Analisi Intermarket: Oro e Petrolio e €/$ (1 Viewer)

reportdiborsa

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Petrolio 23.8 Var. sett. -5.86%

Continua anche questa settimana la discesa del petrolio che era quasi a 35 ad inizio Marzo: da quei valori l'oro nero ha perso circa il 30%: tutto ciò è dovuto, ovviamente, alla guerra in Iraq che si è conclusa in tempi molto brevi forse inferiori a quelli previsti. Nonostante si parli di riduzione della produzione, l'utilizzo del petrolio iracheno è ovviamente un motivo di abbassamento dei prezzi.
A livello grafico possiamo notare come dopo aver rotto la MM a 200 gg a fine marzo c'è stato un perfetto pull-back (in realtà con leggera finta rottura) per poi scendere nuovamente rompendo pure la resistenza statica dei 27.5. Ora tutto pare portare al supportone di ferro in area 22.8/23 che aveva perfettamente bloccato la discesa di Novembre 2002. Visto anche che gli indicatori sono quasi in ipervenduto ci pare molto difficile che riesca a rompere al ribasso tale linea: è + probabile un rimbalzo tecnico per poi avere una fase di congestione. Nel caso invece di rottura il primo TP ribassista sarebbe l'area 20.3/20.5
 

reportdiborsa

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GOLD 333.7 (Var. sett. -2.09%)

Settimana leggermente negativs per l'oro che dopo la fortissima risalita di inizio anno in clima per bellico con raggiungimento di 382 ha cominciato a scendere rompendo il forte supporto a 355 e tornando in pratica alla zona 320/325, la cui rottura aveva determinato il fortissimo rialzo di fine anno 2002-inizio anno 2003. Dopo la forte discesa fino ai 320 abbiamo avuto un rimbalzo tecnico fino a 340.
La situazione pare evolversi in congestione tra i 320 i 340: questo è abbastanza normale dopo un saliscendi del genere. Per questo motivo conviene rimanere flat e agire solo in presenza di un trend chiaramente definito e quindi operare solo in caso di rottura della zona di congestione di cui stiamo parlando. Inbdicatori di brevissimo in leggero ipercomprato, neutri quelli di medio-breve.
 

tontolina

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non so se è Stefanau p filippo a fare quest'analisi, però da voi mi sarei aspettata anche il rapporto €/$
giusto per completare l'opera


cmque grazie :)
 

