Botte al funerale di pino rauti (1 Viewer)

tontolina

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flash! - botte al funerale di pino rauti. L’ingresso di gianfranco fini ha innescato la rivolta dei camerati presenti, che hanno cominciato a urlare e spingere contro di lui: Dentro la chiesa rimbombavano solo i cori “fuori! Fuori!” e "mer da traditore!" - interviene la figlia isabella al microfono per placare, fini circondato dalla scorta…
 

tontolina

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SCOPPIA UN RAUTI IN FACCIA A FINI - AL FUNERALE DEL LEADER MISSINO, IL PRESIDENTE DELLA CAMERA È STATO COSTRETTO AD ANDARSENE DOPO CHE LA FOLLA DI CAMERATI INFEROCITI LO HA STRATTONATO, FISCHIATO, E INSULTATO: “MER DA TRADITORE!”, “A MORTE LO SCHIFOSO!”, “FUORI! FUORI!” - NEANCHE L’INTERVENTO DELLA FIGLIA ISABELLA È BASTATO, E LA SCORTA LO HA FATTO USCIRE DAL RETRO DELLA CHIESA…



DAGOREPORT
ISAB
ELLA RAUTI
PINO RAUTI E GIANFRANCO FINI jpeg

Botte al funerale di Pino Rauti alla Basilica di San Marco a Roma. All'arrivo di Gianfranco Fini, prima fuori dalla chiesa poi anche all'interno, è partita una contestazione durissima: pioggia di fischi, di "buu" di urla "***** traditore!", "a morte lo schifoso!", e un assordante "fuori! fuori!". Non solo, il presidente della Camera è stato spintonato e strattonato dai camerati presenti al funerale. Dopo l'intervento della scorta che lo ha circondato, Fini - scarmigliato per gli strattoni della folla inferocita contro di lui - è stato fatto sedere in prima fila, tra Assunta Almirante e Alfredo Mantovano.
pzcort17 pino rauti fi isabella

La figlia di Rauti, Isabella, è intervenuta al microfono della chiesa per cercare di placare gli animi, e permettere che la funzione iniziasse: "abbiate rispetto per mio padre e per la mia famiglia. Avete avuto altri momenti per questa contestazione". Non è bastato. I cori e le urla hanno continuato a rimbombare per tutta la chiesa finché, dopo aver individuato un'uscita secondaria, Fini è stato fatto uscire da San Marco in fretta e furia, unico modo per far proseguire la cerimonia.
gianfranco fini

È dovuta intervenire al microfono Isabella Rauti x chiedere di poter celebrare il funerale perché anche dentro la chiesa gli insulti a fini erano drammatici
 

tontolina

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Isabella Rauti: indagata la moglie di Alemanno

29/10/2012 - Per la vicenda dei fondi regionali. L'accusa è abuso d'ufficio

I membri dell’Ufficio di Presidenza della Regione Lazio, tra i quali Mario Abbruzzese, presidente, e Isabella Rauti, consigliere, sono indagati a Roma per concorso in abuso d’ufficio. Il filone d’inchiesta, nell’ambito del fascicolo sui fondi regionali, riguarda la proroga dell’incarico al segretario generale del Consiglio.
IL REGISTRO DEGLI INDAGATI – Nel registro degli indagati, oltre ad Mario Abbruzzese e Isabella Rauti, quest’ultima moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno, sono finiti anche Bruno Astorre, Gianfranco Gatti, Claudio Bucci e Raffaele D’Ambrosio. L’episodio nel quale sono coinvolti e’ relativo al 28 marzo 2012 e riguarda il conferimento dell’incarico a Nazzareno Cecinelli di segretario generale del consiglio regionale del Lazio in violazione delle disposizioni legislative sull’affidamento di incarichi dirigenziali a tempo determinato.
 

ConteRosso

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i fascisti rimangono sempre fascisti
e lo dico con l'amarezza di uno che è stato parte di quel mondo
beh la mia idea di destra era un po' diversa da quella dei rautiani
 

tontolina

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si sono bevuti il cervello sempre che ne abbiano avuto uno

e non hanno capito di fare il gioco "BOFFO"

sembraqno i tifosi di una squadra di calcio.

