Argentina (1 Viewer)

tontolina

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[FONT=&quot]Si sono chiusi in un ufficio e lì per quindici giorni, insieme ai consulenti del governo argentino hanno letto e spulciato tutte le proposte della Banca Mondiale, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale. Un mese dopo convocano la riunione con gli europei. Io stavo lì. Il gruppo dei consulenti (soltanto tre parteciparono) vennero presentati come personalità di governo. Si comincia la riunione e a un certo punto, dopo un segnale, uno degli uomini della Rohmer prende la parola e comincia a contestare i punti uno per uno, spiegando perché non funzionavano ed erano illegali. Inizia una discussione che si protrae davvero molto a lungo. Gli europei decidono di rimanere altri due giorni invece di un solo pomeriggio. E il giorno dopo ricominciano. Finchè al terzo giorno, alla fine gli europei chiedono: insomma, che cosa avete intenzione di fare? E allora viene consegnato il piano della Rohmer. Gli europei lo bocciano subito dicendo che è una follia che distruggerà il paese in due anni. Loro tengono duro. Inizia un battibecco. Alla fine uno dei tre minaccia gli europei: avete violato dei comma specifici del diritto internazionale e adesso ve lo dimostriamo; come stato sovrano noi siamo in grado di poter denunciare al tribunale internazionale dell’Aja la BCE. Vi facciamo causa per 50 miliardi di euro, per voi è una cifra ridicola, a noi ci basta. Ricominciano a discutere. La mattina dopo, gli europei accettano le condizioni argentine”.[/FONT]
[FONT=&quot]Dopo tre giorni i consulenti legali se ne vanno e ritornano in Usa. La Rohmer, a quel punto, fa arrivare gli economisti keynesiani che gestiscono per quattro mesi di seguito, insieme al governo, le modalità di esecuzione del piano economico che in quattro anni porta l’Argentina dal 45esimo posto al mondo come solvibilità e potenza economica al 12esimo.

Oggi,a Buenos Aires, sono nate due specifiche università dove studiano soltanto il funzionamento dei meccanismi perversi della finanza speculativa applicata. Per accedervi, bisogna già essere laureati in Economia e in Diritto Internazionale.





Per questo motivo mi è piaciuto l’articolo di Barnard.[/FONT]







tratto da Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria: Paolo Barnard propone l'unica geniale soluzione immediata. E gli indignati contestano il Re dell'Indignazione.
 
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tontolina

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Argentina: Londra manda sottomarino nucleare alle Malvine



Risposta non diplomatica, ma militare, alle crescenti pressioni
Londra ha deciso di inviare il sottomarino nucleare 'HMS Talent', dotato di missili Tomahawak, a pattugliare le acque delle isole Malvine, di fronte alla costa dell'Argentina. In corrispondenza con il vertice del G8 e della NATO, il governo britannico annuncia che schiererà -dal 14 giugno- armamento nucleare nell'Atlantico del sud, E' la risposta definitiva alle rivendicazioni dell'Argentina sull'arcipelago, diventato una questione incandescente da quando è più che una certezza la presenza di considerevoli giacimenti di idrocarburi. L'arrivo del sommergibile nucleare mette la parola fine allo status dell'Atlantico meridionale come mare di pace e zona smilitarizata. Inasprirà al massimo grado le relazioni con le nazioni del blocco sudamericano. L'arrivo del 'HMS Talent' in servizio di pattugliamento nelle acque delle isole contese è la risposta definitiva del governo di Londra alle risoluzioni dell'ONU che chiamano ripetutamente a un negoziato. La mossa ardita mette allo scoperto che la crescente pressione politica esercitata dal blocco sudamericano a favore di Buenos Aires, che ha rimesso nell'agenda internazione la scottante questione, è tale che ha meritato una drastica risposta. Non diplomatica, ma di tipo militare. E' vera prova di forza? Aumenteranno le frizioni non solo con il Regno Unito ma anche contro l'entità europea che -automaticamente- lo sosterrà.
 

big_boom

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ora nell'inferno delle tasse italico
"L'Argentina aveva la sovranità delle isole fino al 1983, data in cui le isole furono usurpate dal Regno Unito"

[ame=http://www.youtube.com/watch?v=K-t4JPFdMPE]Risposta dell'Argentina a Provocazione Inglese sulle Malvinas. Video olimpiadi in Inghilterra. - YouTube[/ame]
 

f4f

翠鸟科
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taglialegna da CiubeBBa;at Tokyo as Zenigata;capt
in Argentina la massa monetaria M2 è cresciuta del 31 per cento annuale in giugno, mentre i depositi in dollari sono diminuiti di un terzo (nel senso che quei dollari sono verosimilmente finiti nelle case degli argentini, in forma di banconote, per timore di conversione forzosa).

