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blackmouth

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La Corte d'Appello di Milano ha assolto tutti gli imputati, dall'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari all'ex dg Antonio Vigni fino alle banche Deutsche Bank AG, la sua filiale londinese e Nomura, nel processo sul caso banca Monte dei paschi di Siena con al centro le presunte irregolarità nelle operazioni di finanza strutturata, Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh, effettuate da Rocca Salimbeni tra il 2008 e il 2012 per coprire le perdite dovute all'acquisizione di Antonveneta.

Allora se fossero veramente "innocenti", che fare dei giudici di 1 grado???
 

Jackie546

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Fabbri da Mentana ha detto poco fa che vede 3 possibilità : crolla il fronte ucraino, la Russia sfonda inviando ancora altre truppe, si impantano e negoziano (credo che non consideri la sconfitta russa perché, senza un intervento diretto esterno, c'è troppa disparità tra le forze in campo).
Nei primi 2 casi per l'Ucraina sarebbe un disastro, nell'ultimo potrebbe portare a casa qualcosa, ma sempre meno di quello che avrebbe ottenuto prima del 24 febbraio...
prima del 24 febbraio, senza una forza internazionale a proteggere i confini, qualunque cosa avesse portato a casa sarebbe stata temporanea, fino al prossimo pretesto per "denazificare" mariupol o addirittura odessa. Ma la russia non avrebbe mai accetato una forza internazionale, cosi' come non accetta l'osce dentro ai territori occupati se non per brevi periodi, fino a quando non osano fare report su abusi russi. Non mi aspetto che fabbri o caracciolo ci arrivino, loro sono fermi al secolo XX e alle zone di influenza, e l'ukr, anche se non lo dicono, è per loro zona di influenza russa.
 

NoWay

It's time to play the game
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prima del 24 febbraio, senza una forza internazionale a proteggere i confini, qualunque cosa avesse portato a casa sarebbe stata temporanea, fino al prossimo pretesto per "denazificare" mariupol o addirittura odessa. Ma la russia non avrebbe mai accetato una forza internazionale, cosi' come non accetta l'osce dentro ai territori occupati se non per brevi periodi, fino a quando non osano fare report su abusi russi. Non mi aspetto che fabbri o caracciolo ci arrivino, loro sono fermi al secolo XX e alle zone di influenza, e l'ukr, anche se non lo dicono, è per loro zona di influenza russa.
Quello che sarebbe potuto succedere con un accordo prima del 24 febbraio non lo sapremo mai e, proprio per questo, non possiamo escludere niente. Adesso, dopo 3 mesi, sappiamo che certe posizioni sono un po' cambiate (l'Ucraina apre a neutralità e Crimea, punti ritenuti inaccettabili prima). A me sembra ovvio che o riescono a sconfiggere i russi sul campo o più quelli conquistano e peggio è per gli ucraini. Al momento mi pare difficile che i putini accettino un accordo che si basa sul lasciare quanto conquistato. Penso che senza Donbass non considerino neanche la proposta. Il rischio è che arrivino davvero alla Transnistria e poi vogliano tenere anche tutto lo sbocco sul mare. Insomma, se non si ha certezza di batterli, ha senso? Forse sì perché è giusto lottare sino alla fine per difendersi, ma forse anche no perché, se si perde, si deve rinunciare a molto di più...
 

oldmouseit

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…miglior utile (ante imposte) trimestrale della storia di Bpm
Dall'ultimo C.J :

Banco BPM, utile sopra le attese Banco BPM ha chiuso il primo trimestre con un utile netto sopra le attese beneficiando di un calo delle rettifiche su crediti che ha portato l'istituto a raggiungere il livello più basso mai raggiunto del costo del rischio. L'utile netto dei primi tre mesi dell'anno è stato pari a 177,8 milioni, in crescita del 77,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sopra le attese degli analisti in un sondaggio Reuters di 131 milioni di euro. Le rettifiche sui crediti nette hanno registrato una riduzione del 30,4% a 151,1 milioni, comprendendo l'impatto derivante dall’incremento dei target di cessione di crediti non performing, con un costo del rischio di 54 punti base. A questo proposito la banca continua la strategia di riduzione degli Npl.
grazie mille a tutti.
in pratica l'utile - annualizzato- corrisponde circa al 20% del valore di borsa.
 

oldmouseit

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a proposito di giudici, ho letto che hanno dato l'infermità mentale a una persona che ha ammazzato due persone .
Il tutto ripreso da telecamere.
Senza parole
 

oldmouseit

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ot
articolo interessante sul Corriere natura edizione Lombardia, pregherei Joe di postarlo
 

oldmouseit

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ot
articolo interessante sul Corriere natura edizione Lombardia, pregherei Joe di postarlo
Anzi faccio un sunto.
50 anni fa un gruppo di esploratori hanno notato nelle valli comasche un rarissimo esemplare (si credeva estinto) di Gufus Maximus Mercatorum atque Economiae (nome molto complicato.) L'hanno addomesticato e gli hanno insegnato a leggere le emissioni dei certificati.
Uno degli esploratori si chiamava Maurizio, per cui hanno deciso all' unanimità di chiamarlo così.
Tanti auguri Maurizio
 