Fini non mi è mai stato simpatico però
ora mi fa una vera pena

il fanatismo di destra di sinistra di centro..
è quello che non rispetta neppure il dolore dei familiari
ma capisce solo lo slogan dominante
 

tontolina

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ho come l'impressione che la Destra si un po' oltraggiosa verso l'umanità in genere

dal 1° poliziotto all'umile destrino
mi pare che siano da evitare da come trattano il genere umano


ma che gli ha fatto la mamma quando erano in fasce per essere così violenti e privi di solidarietà umana?

Comunque è certo che i capoccia ne approfittano per arricchiere le loro tasche.... dove sono al governo mostrano di essere famelici


06 novembre 2012

"Guerra del Viminale", s'arrende Izzo. Inventò le zone rosse


da TzeTze Politica: "Guerra del Viminale", s'arrende Izzo. Invent&

Una carriera da sindacalista conciliante e persecutore di no global e di Genchi. Sullo sfondo la guerra tra prefetti e poliziotti




Nicola Izzo avrebbe dato le dimissioni, le voci si inseguono per ore nei corridoi del Viminale,poi arriva la notizia che la Cancellieri le ha respinte. Izzo è stato travolto dalle rivelazioni del Corvo perché avrebbe spinto, in qualche modo, gli appalti del dipartimento di polizia per le forniture elettroniche verso ditte di amici aggirando ogni norma. [ma che Nazione è mai l'italia dove anche il capo della polizia è un ladro che manganella solo gli onesti?]



Dal 2008 Izzo era il numero 2 della polizia di stato dopo aver diretto i coordinamenti interregionali della ps di Lazio, Abruzzo e Sardegna e quelli di Lombardia ed Emilia, dopo essere stato prefetto a Lodi. Dopo, soprattutto, essere stato questore e una spregiudicata scalata al Sap, il sindacato di destra dei poliziotti. Verona, Torino e poi Napoli. A Torino, il primo maggio del '99 - "regnava D'Alema - lo spezzone antagonista contestò i partiti attivi nell'attacco al Kossovo e ne scaturirono cospicui disordini di piazza tra gli autonomi, le forze dell'ordine e il servizio d'ordine della Cgil. Verso le 14 gli uomini di Izzo fecero irruzione al centro sociale Askatasuna dove si stava tenendo la tradizionale grigliata fermando 116 persone, trattenendole fino alle 23 in questura.

Durante l'irruzione distrussero ogni parte dei 4 piani del centro sociale, devastando, oltraggiando e pisciando su qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, dalla libreria ai bagni, scrivendo sui muri inni al duce e varie forme d'insulti. Una tavola di legno che raffigurava Tonino Miccichè, militante ucciso negli anni 70, fu trafitta da un punteruolo. Izzo era proprio fuori dal centro sociale. L'accusa per tutti fu di resistenza a pubblico ufficiale e solo grazie alla presenza di una decina di attivisti sul tetto e alla mobilitazione immediata di solidarietà il centro sociale non fu sgomberato. Il procedimento venne archiviato e nessun appartenente alle forze dell'ordine è mai stato condannato per quella che fu una vera e propria rappresaglia che seguì la carica brutale agli studenti medi con cui Izzo inaugurò il suo soggiorno torinese. Un film di Armando Ceste e Beppe Rosso ha immortalato quei momenti [http://www.csoaskatasuna.org/tag/rosso-askatasuna]. Sui siti del movimento lo chiamano il "mastino".



Il 17 marzo del 2001 Izzo è a Napoli dall'anno prima, è il giorno del Global forum e Izzo organizza la prima zona rossa e la "tonnara" in piazza Municipio. Predispose lo schema e lo osservò in diretta dall'elicottero che sorvolava la piazza. Dopo il corteo si scatenò la caccia all'uomo per le vie di Napoli anche con l'utilizzo dei falchi, motociclisti in borghese, e poi nei pronto soccorsi degli ospedali, la sera, dov'erano ricoverati duecento feriti. I sequestrati, un centinaio, furono tradotti nella Bolzaneto napoletana, la caserma Raniero. Tra i protagonisti un funzionario che poi farà la sua a Genova e poi a Cosenza all'epoca del teorema contro il Sud Ribelle.


Furono le prove generali di Genova anche per quel che riguarda il contegno della questura nei confronti dei magistrati che provarono a far luce sulla mole di reati commessi da poliziotti violentissimi e infedeli. La Questura anche a Napoli non solo non ha fornito collaborazione, ma ha persino ostacolato l'identificazione dei presunti aggressori fornendo foto datate, in alcuni casi indistinguibili. E il questore giunse a chiedere alla procura di posticipare l'arresto di poliziotti e funzionari sotto inchiesta.