Argentina, dal cambio fisso alla fissazione sul cambio | Phastidio.net

hollalllà
magari sono finiti all'estero ?
e perchè gli argentini temono una conversione forzosa?
 

tontolina

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Argentina esulta: ripianamento debiti, l'Europa impari da noi

Argentina esulta: ripianamento debiti, l'Europa impari da noi

Argentina esulta: ripianamento debiti, l'Europa impari da noi


Il presidente Kirchner (nella foto) esulta e afferma che il suo paese ce l'ha fatta senza adottare misure di austerity. Lancia accuse contro le banche. Ma i critici non mancano.

Ingrandisci la foto
Il presidente dell'Argentina Cristina Fernandez de Kirchner.


New York - Finalmente ce l'ha fatta. Dopo più di dieci anni, da quando fece default su debiti esteri per un valore superiore a 100 miliardi di dollari, l'Argentina ha onorato i suoi impegni. Esattamente, stando a quanto riporta AP, il paese ha rimborsato il 92,4% di quelle obbligazioni, e l'ultimo pagamento avverrà oggi, e sarà pari a 2,3 miliardi di dollari.

La bella notizia riguarda quei risparmiatori che rischiarono di più e che si trovarono a fare una difficile e terribile scelta, quando l'Argentina fu sull'orlo del collasso e, in modo particolare, quando il governo sequestrò, nel 2002, i depositi denominati in dollari, al fine di porre un freno alla corsa agli sportelli: la scelta fu decidere di convertire i loro depositi in pesos - una valuta dal valore crollato - per accedere a quanto era rimasto dei loro risparmi, oppure accettare un pezzo di carta, che conteneva la promessa che il governo avrebbe ripagato l'ammontare in dollari nel corso dei 10 anni successivi.

La bella notizia è, ovviamente, per chi optò per la seconda opzione, mettendosi in tasca un pezzo di carta che un decennio fa era a dir poco carta straccia.

Il presidente Cristina Fernandez de Kirchner non ha fatto nulla per mettere in evidenza l'obiettivo raggiunto dal governo e, nel corso di un suo discorso, ha puntato il dito contro i colossi finanziari, responsabili a suo avviso della crisi che afflisse l'Argentina allora, e che ora stanno minacciando l'Europa. E ha anche detto che l'Argentina è una lezione per l'Europa, affermando che il modello argentino ha avuto successo, e ciò è avvenuto senza l'imposizione di misure di austerity, e in un contesto di crescita economica e di rafforzamento delle reti di protezione sociale.

"Questi sono i soldi che le banche avrebbero dovuto restituire ai cittadini argentini", ha detto, parlando in un discorso alla nazione dal mercato azionario di Buenos Aires", mostrando grafici e numeri, e aggiungendo che il perdono del debito "ci ha assicurato una indipendenza immensa dall'attività dei mercati".

Ramiro Castineira, della società di consulenza Econometrica, ha fatto notare che il debito argentino in valuta estera è sceso dal 166% del Pil alla fine del 2002 a un decisamente più gestibile 42% del Pil alla fine del 2011. "Se prima era un fardello da portarsi dietro, ora ha la leggerezza di una borsa a mano. Non pesa sull'economia come faceva in passato".

Tuttavia, in termini nominali, il debito è cresciuto nello stesso arco temporale, da 137 miliardi a 179 miliardi e molti critici di Kirchner sottolineano che il governo argentino ha semplicemente trasferito il peso del debito sui cittadini, imponendo condizioni che potrebbero mettere a repentaglio il futuro del paese.
 

INVESTITOR23

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Argentina esulta: ripianamento debiti, l'Europa impari da noi

Argentina esulta: ripianamento debiti, l'Europa impari da noi


Il presidente Kirchner (nella foto) esulta e afferma che il suo paese ce l'ha fatta senza adottare misure di austerity. Lancia accuse contro le banche. Ma i critici non mancano.

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Il presidente dell'Argentina Cristina Fernandez de Kirchner.


New York - Finalmente ce l'ha fatta. Dopo più di dieci anni, da quando fece default su debiti esteri per un valore superiore a 100 miliardi di dollari, l'Argentina ha onorato i suoi impegni. Esattamente, stando a quanto riporta AP, il paese ha rimborsato il 92,4% di quelle obbligazioni, e l'ultimo pagamento avverrà oggi, e sarà pari a 2,3 miliardi di dollari.

La bella notizia riguarda quei risparmiatori che rischiarono di più e che si trovarono a fare una difficile e terribile scelta, quando l'Argentina fu sull'orlo del collasso e, in modo particolare, quando il governo sequestrò, nel 2002, i depositi denominati in dollari, al fine di porre un freno alla corsa agli sportelli: la scelta fu decidere di convertire i loro depositi in pesos - una valuta dal valore crollato - per accedere a quanto era rimasto dei loro risparmi, oppure accettare un pezzo di carta, che conteneva la promessa che il governo avrebbe ripagato l'ammontare in dollari nel corso dei 10 anni successivi.

La bella notizia è, ovviamente, per chi optò per la seconda opzione, mettendosi in tasca un pezzo di carta che un decennio fa era a dir poco carta straccia.

