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tontolina

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Terremoto: dl 59, non sarà lo Stato a pagare?

Secondo il decreto legge 50 in caso di calamità naturale non sarà lo Stato a pagare ma lo stesso cittadino; a cosa serve allora la "Tassa sulle disgrazie"?

Terremoto: dl 59, non sarà lo Stato a pagare? - News Finanza & Economia - InvestireOggi.it
Terremoto Emilia Romagna: forse le ultime vittime che lo Stato rimborserà

Il Governo sta vagliando un decreto che addossa sui privati la spesa della ricostruzione dopo una calamità naturale. Unica fortuna dell'Emilia Romagna: non è ancora entrato in vigore.


Terremoto Emilia Romagna: forse le ultime vittime che lo Stato rimborserà - News Finanza & Economia - InvestireOggi.it
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Decreto 59: riforma Protezione Civile

E da questo punto di vista fa rabbrividire il tempismo quasi veggente con cui è intervenuto sul tema il decreto n.- 59 sulla riforma della Protezione Civile, pubblicato il 17 maggio 2012 sulla Gazzetta ufficiale.
La novità legislativa prevede che non sarà più lo Stato a ripagare danni strutturali conseguenti a calamità naturali.
 

tontolina

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Attualità, Inchieste
Terremoto: la ricostruzione è bloccata dalla burocrazia

Mentre l'Italia è uno dei migliori paesi al mondo sul fronte del pronto intervento in caso di calamità naturali, la ricostruzione resta il tallone d'Achille: colpa della burocrazia che trasforma la ricostruzione in un calvario

Oggi, ore 10:27 - 0 Commenti






In questi ultimi giorni, con i nuovi piani di approvazione per i comuni d’Abruzzo e i danni in Emilia Romagna da un lato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che per i casi futuri esonera lo Stato dall’obbligo di ricostruzione addossando ogni onere al privato dall’altro, è riemersa la questione tutta italiana della lentezza della ricostruzione post terremoto (Terremoto Emilia Romagna: forse le ultime vittime che lo Stato rimborserà).

TSUNAMI IN GIAPPONE: RICOSTRUZIONE A TEMPO RECORD

L’11 marzo scorso è ricorso un anno dallo tsunami che ha sconvolto il Giappone provocando, oltre ad ingenti danni materiali e strutturali, più di quindicimila morti e circa tremila dispersi. E se il governo nipponico è stato al centro di polemiche per la poca trasparenza nella presentazione dei rischi in seguito all’esplosione nella centrale nucleare di Fukushima, non si può certo dire che l’opera di ricostruzione non sia stata tempestiva e capillare. A distanza di poco più di un anno non c’è più traccia sul territorio di quella furia della natura. Tutto è tornato al suo posto: case, strade, porti etc.

TERREMOTI IN ITALIA E BUROCRAZIA

In Italia, anche a voler essere clementi e a non tirare in ballo alcuni sfollati del terremoto dell’Irpinia del 1980 che ancora sono costretti a vivere nei container, siamo ben lontani da questi risultati. A distanza di tre anni dal terremoto del L’Aquila ci sono ancora ritardi e continue promesse non mantenute. Il centro storico del capoluogo abruzzese è ancora coperto dalle macerie e in molti ora mettono in discussione il progetto new town voluto da Berlusconi che ha portato alla creazione di anonimi quartieri residenziali. 27 mila persone non sono ancora tornate nelle loro case. I comuni ai limiti del cratere, che hanno riportato danni minori, devono ancora lottare per ottenere i fondi stanziati per la ricostruzione. Il problema non è solo la corruzione ma anche la burocrazia: per quanto riguarda il centro storico del L’Aquila le discussioni sono ancora ad una fase preliminare, come se il terremoto fosse avvenuto il mese scorso.
E non sono solamente i fondi pubblici quelli bloccati dalla burocrazia: in Italia neppure la beneficienza è scevra da formalismi. Alcuni artisti riuniti avevano raccolto con il cd Domani circa un milione di euro ancora bloccati su un conto corrente per questioni burocratiche e vincoli d’uso.
E’ una storia che si ripete: storici i murales sulle macerie del Belice nel 68 che recitavano “La burocrazia uccide più del terremoto”.

TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA: L’ULTIMA VOLTA IN CUI LO STATO INTERVERRA’?

Ora un’altra regione italiana si è piegata al sisma: anche l’Emilia Romagna dovrà attendere così tanto prima di essere ricostruita totalmente? Un quesito che preoccupa ma che assume un aspetto ancor più paradossale se si pensa che in futuro il problema potrebbe addirittura non presentarsi e non perché sarà superato l’ostacolo della burocrazia ma perché lo Stato si laverà le mani da ogni responsabilità.
 

tontolina

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Terremoti ed estrazioni: coincidenze o prove schiaccianti? Otto pozzi attivi da 9 anni nella zona epicentro del sisma!


