quest’anno il rapporto tra deficit e pil al 6,3%, attestandosi al 7,4%, a causa della grave recessione in atto, non sta meglio il Portogallo, già assistito dal programma di aiuti europei, il cui debito sarebbe esploso al 119,1%, quando nel 2007 era ancora al 68,3%. Il tutto condito dallo scenario recessivo e da una disoccupazione al 16%.

Crisi Francia: il nuovo fronte è nel cuore dell’Europa

Ma il giornalista britannico del Telegraph, Ambrose Evans-Pitchard, spiega che la Francia rischia una Grande Depressione, in conseguenza dell’arrivo anche a Parigi dell’austerity imposta dai Trattati a tutta l’Europa. Ovviamente, spiega il giornalista economico, Hollande potrà scordarsi di raggiungere l’obiettivo di un deficit sotto il 3% del pil nel 2014 (La Francia tassa i ricchi: prelievo fiscale del 75% per gli ultramilionari e La Francia è in crisi. I sintomi ci sono tutti).
Ma anche il Professore Jacques Sapir, della Scuola di Scienze Sociali di Parigi, ritiene che l’attuale disoccupazione salirà vertiginosamente in Francia, portando il numero effettivo dei senza lavoro dagli attuali 3-4 milioni a 6 milioni circa. E ciò sarà dovuto al fatto che Parigi sarà la prossima capitale colpita dalla speculazione e a quel punto “la situazione sarà del tutto fuori dal controllo politico”.
Anche sulle rive della Loira vi sono avvisaglie di proteste contro il piano di austerità da 30 miliardi del governo socialista, scene già viste ad Atene, Madrid e Lisbona. Altro che fine della crisi. A volere essere realisti, pare che siamo alla vigilia del secondo tempo di un film tragico



Link: Krugman contro l’austerità europea: fa solo danni - Economia - Investireoggi.it
 

tontolina

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[FONT=&quot]l’ultimo grido di avvertimento su cosa sta succedendo veramente, lo ha lanciato Vaclav Klaus, Presidente della Repubblica Ceca, uno che ha sicuramente un “pedigree” da ultra conservatore, che ha detto che “una classe di politici a due facce[/FONT][FONT=&quot] (caratteristica essenziale per fare il politico, dico io..) inclusi i conservatori d’Europa, “hanno aperto la porta a un super-stato Europeo svendendo qualsiasi processo democratico, e rifuggendo da qualsiasi responsabilità di render conto agli elettori”.[/FONT]
[FONT=&quot]Klaus conclude con: “ Specialmente dopo la nostra esperienza sotto il Comunismo , sappiamo, forse molto di più dei popoli dell’Europa Occidentale, che il processo della democrazia è largamente più importante del suo risultato. E’ un’ironia della Storia. Non avrei mai pensato nel 1989, che sarebbe toccato a me, difendere il valore della democrazia.”[/FONT]

[FONT=&quot]E’ ancora più ironico, che il ritorno dello statalismo corporativista ( controllato da banche e corporations), mascherato da soluzione “ socialista”( per favorire la “crescita”) , sarà il ritorno del fascismo in piena regola, che già rialza la testa con gli estremisti di destra in Parlamento in Grecia.
[/FONT]
Vedrete tra qualche mese, quando altri Paesi Europei saranno stanchi dell’oligarchia dei banchieri e realizzeranno che nessun partito si sogna di rappresentare la gente comune in un mondo in cui la democrazia e’ un miraggio ingannevole.
Saremo forse costretti ancora una volta a ripetere gli aspetti piu’ terribili della Storia umana, ma con armi piu’ potenti e distruttive che verranno usate per imporre nuovamente una superiorita’ ideologica, o meglio, in questo specifico caso, preservare con la forza fortune ereditarie e “investimenti” in azioni di banche e obbligazioni che in un universo parallelo “normale” in cui la legge prevale, sarebbero state semplicemente spazzate via?
[FONT=&quot] Tutto a posto, tutto tranquillo, circolare, niente da vedere…..O No?? - Lettera di Borsa

[/FONT]
 
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tontolina

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e se la Russia aiuta Cipro?

Cipro: Moody’s taglia il rating a B3.
Monito Eurogruppo all’Isola


Eurogruppo irritato per le "doppie trattative" condotte da Cipro con la Russia















L’agenzia di rating Moody’s ha ridotto il rating sul debito sovrano di Cipro da Ba3 a B3, con outlook negativo.
Il pesante downgrade – hanno affermato gli esperti – è da mettere in relazione con la difficile situazione macroeconomica e con l’incertezza politica che sta rischiando di trascinare nell’ingovernabilità l’isola Europea. Moody’s ha anche tagliato il rating sulel tre più grandi banche del Paese. Nelle specifico l’agenzia ha ridotto da b3/E+ a caa3 la valutazione del credito stand-alone e da B2 a Caa1 il rating su depositi e debito per Bank of Cyprus Public Company Limited (BoC), da caa1 a caa3 e da B3 a Caa1 gli stessi giudizi per Cyprus Popular Bank Public Co Ltd (CPB), e da b2/E+ a caa2/E e da B1 a B3 quelli di Hellenic Bank Ltd.

Aiuti a Cipro

La questione cipriota, che ha visto il governo dell’isola richiedere l’aiuto dell’Europa al termine di una partita giocata su più tavoli, è stata anche al centro dell’Eurogruppo di ieri che ha chiesto al governo del piccolo paese di accelerare la discussione sul programma di assistenza finanziaria. I membri dell’Eurogruppo non hanno comunque nascosto la loro contrarietà alle doppie trattative con Russia e Europa che ha Cipro ha condotto nei mesi scorsi nel tentativo di strappare condizioni più vantaggiose per l’assistenza finanziaria (Cipro è pronta a chiedere aiuto all’Europa).
 

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