Il presidente Cristina Fernandez de Kirchner non ha fatto nulla per mettere in evidenza l'obiettivo raggiunto dal governo e, nel corso di un suo discorso, ha puntato il dito contro i colossi finanziari, responsabili a suo avviso della crisi che afflisse l'Argentina allora, e che ora stanno minacciando l'Europa. E ha anche detto che l'Argentina è una lezione per l'Europa, affermando che il modello argentino ha avuto successo, e ciò è avvenuto senza l'imposizione di misure di austerity, e in un contesto di crescita economica e di rafforzamento delle reti di protezione sociale.

"Questi sono i soldi che le banche avrebbero dovuto restituire ai cittadini argentini", ha detto, parlando in un discorso alla nazione dal mercato azionario di Buenos Aires", mostrando grafici e numeri, e aggiungendo che il perdono del debito "ci ha assicurato una indipendenza immensa dall'attività dei mercati".

Ramiro Castineira, della società di consulenza Econometrica, ha fatto notare che il debito argentino in valuta estera è sceso dal 166% del Pil alla fine del 2002 a un decisamente più gestibile 42% del Pil alla fine del 2011. "Se prima era un fardello da portarsi dietro, ora ha la leggerezza di una borsa a mano. Non pesa sull'economia come faceva in passato".

Tuttavia, in termini nominali, il debito è cresciuto nello stesso arco temporale, da 137 miliardi a 179 miliardi e molti critici di Kirchner sottolineano che il governo argentino ha semplicemente trasferito il peso del debito sui cittadini, imponendo condizioni che potrebbero mettere a repentaglio il futuro del paese.
Cosi' dovremmo fare pure noi, non azzerare meta' del debito pubblico. Fanno solo pena i fantocci che ci amministrano !
 

tontolina

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Cosi' dovremmo fare pure noi, non azzerare meta' del debito pubblico. Fanno solo pena i fantocci che ci amministrano !
mi dispiace ma noon provo pena nel loro riguardi
ma tanta rabbia
perchè sono loro che ci hanno portato qui


a loro non interessa davvero la nazione e il popolo ma solo mantenere lo status quo e continuare a depredarci fino alla nostra morte


nessuno di loro avrà il mio voto
nè il Banana nè l'ABC


proverò con il movimento a 5 stelle e spero portino in fretta il default con l'haircut del 75% sul debito
 

marofib

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mi dispiace ma noon provo pena nel loro riguardi
ma tanta rabbia
perchè sono loro che ci hanno portato qui


a loro non interessa davvero la nazione e il popolo ma solo mantenere lo status quo e continuare a depredarci fino alla nostra morte


nessuno di loro avrà il mio voto
nè il Banana nè l'ABC


proverò con il movimento a 5 stelle e spero portino in fretta il default con l'haircut del 75% sul debito

non esagera':D:


conta non quanto si taglia ma come si taglia...al pensionato al minimo non bisogna tagliare niente ...ma temo il contrario
 

Ignatius

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New York - Finalmente ce l'ha fatta. Dopo più di dieci anni, da quando fece default su debiti esteri per un valore superiore a 100 miliardi di dollari, l'Argentina ha onorato i suoi impegni. Esattamente, stando a quanto riporta AP, il paese ha rimborsato il 92,4% di quelle obbligazioni, e l'ultimo pagamento avverrà oggi, e sarà pari a 2,3 miliardi di dollari.
Si parla di 100 miliardi, di quel crack, e di avvenuto rimborso totale....


C'è un piccolo, grande equivoco: leggendo solo i titoli, sembra che si stia parlando dell'avvenuto rimborso dei 100 miliardi di bond argentini che causarono grosse perdite a grandi e piccoli risparmiatori un decennio fa.


Ribadirei che il debito, ovvero quei bond che all'epoca erano tristemente famosi, non è stato rimborsato. E' stato tagliato del 70%.


E' stata rimborsata un'altra cosa.

Ovvero: nello stesso momento in cui l'Argentina tagliava il debito con quel default parziale (70%), contemporaneamente bloccava i conti correnti argentini per evitare fughe di capitali che avrebbero reso insostenibile anche un debito ridotto al 30%.

Se un risparmiatore argentino o straniero aveva 1.000 euro (o dollari) di bond argentini, ne ha persi 700.

In più, se il risparmiatore del nostro esempio aveva anche dei dollari depositati presso una banca argentina, a suo tempo gli è stato offerto un cambio in pesos (fortemente svalutàti, quindi avrebbe dovuto subire un'altra perdita) oppure un titolo di pari valore in dollari, che rimborsava il capitale dal 2001 al 2012.

In sostanza, in questi giorni sono stati restituiti (dopo un vincolo durato fino a 11 anni) dei quattrini bloccati dallo Stato argentino.

Sarà una strategia di comunicazione un po' ingannevole, o la fretta di qualche titolista di giornali, a far sì che qualcuno possa essere portato a credere che l'Argentina abbia ripagato il debito? :-?
 

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