Certificati di investimento (155 lettori)

percefal

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C'è un'antica diatriba nel settore fondi su investimenti attivi vs passivi.
Gli attivi sono gestiti da un fund manager esperto e costano (0.5-2% di commissioni annuali + commissioni di performance).
I passivi sono dei robot che seguono dei panieri predefiniti e stop e costano poco (quelli semplici anche solo 0.15% annuo).

Io non sono grande esperto ma quando ho investito ho sempre visto ottimi risultati dai tracker passivi (tutti ottimi e ne ho avuti oltre 15).
Gli unici fondi attivi che ho avuto sono un fondo attivo che avevo scelto all'inizio in un settore su cui credevo molto (emergenti) e che, nonostante le perdite pesanti ho tenuto per tre anni con fiducia (pagavo credo 1,5% annuo di commissioni ma il fondo ha sempre perso, poi ho venduto) e un altro fondo che ho preso da qualche mese (settore asia pacific), e incredibilmente anche questo al momento mi fa -1,2% mentre il resto sale.
L'effetto compound di parecchie commissioni secondo me si fa sentire nel tempo.
Per questo credo sia più logico il managed in un'ottica difensiva, dove C&D magari saprebbero gestire meglio i certificati in perdita.
Però su una struttura gestionale tutta da costruire da zero, spingere le commissioni già all'1,3% non mi sembra una cosa da poco.
Speriamo bene per chi investe!
Se c´e´ una cosa che l´esperienza da Financial Advisor mi ha insegnato, e´ che la qualita´ si paga.

Un fondo comune ha costi notevolmente piu´ alti, non ci sono solo le commissioni di gestione, delle quali fai il paragone. Basta leggere un prospetto qualsiasi per prenderne atto.
FS First Solutions CED Dynamic Allocation costa l´1,3% annuo. All Inclusive. Punto. Niente di piu´, niente di meno.

E non stiamo nemmeno prendendo in considerazione i vantaggi fiscali che l´AMC ti offre, nel recuperare minusvalenze in portafoglio. E che con fondi ed ETF puoi solo scordare.
 

darkog

In Hoc Signo Vince..
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why? non mi pare proprio un certificato da mordi e fuggi..
Avevo preso puntando esclusivamente all'autocall con rilevazione martedì.
Avevo visto rilevazione a 93% e bnp era in quel momento ben sopra al 94%.
Ovviamente dopo la correzione della rilevazione, tutto è cambiato...
Bnp in quel momento era sotto al 94% con rilevazione a 95%. Quindi bnp avrebbe dovuto guadagnare oltre 1% in due giorni per far sì che il cert andasse in the money e fosse richiamato.
Se fosse stato 93% per me aveva senso tenere e la scommessa era da giocarsi.. così per me il senso veniva molto meno e ho venduto.
Sono più le probabilità che non va in autocall rispetto a quelle che venga richiamato..
Poi in sé non mi fa impazzire il prodotto, la barriera non è così lontana e quei sottostanti con così poco margine non mi fanno stare tranquillo.
Se la barriera fosse stata lontanissima avrei anche tenuto..
Di base tutti i cert che ho in ptf, ora oltre 20, hanno barriere distanti almeno il 35% dal prezzo del WO.
 

Andre_Sant

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Premetto che queste riflessioni esulano dal prodotto di Leon, ed è di carattere generale.
Per me acquistare una gestione (pagando le relative commissioni) sarebbe interessanti se i certificati che vengono selezionati:
- non hanno a loro volta commissioni implicite
- girano ben sotto il fair value rispetto ad un'analoga operatività basata su opzioni
- i certificati sottostanti non sono ostaggio di un BID ASK del Market maker con spread >=1%

Chiedo troppo? probabilmente sì, ma al tempo stesso io da privato investitore cerco di operare proprio in questo modo e credo che questo faccia nel medio periodo la differenza

Per capirsi meglio: se un Dodoale, o un enomotic o un noway (ossia tutti utenti che negli anni hanno spesso individuato le situazioni di cui sopra) mi chiedessero una commissione annua per una loro gestione in certificati io la sottoscriverei al volo
 

