Certificati di investimento (102 lettori)

mpnk

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E' ottimo che il DE000VX0N5M1 sia gestito da C&D, garanzia di qualità nella scelta dei titoli, ma di certo non è economico....
Lo chiamano Actively Managed Certificate, un tracker senza scadenza a replica di un indice gestito attivamente, in parole semplici una collezione di certificati con gestione attiva (max il 10% per ogni titolo).

Ma la parte che taglia il portafoglio è questa:
"La strategia prevede l'investimento fino al 100% in certificati quotati in Italia, Svizzera e Germania, selezionati dal nostro Ufficio Studi.
Quotato in euro, è soggetto a una commissione di gestione dell'1,30% annuo applicato giornalmente. Rischio medio-alto. "
Sembra inoltre esserci anche una commissione di performance del 10%.

Chi non ha tempo di seguire i certificati, magari queste commissioni le può anche pagare e forse sembreranno anche accettabili quando gli indici inizieranno a ritracciare e servirà grande esperienza per navigare in acque agitate. Ma a me al momento sembra caro.
Scusate paga delle cedole?
 

CarloConti

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E' ottimo che il DE000VX0N5M1 sia gestito da C&D, garanzia di qualità nella scelta dei titoli, ma di certo non è economico....
Lo chiamano Actively Managed Certificate, un tracker senza scadenza a replica di un indice gestito attivamente, in parole semplici una collezione di certificati con gestione attiva (max il 10% per ogni titolo).

Ma la parte che taglia il portafoglio è questa:
"La strategia prevede l'investimento fino al 100% in certificati quotati in Italia, Svizzera e Germania, selezionati dal nostro Ufficio Studi.
Quotato in euro, è soggetto a una commissione di gestione dell'1,30% annuo applicato giornalmente. Rischio medio-alto. "
Sembra inoltre esserci anche una commissione di performance del 10%.

Chi non ha tempo di seguire i certificati, magari queste commissioni le può anche pagare e forse sembreranno anche accettabili quando gli indici inizieranno a ritracciare e servirà grande esperienza per navigare in acque agitate. Ma a me al momento sembra caro.
non so, ma dipende tutto dalla performance. Una Panda costa meno di una Ferrari, una va a 100 kmH l'altra a 300 KmH. Se il costo è ripagato da buone performance è anche giusto pagare. Io, cmq, ho fatto un primo ingresso.
 

leon3037

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E' ottimo che il DE000VX0N5M1 sia gestito da C&D, garanzia di qualità nella scelta dei titoli, ma di certo non è economico....
Lo chiamano Actively Managed Certificate, un tracker senza scadenza a replica di un indice gestito attivamente, in parole semplici una collezione di certificati con gestione attiva (max il 10% per ogni titolo).

Ma la parte che taglia il portafoglio è questa:
"La strategia prevede l'investimento fino al 100% in certificati quotati in Italia, Svizzera e Germania, selezionati dal nostro Ufficio Studi.
Quotato in euro, è soggetto a una commissione di gestione dell'1,30% annuo applicato giornalmente. Rischio medio-alto. "
Sembra inoltre esserci anche una commissione di performance del 10%.

Chi non ha tempo di seguire i certificati, magari queste commissioni le può anche pagare e forse sembreranno anche accettabili quando gli indici inizieranno a ritracciare e servirà grande esperienza per navigare in acque agitate. Ma a me al momento sembra caro.
Ti ringrazio Gianni per la tua valutazione e per la premessa sulla presenza di CED come advisor. Non posso ovviamente confutare la tua valutazione sull'onerosità, se a te sembra caro lo è sicuramente per te e avrai i tuoi metodi di giudizio. Tuttavia , a livello di confronto, quanto costa mediamente un fondo azionario? L'1,50%? Più eventuali ulteriori costi per un TER che può essere nettamente maggiore. Il gestore deve fare un adeguato stock picking su azioni ed è certamente un lavoro non alla portata di tutti, per il quale viene appunto remunerato per la relativa commissione di gestione ed eventuali commissioni di performance ( spesso presenti).

In questo caso, e voi lo sapete molto bene, il lavoro di selezione di certificati, con tutte le variabili che conosciamo, richiede strumenti e un impegno altrettanto considerevole e per questo la commissione di gestione ( che va specificato remunera l'emittente, l'Index Sponsor e l'Advisor) dell'1,30% annuo può essere considerata adeguata ( ma questa è chiaramente la mia opinione, peraltro come parte in causa). Credo che la risposta la darà il tempo: l'obiettivo della gestione attiva in certificati dovrebbe compensare abbondantemente il costo sostenuto e a quel punto anche la performance fee del 10% potrà essere considerata adeguata. Si dirà, se però la gestione va male io pago lo stesso: vero, ovviamente solo la commissione di gestione ma non quella di performance.

In molti hanno già chiesto come funziona la commissione di performance del 10%. E' fissata sull'High Watermark, quindi se ad esempio fra 1 anno l'indice varrà 110 , rispetto ai 100 della partenza, si sconterà una commissione di performance dell'1%. L'anno successivo, se l'indice varrà 115, si pagherà una commissione di performance dello 0,50%. Se varrà meno di 110 punti non si pagherà nulla.