Nel Sap Izzo è stato a capo della corrente moderata, considerato conciliante con l'amministrazione ma criticato dalla base per non aver mai voluto lasciare le cariche dopo le promozioni. Un ex segretario del Sap distribuì un opuscolo molto critico su Izzo - "Segreti inconfessabili di un sindacato di polizia'' - durante il congresso del sindacato vinto da Izzo nel 2000.


«Fu lui a controfirmare gli atti propedeutici alla mia destituzione dal servizio dalla Polizia di Stato, poi disposta dal Capo della Polizia Antonio Manganelli, perché, intervenendo al congresso dell'Italia dei Valori del 6 febbraio 2010, avrei "offeso l'onore e il prestigio" dell'allora "Presidente del Consiglio dei ministri in carica, On. Silvio Berlusconi" - dice a caldo Gioacchino Genchi, 52 anni, cacciato dalla polizia il 16 febbraio del 2011 al termine di una serie di attacchi contro il suo ruolo chiave nell'analisi dei tabulati di alcune inchieste chiave - è un informatico e un avvocato - ma dichiara di non aver mai intercettato nessuno.


«Alla destituzione ho fatto ricorso e attendo fiducioso che il Tar si pronunci, con i tempi biblici che purtroppo accompagnano questo tipo di giudizi. Ho altresì fiducia che la Giustizia faccia il suo corso nei confronti di quanti mi hanno voluto e mi hanno fatto del male, come il Prefetto Izzo. La Giustizia è lenta come una macchina diesel. Alla fine, però trionfa e arriva per tutti, come è arrivata per gli autori dei pestaggi e delle violenze del G8, degli assassini del povero Aldovrandi e nei confronti di tanti (poliziotti, carabinieri e magistrati) che, investiti di una divisa, di una toga, o di una pubblica funzione, pensano di porsi al di sopra della Legge.


E sullo sfondo la lotta intestina tra prefetti e De Gennaro boys che già era emersa al tempo della sentenza Diaz con l'azzeramento di tutti i pupilli del capo di un tempo condannati per la macelleria messicana. A partire da Francesco Gratteri considerato il delfino di Manganelli. E' tra gli ambienti sindacali della polizia che trova credito l'ipotesi di baratto tra la poltrona governativa a De Gennaro e il cambio di mano al Viminale. (continua a leggere su popoff) Checchino Antonini
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Insomma questi poliziotti destri stanno dalla parte dei delinquenti e massacrano i civili opnesti
e la Cancellieri rifiuta le dimissioni???????

ma dai! che schifooooooooooooooooooooooooooooooooo

FUORI LA MAFIA DALLO STATO!
 

tontolina

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se amassero davvero la Patria
ci sarebbe davvero molto da fare
[ame=http://www.youtube.com/watch?v=7XPfpJ3_jHY]Milano, anziani in fila al Pane Quotidiano: "La pensione non ci basta" - YouTube[/ame]
 

ConteRosso

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ho come l'impressione che la Destra si un po' oltraggiosa verso l'umanità in genere

dal 1° poliziotto all'umile destrino
mi pare che siano da evitare da come trattano il genere umano


ma che gli ha fatto la mamma quando erano in fasce per essere così violenti e privi di solidarietà umana?
rispondo solo a questo -non ce l'ho fatta a leggere tutto-
allora come in tutte le comunità c'è destra e destra
anche s e ammetto che i valori della destra sono più per il patriottismo
e l'amore per il proprio Paese che per una solidarietà verso gli altri
ma è molto questione di carattere , fra i "fascisti" ci sono stati molte brave persone , e so che questo mi attirerà molte critiche, ricordo per esempio Céline , scrittore francese, collaborazionista e vicino al nazismo
che svolgeva la sua opera di medico di base nei quartieri popolari senza chiedere un centesimo oppure Perlasca che era un fascista ma salvò molti ebrei spacciandosi per console spagnolo...gli esempi son tanti
e ci sono anche esempi di sinistri che han pensato ai f atti loro, fregandosene del popolo che in teoria dovevano amarlo ;)
 