Brixiano

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Ok, ho dato un occhio.. portafoglio bello aggressivo... un 15% tra crociere e turismo, una bella scommessa sulla ripresa; un altro 20% in tech americani e high vol (farfetch, zalando etc); un paio di scommesse su electric cars.
Unici certificati che ho trovato interessanti per il mio profito di rischio piu moderato il menzionato DE000VQ8N8M1 e DE000VQ7BWQ7.
Osservazione che mi sento di condividere: se ne venisse proposto uno meno aggressivo, ci metterei qualcosa. Questo contiene troppi certificati sopra il mio livello di rischio (nonostante la diversificazione)
 

portnoy69

Gli orologi sono nuvole
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Ti ringrazio Gianni per la tua valutazione e per la premessa sulla presenza di CED come advisor. Non posso ovviamente confutare la tua valutazione sull'onerosità, se a te sembra caro lo è sicuramente per te e avrai i tuoi metodi di giudizio. Tuttavia , a livello di confronto, quanto costa mediamente un fondo azionario? L'1,50%? Più eventuali ulteriori costi per un TER che può essere nettamente maggiore. Il gestore deve fare un adeguato stock picking su azioni ed è certamente un lavoro non alla portata di tutti, per il quale viene appunto remunerato per la relativa commissione di gestione ed eventuali commissioni di performance ( spesso presenti).

In questo caso, e voi lo sapete molto bene, il lavoro di selezione di certificati, con tutte le variabili che conosciamo, richiede strumenti e un impegno altrettanto considerevole e per questo la commissione di gestione ( che va specificato remunera l'emittente, l'Index Sponsor e l'Advisor) dell'1,30% annuo può essere considerata adeguata ( ma questa è chiaramente la mia opinione, peraltro come parte in causa). Credo che la risposta la darà il tempo: l'obiettivo della gestione attiva in certificati dovrebbe compensare abbondantemente il costo sostenuto e a quel punto anche la performance fee del 10% potrà essere considerata adeguata. Si dirà, se però la gestione va male io pago lo stesso: vero, ovviamente solo la commissione di gestione ma non quella di performance.

In molti hanno già chiesto come funziona la commissione di performance del 10%. E' fissata sull'High Watermark, quindi se ad esempio fra 1 anno l'indice varrà 110 , rispetto ai 100 della partenza, si sconterà una commissione di performance dell'1%. L'anno successivo, se l'indice varrà 115, si pagherà una commissione di performance dello 0,50%. Se varrà meno di 110 punti non si pagherà nulla.

In conclusione, non è possibile avere termini di paragone perchè non esiste una gestione in certificati impacchettata in un certificato e quindi la valutazione sui costi sarà sempre ineccepibile e incontestabile.

Aggiungo una cosa che esula dai costi. La trasparenza di questa gestione in certificati è massima. Ogni giorno Vontobel rende pubblici tutti i movimenti effettuati, pertanto chiunque potrà verificare cosa sta comprando attraverso l'AMC Tracker.
Pier, considerato che avrete una dimensione maggiore di qualunque retail potreste pensare di strutturare e farvi emettere dei certificati dedicati al vostro tracker, io vedo che i certificati con taglio grande per istituzionali (tipo da 100.000 euro) hanno rendimenti maggiori
 

percefal

Utente Old Style
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Premetto che queste riflessioni esulano dal prodotto di Leon, ed è di carattere generale.
Per me acquistare una gestione (pagando le relative commissioni) sarebbe interessanti se i certificati che vengono selezionati:
- non hanno a loro volta commissioni implicite
- girano ben sotto il fair value rispetto ad un'analoga operatività basata su opzioni
- i certificati sottostanti non sono ostaggio di un BID ASK del Market maker con spread >=1%

Chiedo troppo? probabilmente sì, ma al tempo stesso io da privato investitore cerco di operare proprio in questo modo e credo che questo faccia nel medio periodo la differenza

Per capirsi meglio: se un Dodoale, o un enomotic o un noway (ossia tutti utenti che negli anni hanno spesso individuato le situazioni di cui sopra) mi chiedessero una commissione annua per una loro gestione in certificati io la sottoscriverei al volo
Se non venissero adottate queste "condizioni", l´AMC non avrebbe senso ;-)
 

leon3037

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Premetto che queste riflessioni esulano dal prodotto di Leon, ed è di carattere generale.
Per me acquistare una gestione (pagando le relative commissioni) sarebbe interessanti se i certificati che vengono selezionati:
- non hanno a loro volta commissioni implicite
- girano ben sotto il fair value rispetto ad un'analoga operatività basata su opzioni
- i certificati sottostanti non sono ostaggio di un BID ASK del Market maker con spread >=1%