Fabrib

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Dopo Bp e Total, anche la Shell ha appena annunciato profitti record nell'ultimo trimestre. Se volesse, Putin potrebbe fare lo stesso lunedì dal palco delle celebrazioni per la vittoria su Hitler. Dal giorno dell'invasione dell'Ucraina, Mosca ha incassato 43 miliardi di dollari con l'export di gas e petrolio. Gli analisti prevedono che, a fine anno, solo il petrolio avrà portato al Cremlino 180 miliardi di dollari, ovvero il 60 per cento dell'intero bilancio nazionale.
Il problema dell'embargo sul petrolio russo (che porta a Mosca più soldi anche del gas), su cui si tortura la Ue è tutto qui: su quattro litri di benzina che mettiamo nei nostri serbatoi, uno finanzia direttamente i missili che piovono su Kiev e Odessa. In media, infatti, il 25 per cento del greggio consumato nella Ue viene dalla Russia. Tagliarlo, con il rischio di rimanere a secco, per gli europei - dimostra il braccio di ferro di questi giorni - è durissima. Ma, per giunta, dicono molti, rischia di trasformarsi in un boomerang. Gli stessi americani hanno avanzato il timore che, limitando le esportazioni russe, la disponibilità totale di greggio scenda, facendo alzare il prezzo e continuando così, paradossalmente, ad ingrassare le casse di Putin. I russi, del resto, si possono permettere di sostenere le loro vendite anche con forti sconti. Il petrolio, sui mercati mondiali, sta a 110 dollari al barile. I produttori russi vanno in pari, rispetto ai loro costi, a 44 dollari a barile. Anche oggi, che sono costretti a vendere a 70 l'Ural, loro e il Cremlino continuano a fare grossi profitti.
E, allora, è un vicolo cieco? Sia noi che l'Ucraina siamo prigionieri dei barili russi, per quanti sacrifici siamo disposti a fare? Un momento: anche con il petrolio, come con il tango, si balla in due. Per noi, il greggio russo vale il 25 per cento degli acquisti, ma, per i russi, l'export di petrolio verso la Ue corrisponde al 70 per cento degli incassi. Difficile pensare di essere presi per la gola da uno che dipende da te per quasi tre quarti di quello che guadagna. Putin è, probabilmente, pronto ad imporre ai russi i sacrifici di una economia di guerra, ma decurtare del 40-50 per cento il bilancio statale è un tuffo molto azzardato. Il Cremlino dovrebbe essere ragionevolmente sicuro di vendere quei 2 milioni di barili al giorno - oggi piazzati in Europa - da un'altra parte. E questa sicurezza è lontana.
Gli analisti sentiti da Bloomberg sostengono che solo un terzo del petrolio russo può trovare agevolmente nuovi acquirenti. Verso la Cina c'è un solo oleodotto che già funziona al massimo della capacità. Per farne un altro occorrono cinque anni. Pechino, comunque, oggi compra solo il 20 per cento del petrolio esportato dai russi e non pare volerne di più. Senza oleodotti bisogna ricorrere ai supertanker. Ma qui scatterebbero le clausole scritte in piccolo nel pacchetto di sanzioni studiato a Bruxelles: il blocco di noli e assicurazioni per i cargo che trasportano petrolio russo. In queste condizioni, difficile pensare ad un flusso consistente, in partenza dai porti del Baltico o del Mar Nero. Ma, senza export, bisogna chiudere pozzi. E, nel gelo siberiano, un pozzo chiuso è facile che non riparta.
Nel salto nel buio che un embargo europeo imporrebbe alla Russia, non ci sono, però, solo ragioni logistiche. Ma anche una minaccia geopolitica. La rinuncia al greggio russo, per l'Europa, è faticosa perché non è facile trovarne altro, se non pagandolo molto caro. Gli alleati russi dell'Opec hanno infatti appena ribadito che non intendono aumentare la produzione. Un ritorno sul mercato mondiale di Iran e Venezuela può colmare circa metà del buco che l'embargo alla Russia lascerebbe ai consumi europei, ma gli unici che possono fornire l'altra metà sono appunto gli arabi dell'Opec - anzi, praticamente solo i sauditi - perché gli altri lavorano già al massimo. Ma i sauditi, nonostante le forti pressioni di Washington, si sono ancora una volta rifiutati di fare le scarpe ai russi.
Tuttavia, la situazione, ora, potrebbe mutare. Senza l'Europa, la Russia ha solo l'Asia dove cercare acquirenti. Ma l'Asia è anche la destinazione favorita del greggio saudita. Davvero Riad è pronta a cedere ricche quote di mercato a Mosca, senza neanche tentare di rifarsi da qualche altra parte, magari in Europa? E' una partita tutta da giocare.

La Repubblica/Ricci
 

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