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Inizia ad essere preoccupante la cosa
Mah... no, non lo è perché adesso diranno tutti che era fisiologico e che non esiste di stare a questi livelli con la pandemia ancora in corso, cioè le stesse cose che ripetono da mesi e mesi...
 

albicocco

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Inizia ad essere preoccupante la cosa
Conte torna a contare grazie ai numeri grillini (Numeri da intendersi sia come quantità di parlamentari, sia come proposte e atteggiamenti particolari) Temporali in vista per il governo Draghi?
 

Fabrib

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Conte torna a contare grazie ai numeri grillini (Numeri da intendersi sia come quantità di parlamentari, sia come proposte e atteggiamenti particolari) Temporali in vista per il governo Draghi?
Ventodivino, dalla discussione "OT, cazzeggio":
Quelle distanze siderali tra il banchiere e l’avvocato
di Filippo Ceccarelli/La Repubblica

È faticoso e insieme facilissimo mettere a confronto Giuseppe Conte e Mario Draghi che oggi si vedono. È faticoso perché davvero non hanno nulla in comune, né l’età, né gli studi, né il carattere, tanto meno le modalità con cui sono approdati a Palazzo Chigi.
Talmente diverso è il peso specifico dei due che anche solo paragonarli significa fare un torto a Draghi e ridicolizzare oltre il dovuto l’altro, Conte.
Quest’ultimo ieri ha fatto il suo bel video di taglio estivo, in camicia bianca e sfondo libreria, ciuffo mobile e accentuata gesticolazione, retorica in crescendo, dal "vento" che spira ancora sui cinque stelle a una impressionante auto-apologia di se stesso. Ma già al minuto 5 - oltre nove è durata la concione - veniva da chiedersi cosa diavolo potrebbe mai pensare Draghi della Carta dei Valori e dei Principi o dello Statuto negoziato con l’Elevato Garante, dei forum tematici e perfino del neo-istituendo Comitato Nazionale Progetti da mettere al lavoro quando già i supertecnici di SuperMario, affiancati da altrettanto superesperti di qualche agenzia internazionale, avranno ben cominciato a darci sotto con il Pnrr.
Conte, d’altra parte, appariva molto soddisfatto anche della imminente Scuola di formazione ad "aggiornamento permanente".
Però anche in questo caso il dubbio era che cosa detta scuola potrà mai insegnare ai post-grillini a proposito dei poteri forti e delle ragioni per cui almeno tre o quattro volte, negli ultimi trent’anni, il sistema politico italiano ha avuto bisogno di essere raddrizzato da qualche governo tecnico – altro che le riforme da cancellare o meno!
E insomma, non c’è confronto e al tempo stesso ce n’è troppo. Conte parla, parla, parla; Draghi più sta zitto e più è contento. Conte è creatura politica notturna, come molti altri più che disponibile al rinvio, al ritardo, alle soluzioni dell’ultimissima ora; Draghi, il contrario esatto. Sempre come stile di governo, Conte tende a favorire la proliferazione di istanze di secondo grado dai poteri vaghi, comitati, commissioni, gruppi di lavoro che funzionano come camere di compensazione e dispositivi per guadagnare tempo; Draghi non delega né guadagna tempo, piuttosto accentra, sceglie di persona le persone o le fa scegliere da agenzie di cacciatori di teste con base in Svizzera.
Il gioco può estendersi su tanti altri piani. Conte è arrivato non si è ancora capito bene da dove e perché; il fatto che poteva fare molto peggio di come ha governato suona senz’altro a suo merito, ma è anche lui un sintomo di un’anomalia. A questa stessa anomalia Draghi rappresenta la risposta alta, perché a suo modo viene da lontano e tutti lo conoscono, ma forse più all’estero che qui in Italia. Conte ha dietro di sé Casalino, figura chiave oggi un po’, seppur studiatamente sotto tono; Draghi è molto probabile che fino a qualche tempo fa non sapesse nemmeno chi fosse, ‘sto Casalino, e forse ancora oggi ignora il fenomeno social delle "Bimbe di Conte" con i loro gadget in vendita sulla rete. I riferimenti dell’attuale presidente del Consiglio hanno semmai a che fare con le esperienze nelle università americane, la Banca d’Italia, il mondo del Tesoro, i centri della finanza e quindi con le fredde necessità dei numeri e dei programmi. Infine il potere: Conte ci ha preso gusto, e lo si vede, altroché; mentre Draghi forse pure, ma certo non vuole, non può e non deve darlo a vedere.
Conte in definitiva è molto italiano, nel senso che intendeva Montanelli ammiccando: «Fra noi italiani ci conosciamo». Senza essere anti-italiano, Draghi è invece molto internazionale. Di qui all’incompatibilità assoluta ce ne corre, ma poi nemmeno troppo.
 
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albicocco

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USA inflazione 5,4% tds10y 1,20%!!!
Dati errati o incredibilmente si è creata una relazione inversa ?
 

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