In conclusione, non è possibile avere termini di paragone perchè non esiste una gestione in certificati impacchettata in un certificato e quindi la valutazione sui costi sarà sempre ineccepibile e incontestabile.

Aggiungo una cosa che esula dai costi. La trasparenza di questa gestione in certificati è massima. Ogni giorno Vontobel rende pubblici tutti i movimenti effettuati, pertanto chiunque potrà verificare cosa sta comprando attraverso l'AMC Tracker.
 

leon3037

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La commissione di performance non viene pagata quando si supera il benchmark? In questo caso il benchmark quale sarebbe?
non può esserci un Benchmark. Comprando qualsiasi certificato, di qualsiasi tipologia e su qualsiasi sottostante, ossia quello che in quel momento appare più interessante, non ci sarebbe nessun Benchmark sensato. Cosi come non può esserci un Backtest.

Come spiegato nel mio post poco sopra, si calcola sull'High Watermark
 

leon3037

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Scusate paga delle cedole?
Di base no. Ma se il risultato operativo dovesse essere molto soddisfacente si potrà decidere la distribuzione di un dividendo sotto forma di cedola. Ma non è un prodotto con cedole in quanto il contenitore è un semplice Tracker a replica lineare senza alcuna opzione accessoria. Qualsiasi opzione digitale avrebbe comportato un costo che sarebbe ricaduto sulla gestione
 

CarloConti

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Di base no. Ma se il risultato operativo dovesse essere molto soddisfacente si potrà decidere la distribuzione di un dividendo sotto forma di cedola. Ma non è un prodotto con cedole in quanto il contenitore è un semplice Tracker a replica lineare senza alcuna opzione accessoria. Qualsiasi opzione digitale avrebbe comportato un costo che sarebbe ricaduto sulla gestione
Ciao Leon, le cedole che incassa il "fondo" (immagino che molti certificati pagheranno cedole) vengono incassate dai "gestori" o reinvestite in acquisto altri certificati e quindi ad aumento di valore del fondo?
 

gianni76

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non so, ma dipende tutto dalla performance. Una Panda costa meno di una Ferrari, una va a 100 kmH l'altra a 300 KmH. Se il costo è ripagato da buone performance è anche giusto pagare. Io, cmq, ho fatto un primo ingresso.
C'è un'antica diatriba nel settore fondi su investimenti attivi vs passivi.
Gli attivi sono gestiti da un fund manager esperto e costano (0.5-2% di commissioni annuali + commissioni di performance).
I passivi sono dei robot che seguono dei panieri predefiniti e stop e costano poco (quelli semplici anche solo 0.15% annuo).

Io non sono grande esperto ma quando ho investito ho sempre visto ottimi risultati dai tracker passivi (tutti ottimi e ne ho avuti oltre 15).
Gli unici fondi attivi che ho avuto sono un fondo attivo che avevo scelto all'inizio in un settore su cui credevo molto (emergenti) e che, nonostante le perdite pesanti ho tenuto per tre anni con fiducia (pagavo credo 1,5% annuo di commissioni ma il fondo ha sempre perso, poi ho venduto) e un altro fondo che ho preso da qualche mese (settore asia pacific), e incredibilmente anche questo al momento mi fa -1,2% mentre il resto sale.
L'effetto compound di parecchie commissioni secondo me si fa sentire nel tempo.
Per questo credo sia più logico il managed in un'ottica difensiva, dove C&D magari saprebbero gestire meglio i certificati in perdita.
Però su una struttura gestionale tutta da costruire da zero, spingere le commissioni già all'1,3% non mi sembra una cosa da poco.
Speriamo bene per chi investe!
 

leon3037

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C'è un'antica diatriba nel settore fondi su investimenti attivi vs passivi.
Gli attivi sono gestiti da un fund manager esperto e costano (0.5-2% di commissioni annuali + commissioni di performance).
I passivi sono dei robot che seguono dei panieri predefiniti e stop e costano poco (quelli semplici anche solo 0.15% annuo).

Io non sono grande esperto ma quando ho investito ho sempre visto ottimi risultati dai tracker passivi (tutti ottimi e ne ho avuti oltre 15).
Gli unici fondi attivi che ho avuto sono un fondo attivo che avevo scelto all'inizio in un settore su cui credevo molto (emergenti) e che, nonostante le perdite pesanti ho tenuto per tre anni con fiducia (pagavo credo 1,5% annuo di commissioni ma il fondo ha sempre perso, poi ho venduto) e un altro fondo che ho preso da qualche mese (settore asia pacific), e incredibilmente anche questo al momento mi fa -1,2% mentre il resto sale.
L'effetto compound di parecchie commissioni secondo me si fa sentire nel tempo.
Per questo credo sia più logico il managed in un'ottica difensiva, dove C&D magari saprebbero gestire meglio i certificati in perdita.
Però su una struttura gestionale tutta da costruire da zero, spingere le commissioni già all'1,3% non mi sembra una cosa da poco.
Speriamo bene per chi investe!
certamente, speriamo!
 

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