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skolem

Listino e panino
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1- Lapalissiamo anche, ma problema serio. Quindi era meglio che se lo facessero diventare lapalissiamo prima. Evidenzia l'assenza di contromisure (sanzioni) pronte, studiate in modo che facciano male al nemico e non a te. Altrimenti lo ammazzi facendoti trapassare dalla pallottola.

2- Quando una grande azienda "se ne va" (anche se non capisco quello che intendi) è un bel casino per il lavoro, per le banche, ecc.

Credo che Putin avesse ben studiato l'effetto delle eventuali sanzioni sui sanzionatori, i propri punti di forza. E per questo è entrato in Ucraina senza chiedere permesso. Speriamo che avesse almeno un po' di torto o che il mondo si stufi della guerra, altrimenti come dicono alcuni ridiventa un Afganistan / Siria, insomma un altro di quei punti sempre caldi.
1. Col senno di poi è facile. Solo gli americani avevano avvisato che Putin non scherzava, ma tutti ad andare addosso all'America perchè fomentava la tensione. Se andiamo ancora prima, Putin ha invaso per colpa della Nato? Questa è una balla, l'Ucraina ha accettato anche la neutralità eppure i Russi non si fermano. Putin vuole conquistare l'Ucraina, lui l'ha invasa e lui la sta distruggendo.
2. Un'azienda che se ne va, intendo che va via dalla Russia. Un bel casino si, ma era meglio prima quando a subire le sanzioni per i mancati commerci erano solo le nostre piccole aziende?
 

NoWay

It's time to play the game
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A me preoccupa che si pensi (e si faccia pensare all'opinione pubblica bovina che vede in Draghi un profeta) anche solo lontanamente che l'effetto della chiusura del gas russo sia 'solo' chiudere i condizionatori. Quello dei condizionatori è un discorso ridicolo. Draghi deve guardare la realtà produttiva del paese.
Ecco cosa dice Confindustria per i prossimi TRE MESI (non tre anni), e confindustria ha il reale polso della situazione:

"Abbiamo chiesto agli imprenditori se, in presenza di queste tensioni, avessero già dovuto ridurre la produzione e il 16,4% ha risposto che l’ha già ridotta. La quota sale al 22% fra le aziende dei settori energivori. Non solo: alla domanda “fino a quando pensa di mantenere gli attuali livelli produttivi?”, il 35,6% ha dichiarato che entro tre mesi sarà costretto a tagliare la produzione. Ciò significa che a giugno potremmo trovarci con quasi un’impresa su due del nostro campione che avrà ridotto le sue capacità produttive. E’ una prospettiva molto grave, che peserà molto sull’andamento del Pil.

E se proiettassimo questi dati a livello nazionale?
Possiamo stimare che il 30-40% delle imprese italiane dovrà ridurre la produzione.
"
C'era ache Borrell che diceva che per risolvere il problema bastava abbassare di 1 grado i termostati in casa. A me sembra che ci sia proprio un'impostazione di base "minimizziamo gli effetti di quello che sta succedendo per non allarmare il popolino". Solo che poi i nodi arrivano al pettine...
 

FNAIOS

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1. Col senno di poi è facile. Solo gli americani avevano avvisato che Putin non scherzava, ma tutti ad andare addosso all'America perchè fomentava la tensione. Se andiamo ancora prima, Putin ha invaso per colpa della Nato? Questa è una balla, l'Ucraina ha accettato anche la neutralità eppure i Russi non si fermano. Putin vuole conquistare l'Ucraina, lui l'ha invasa e lui la sta distruggendo.
2. Un'azienda che se ne va, intendo che va via dalla Russia. Un bel casino si, ma era meglio prima quando a subire le sanzioni per i mancati commerci erano solo le nostre piccole aziende?
Non è senno di poi, è mancata programmazione: "Caso: Putin non dà più gas" - a esempio.
Se una risposta ci fosse stata Putin forse non avrebbe invaso, gli mancava il piede di porco.

Alle aziende russe bisogna vedere cosa succederà, se ci sarà miopia anche lì.

Ho la sensazione, come ripetuto più volte, che, allo scopo di rendere inoffensiva l'europa, Russia e NATO(USA) se la siano spartita. USA basi militari e Russia gas. Qualcosa è saltato.

Spero che questa non diventi una guerra cronica e che non convenga a nessuno tenere il fuoco acceso.
 

Joe Silver

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A me preoccupa che si pensi (e si faccia pensare all'opinione pubblica bovina che vede in Draghi un profeta) anche solo lontanamente che l'effetto della chiusura del gas russo sia 'solo' chiudere i condizionatori. Quello dei condizionatori è un discorso ridicolo. Draghi deve guardare la realtà produttiva del paese.
Ecco cosa dice Confindustria per i prossimi TRE MESI (non tre anni), e confindustria ha il reale polso della situazione:

"Abbiamo chiesto agli imprenditori se, in presenza di queste tensioni, avessero già dovuto ridurre la produzione e il 16,4% ha risposto che l’ha già ridotta. La quota sale al 22% fra le aziende dei settori energivori. Non solo: alla domanda “fino a quando pensa di mantenere gli attuali livelli produttivi?”, il 35,6% ha dichiarato che entro tre mesi sarà costretto a tagliare la produzione. Ciò significa che a giugno potremmo trovarci con quasi un’impresa su due del nostro campione che avrà ridotto le sue capacità produttive. E’ una prospettiva molto grave, che peserà molto sull’andamento del Pil.

E se proiettassimo questi dati a livello nazionale?
Possiamo stimare che il 30-40% delle imprese italiane dovrà ridurre la produzione.
"
E basta! Come la grande maggioranza degli Italiani sei bravissimo a criticare, un vero martello. Perché non provi ad illuminarci su quel che invece andava fatto, visto che sono tutti dei pirla e Draghi più di tutti? Allora diciamo senz'altro a putino che si prenda pure l'Ukraina, mettiamo la meloncina al posto di Mattarella e salvinuccio al posto di Draghi. Tutto a posto: niente più sanzioni, condizionatori al massimo e chissenefrega degli ukraini. Bene, benissimo...

Edit: risparmiati di rispondere perché ti ho messo in 'ignore'
 

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