tontolina

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rispondo solo a questo -non ce l'ho fatta a leggere tutto-
allora come in tutte le comunità c'è destra e destra
anche s e ammetto che i valori della destra sono più per il patriottismo
e l'amore per il proprio Paese che per una solidarietà verso gli altri
ma è molto questione di carattere , fra i "fascisti" ci sono stati molte brave persone , e so che questo mi attirerà molte critiche, ricordo per esempio Céline , scrittore francese, collaborazionista e vicino al nazismo
che svolgeva la sua opera di medico di base nei quartieri popolari senza chiedere un centesimo oppure Perlasca che era un fascista ma salvò molti ebrei spacciandosi per console spagnolo...gli esempi son tanti
e ci sono anche esempi di sinistri che han pensato ai f atti loro, fregandosene del popolo che in teoria dovevano amarlo ;)
è per questo che Fiorito e Polverini hanno depredato le finanza della regione?
per amore del proprio paese e NON per la propria REGIONE?

e questo senza contere di tutte le porcherie che altri destri hanno riempito l'italia

guarda:"giorgio almirante si rivolterà nella tomba!"

vabbè
guarda un po' questa testaq dilegno nel senso che è un picchiatore insolente ... mò pare pure un ladro anche lui
ecco perchè si sono schierati a favore dei delinquenti contro le persone oneste....

Mi stupirei se non insabbiassero tutto

Viminale, Izzo conferma le dimissioni
Cancellieri: valuterò in tempi rapidi


I pm: scritti anonimi non sono prove. Il procuratore di Napoli: «Con Roma nessuna interferenza»





ROMA - Il vice capo della polizia, Nicola Izzo, secondo quanto apprende l'Ansa , ha confermato le sue dimissioni al ministro dell'Interno, Cancellieri e al capo della Polizia, Manganelli.Subito dopo la notizia dell'esposto anonimo che lo tirava in ballo per la gestione degli appalti al Viminale, Izzo aveva presentato le dimissioni al capo della Polizia e al ministro dell'Interno e si era presentato ai pm della procura di Roma per essere ascoltato come teste.

Cancellieri: bene il gesto di Izzo. Il ministro Cancellieri ha ricevuto la lettera con cui il vicecapo della Polizia Izzo ha confermato le sue dimissioni. Il ministro «ha preso atto» della volontà manifestata dal prefetto Izzo e, «nel rinnovare l'apprezzamento per la sensibilità e il senso di responsabilità del gesto, valuterà in tempi rapidi le decisioni da assumere».

L'inchiesta. «Tra noi e la procura di Roma c'è un coordinamento costante e nessuna reciproca interferenza. L'esposto anonimo sul prefetto Nicola Izzo non influenza in alcun modo l'inchiesta napoletana nella quale lo stesso Izzo è coinvolto». Così il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo in merito all'incontro avvenuto ieri a Roma con Antonio Manganelli e le indiscrezioni su un possibile trasferimento nella capitale dell'inchiesta partenopea sul Centro elaborazione dati della polizia. «Sono state scritte alcune inesattezze - sottolinea Colangelo riguardo ad alcune notizie apparse sui giornali - In particolare la procura di Roma non ci ha chiesto atti e la possibilità che l'inchiesta vada nella capitale non è neppure balenata. Con il collega Pignatone e i suoi collaboratori c'è un continuo scambio di informazioni all'insegna del reciproco rispetto, in questa come in tutte le indagini. L'incontro con Manganelli, nel corso del quale non si è discusso del contenuto delle indagini, è stato enfatizzato oltre misura».

L'inchiesta sul Cen riguarda l'appalto del 2010 per il trasferimento del centro elaborazione dati da via Conte della Cerra ad una caserma nel parco di Capodimonte. Sono da tempo indagati per turbativa d'asta sia il vicecapo della polizia Nicola Izzo sia il prefetto Giovanna Iurato. L'ipotesi della procura - il fascicolo è affidato al procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e ai pm Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - è che l'appalto sia avvenuto «in maniera irregolare e le apparecchiature del centro stesso si siano rivelate obsolete».

La procura di Roma. «La legge ovviamente e per evitare facili strumentalizzazioni, non attribuisce alcun valore probatorio agli scritti anonimi, tanto meno consente l'iscrizione di alcuno nel registro degli indagati sulla sola base di tali scritti». Lo afferma una nota della procura di Roma a proposito della vicenda Viminale. Al riguardo, comunque, la procura ribadisce che «così come consentono le norme vigenti, si è da tempo inviato alla polizia giudiziaria per l'opportuna attività investigativa l'esposto anonimo trasmesso il primo agosto dal ministro dell'Interno».


 

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