Chiedo troppo? probabilmente sì, ma al tempo stesso io da privato investitore cerco di operare proprio in questo modo e credo che questo faccia nel medio periodo la differenza

Per capirsi meglio: se un Dodoale, o un enomotic o un noway (ossia tutti utenti che negli anni hanno spesso individuato le situazioni di cui sopra) mi chiedessero una commissione annua per una loro gestione in certificati io la sottoscriverei al volo
di situazioni di certificati quotati sotto fair value e mispricing ne capitano, ma quanti sono percentualmente rispetto all'operatività di una persona che opera esclusivamente in certificati? Ovviamente se uno opera per sè, si accontenta anche di beccarne uno con 10k euro, se devo farlo con i soldi di una gestione non è pensabile beccare un mispricing e svuotare il book con 200k euro per 50 volte all'anno. Detto questo, se ci saranno situazioni valide di certo non le lasciamo in book.

Certificati che abbiano bid-ask spread maggiore dell'1% perchè dovremmo acquistarli se non c'è un risk/reward adeguato sull'ask?

Certificati che abbiano commissioni implicite superiori a quelle medie perchè dovremmo acquistarli? L'obiettivo della gestione è fare risultato, non ingrassare un emittente piuttosto che un altro.

Detto ciò, l'operatività è pubblica e quindi si potrà valutare
 

Siloso

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di situazioni di certificati quotati sotto fair value e mispricing ne capitano, ma quanti sono percentualmente rispetto all'operatività di una persona che opera esclusivamente in certificati? Ovviamente se uno opera per sè, si accontenta anche di beccarne uno con 10k euro, se devo farlo con i soldi di una gestione non è pensabile beccare un mispricing e svuotare il book con 200k euro per 50 volte all'anno. Detto questo, se ci saranno situazioni valide di certo non le lasciamo in book.

Certificati che abbiano bid-ask spread maggiore dell'1% perchè dovremmo acquistarli se non c'è un risk/reward adeguato sull'ask?

Certificati che abbiano commissioni implicite superiori a quelle medie perchè dovremmo acquistarli? L'obiettivo della gestione è fare risultato, non ingrassare un emittente piuttosto che un altro.

Detto ciò, l'operatività è pubblica e quindi si potrà valutare
Un'altra domanda, ma gli acquisti verranno fatti direttamente a mercato oppure saranno OTC?
Lo chiedo perchè proprio essendo l'operativa pubblica, già mi immagino vagonate di one-tick-man su quei titoli :)
 

gianni76

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Detto ciò, l'operatività è pubblica e quindi si potrà valutare
Vista l'ottima trasparenza chiedo:
- il capitale iniziale per far partire il tracker chi l'ha messo? Vedo transazioni dal 31/08.
- CED è partecipante attivo con suo capitale e, se si, ha un obiettivo di permanenza (tipo: abbiamo messo 50k e non usciremo dal fondo prima di 24 mesi...)?
 
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NoWay

It's time to play the game
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Como
Premetto che queste riflessioni esulano dal prodotto di Leon, ed è di carattere generale.
Per me acquistare una gestione (pagando le relative commissioni) sarebbe interessanti se i certificati che vengono selezionati:
- non hanno a loro volta commissioni implicite
- girano ben sotto il fair value rispetto ad un'analoga operatività basata su opzioni
- i certificati sottostanti non sono ostaggio di un BID ASK del Market maker con spread >=1%

Chiedo troppo? probabilmente sì, ma al tempo stesso io da privato investitore cerco di operare proprio in questo modo e credo che questo faccia nel medio periodo la differenza

Per capirsi meglio: se un Dodoale, o un enomotic o un noway (ossia tutti utenti che negli anni hanno spesso individuato le situazioni di cui sopra) mi chiedessero una commissione annua per una loro gestione in certificati io la sottoscriverei al volo
Parlo per me ovviamente. Non potrei nemmeno paragonarmi ad una gestione professionale. La mia operatività è tarata sul tipo di investitore che sono. Molto probabilmente non prenderei in considerazione la maggior parte dei prodotti che verranno selezionati per questo certificato di certificati. Quindi la considero come un'arma in più. Quanto ai costi è ovvio che un servizio vada pagato. Se sarà poco o tanto, dipenderà dalla qualità del servizio stesso.
Con l'idea della commissione per la condivisione sul thread mi hai fatto sorridere. La mia opinione è che più teste hanno più possibilità di battere il mercato, tutto lì... :)
 

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