22 maggio 2012 |
Autore Lino Bottaro | Stampa articolo


Seguono gli articoli: I terremoti sono in aumento e Perforazione Campi Flegrei: oggi assemblea pubblica

Terremoto Emilia Romagna: “Fracking” e “Shale gas”, il web cerca le cause


REGGIO EMILIA – “Fracking” e “Shale gas” sono due delle parole che stanno spopolando su Internet dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.

Una delle ipotesi che circola di più sul web è che il sisma potrebbe essere in qualche modo collegato alle estrazioni di petrolio e gas naturale dai pozzi della zona.
Dunque, secondo queste ipotesi le numerose trivellazioni avvenute negli anni avrebbero modificato l’equilibrio geologico dell’area compresa tra le province di Modena e Ferrara.


Fracking
Il sito Savonanews ha spiegato cos’è il fracking: Il fracking consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po’ di tutto, a seconda della “ricetta” del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere.
Nonostante ciò, si è venuti lo stesso a conoscenza dell’elenco degli elementi delle sostanze iniettate insieme all’acqua (almeno quattro milioni di litri per pozzo) e alla CO2 ed è impressionante: un elenco di sostanze pericolose da smaltire, normalmente in maniera rigorosissima, che in questo caso sono iniettate a fiumi nel suolo. (Un bel modo per smaltire i più inquinanti veleni del pianeta?) Ndr

Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-causato-dalle-estrazioni-di-shale-gas-9577.html#ixzz1vXcGiDY


Il terremoto in Emilia Romagna che ha causato la morte di 7 persone e la distruzione di numerose abitazioni ed edifici pubblici e di culto, molti dei quali veri e propri gioielli del patrimonio artistico italiano, potrebbe avere qualche collegamento con le estrazioni di petrolio e gas naturale dai pozzi della zona.

Secondo questa ipotesi, che gira su diversi siti web da ieri, le numerose trivellazioni avvenute nel corso degli anni avrebbero modificato l’equilibrio geologico dell’area compresa tra le province di Modena e Ferrara. A conferma di questo collegamento ci sarebbe l’epicentro di quasi tutte le scosse, che sono già decine da ieri mattina: tra Finale dell’Emilia, Cento e San Felice sul Panaro.
Uno dei vertici di questo triangolo, Finale dell’Emilia, è all’interno di una concessione mineraria per l’estrazione sia di petrolio che di gas: la concessione Mirandola, ex ENI ceduta da qualche anno alla controllata di Gas Plus Padania Energia. Questa concessione è attiva, con otto pozzi, da nove anni.
Altri permessi di ricerca, ma non ancora di estrazione, circondano l’area dello sciame sismico. Sono le concessioni Fantozza, Grattasassi, Bastiglia, Cento, San Vincenzo. C’è infine un’altra concessione in produzione, Recovato (sempre di Gas Plus), che è però un po’ più lontana a sud di Cento.
Giudicare questa ipotesi realistica o irrealistica è difficile e, certamente, non è compito nostro. A conferma ci sarebbero i numerosi pozzi in funzione già da anni, la scarsa profondità dell’epicentro dei sismi e i recenti studi dell’USGS (il servizio geologico degli Stati Uniti) che, come mostra questo lungo video dei primi di aprile 2012, ammettono esplicitamente che l’utilizzo della tecnica del fracking per estrarre lo shale gas (l’ormai famoso gas non convenzionale) può causare terremoti anche di forte intensità. se non avete la pazienza di vederlo tutto, andate al minuto 35.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vb-BNDx2iIQ
A smentire l’ipotesi, invece, c’è il fatto che i geologi italiani attribuiscono la causa del terremoto ad un movimento della faglia appenninica. Come anche il fatto che, ad oggi, non ci sono ancora studi scientifici che dimostrino la correlazione tra attività estrattive e sismi in Italia e, infine, il fatto che non è noto se Padania Energia utilizzi o meno la tecnica del fracking per estrarre il gas dai suoi pozzi localizzati a pochi chilometri dall’epicentro del sisma.
Fonti:Fonte: blitzquotidiano.it * Link

I terremoti sono in aumento o è soltanto una nostra impressione?



Terremoti ed estrazioni: coincidenze o prove schiaccianti? Otto pozzi attivi da 9 anni nella zona epicentro del sisma! | STAMPA LIBERA
 

tontolina

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bella sberla anche oggi...


e i nostri politici molto coerentemente con il loro interessi discutono di PRESIDENZIALISMO

la nazione ha bisogno di riforme per far partire l'economia
e loro che fanno?

parlano delle loro poltrone



se non ricordo male
l'ultimo referndum non approvò la riforma studiata da Forza italia+Lega
proprio perchè il PRESIDENZIALISMO NON PIACE AGLI ITALIANI
e i nostri politici stron zi non riescono a pensare ad altro anche in situazione di emrgenza... non hanno fatto altro da 15 anni a questa parte

ma vaffa!
ci restituissero tutti i soldi che ci hanno rubato e andassero tutti a fare in qulo!
 
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tontolina

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per la miseria
ho la testa che mi gira e la nausea

sembra che il le scosse di terremoto si susseguano in continuazione

non mi starà venendo una fobia ......

è come se ci fosse una leggera scossa continua
me par d'essere in gondola
 

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