tontolina

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Un breve e sintetico editoriale questa settimana, per darvi un'altro elemento da aggiungere, come se non bastasse il casino che già c'eraa, alla serie di altri dati con i quali tentiamo di avere un minimo di chiarezza, sul futuro dell'economia e dei mercati. Uno spettro inquietante, dunque, si aggira ora, per il mondo. Tra gli operatori economici e le grande banche d'affari, solo ora inizia a essere oggetto di dibattito. Giovedì L'OCSE ne ha accennato, un pò laconicamente forse. La SARS, la polmonite killer, come la chiamano, non sappiamo ancora che impatto avrà sull'economia. Così ci hanno detto. Comunque sia diciamo pure che ormai la malattia, entra prepotentemente nel contesto economico, insinuando incertezze tra gli operatori, da quello puramente scientifico. Occupando entrambe gli spazi, con scenari inquietanti per ciascuno. Due righe sullo scenario puramente scientifico, vale la pena di scriverle, aiuterebbe a capire meglio il discorso sullo
scenario economico. La malattia è apparsa in Cina la prima volta a novembre 2002, nella regione del Guangdong e si è diffusa nel mondo attraverso i voli aerei, ovvero ora turisti, ora operatori economici, che di volta in volta facevano viaggi in Cina e dintorni ma il focolaio è comunque la Cina, la quale, oltre ad essere accusata di un colpevole ritardo nel comunicare al mondo, la reale consistenza e situazione dell'epidemia, lo sa Iddio cosa abbia combinato per scatenarla. A mio parere deve essere sfuggito qualcosa, cioè nel sistema qualcosa non ha funzionato, un pò come quando in una centrale nucleare si verifica un inconveniente, assolutamente casuale e un pò di aria in giro diventa radioattiva. Il bilancio al momento, non è drammatico ma potrebbe diventare difficile il controllo dell'epidemia in seguito, se non rischiare già una pandemia. I morti al momento sono circa 225, migliaia i contagi. Perché potrebbe divenire drammatica la situazione dopo? In Cina il virus, potrebbe diffondersi nelle aree povere, meno informate, tra fasce della popolazione meno ricca e che trova difficoltà ad accedere alle cure, sopratutto ora che le riforme del nuovo corso cinese, hanno fatto cadere il santuario della sanità per tutti. Ma il problema della difficile circoscrizione del fenomeno, può riguardare anche gli altri paesi asiatici. Ciò che gioca drammaticamente a sfavore, in quelle aree, è la forte concentrazione di popolazione. Prendete città come Hong Kong ad esempio e capite cosa intendo. Sta montando un'altro nemico non meno pericoloso però, la psicosi. E' iniziata così la corsa agli accaparramenti alimentari, serpeggia tra la gente, il timore dell'untore di turno. Il governo cinese si sta movendo finalmente ma lo sta facendo tardi e male. A Pasqua a fatto scalpore la decapitazione del sindaco di Pechino e del Ministro della Sanità. I dati sull'epidemia arrivavano falsati o non arrivavano per niente, da come risulta nella dura accusa dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Una sorta di antico vizio che ricorda la vecchia Cina comunista, che nell'era dell'abbraccio al mercato, al capitale e alle riforme, rischia di provocare guasti irreparabili. L'omertà di regime, rischia così anche di inguaiare il mondo intero. Per ora economicamente. Con epicentro in Cina naturalmente e quindi i vari satelliti. L'economia cinese, infatti, era la sola che procedeva speditamente verso la crescita, coinvolgendo beneficamente tutto il sud-est asiatico e tenendo a galla un depresso pianeta. Non, quindi, solo l'ovvia ricaduta negativa sull'area, che ci interessa e preoccupa, bensì la ricaduta che avrà per USA, ed Europa, in primis. Non è un puro discorso di scambi commerciali. Occorre comprendere, per capire, come è fatta la globalizzazione, il sistema produttivo che essa ha messo in piedi. La globalizzazione ha dato vita ad un sistema tutto nuovo di produrre, un sistema assai delicato, fatto di reti e cordoni ombelicali. Nei paesi occidentali, le multinazionali, hanno ormai la sola testa, il cervello strategico. Lo dimostrano, ad esempio, i dati sulla forza lavoro. In USA solo il 15% dei lavoratori, è impiegato nella manifattura, ed è un vecchio dato che mi sovviene ora che scrivo. Il resto è nei servizi. I colletti bianchi, i quartier generali. Le braccia quindi, "la truppa", come ho titolato sull'articolo, sono nei paesi in via di sviluppo. Il sud-est asiatico è assolutamente in prima fila per questa cosa. La Cina è una terra di mano d'opera a basso costo e non solo la Cina. La SARS ha interrotto bruscamente il rapporto periferia-centro, cervello-mano d'opera, generali-truppa. Con esso tutto l'indotto ne soffre pesantemente, ad esempio le compagnie aeree, che presentano un futuro drammaticamente incerto, gravate già da un passato che ha iniziato a decimarle, seguito dal fatale 11 settembre, poi c'è ovviamente il turismo. Il capitalismo globalizzato, è ora come un esercito in prima linea, senza contatto con gli ufficiali. Dalle sedi centrali, non possono più arrivare gli ispettori, i managers, che controllano la produzione. Certamente viviamo l'era di internet, le video conferenze aiutano molto ma come fare ora, ad andare nelle catene di montaggio, tra la "truppa", a dare disposizioni e controllare il prodotto sul campo ? Non è uno scherzo da poco. Oltre ad erodere la crescita all'interno dei paesi stessi, come la Cina, unica ripetiamo, che trascinava fino a questo momento il PIL mondiale, le conseguenze giungeranno inevitabilmente a ripercuotersi nei paesi occidentali. Potrebbe essere un nuovo colpo alla crescita mondiale. Per ora gli istituti di previsioni non si sono pronunciati. Solo l'OCSE, nel suo outlook primaverile, ha accennato al problema ma senza saper ancora quantificare il danno. In effetti i dati sono ancora insufficienti. Siamo di fronte ad un virus però, non ad un dato macro, pronosticabile dagli addetti ai lavori.

Fabrizio Olivieri
 

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Potrebbero anche non essere loro :-D :-D :-D :smile:

comunque eccoti accontentata ..... :love:


€/$ last 1,1037 var. sett. +1.44% : l'euro, dopo aver toccato i massimi nel mese di marzo(11) a 1.1083, ha effettuato un movimento correttivo atto a scaricare gl i ndicatori tecnici veloci giunti in ipercomprato, sino al livello di 1,04970 in corrispondenza del 38,2 di ritraccimento dell'intero movimento rialzista partito nel mese di ottobre 2002 e terminato appunto nel marzo 2003. in questi giorni è a contatto coi i massimi di area 1.1080, che se violati potrebbero produrre una nuova accellerazione rialzista con primo target in area 1.14 e successivamente a 1.1550/1.16.

Analizzando il grafico sul breve termine, possimo notare come si sia completo un T&S rialzista con target a 1.14, in coincidenza propro con il primo target di medio termine.

Tutti gli indicatori tecnici sono impostati al rialzo, e non si notano situazioni di eccesso neppure sul breve termine.

riteniamo quindi che ogni ribasso sia un 'occasione di acquisto con i target sopra citati , mentre solo sotto 1.0870 si indebolirebbe il quadro di brevissimo con possibile estensione ribassita sino a 1.0670.

Sul medio lungo periodo il quadro si deteriorerebbe solo sotto 1.02 .

 

tontolina

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beh almeno oggi l'€ si è indebolito
dobbiamo ringraziare l'IFO germanica...... :lol:

eddaiiiiiiiiiii

a voi un bel grazie :D
 

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