Analisi fondamentale: per chi non capisce perchè si sale.... (1 Viewer)

Il Piadinaro

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alan1 ha scritto:
Il modello IBES è un classico indicatore tra i modelli quantitativi comunemente utilizzati da tutti i money manager,
(a proposito attualmente e sottovalutato del 29.3%).

Non è però un indicatore in grado di fornire valutazioni operative, perchè i suoi eccessi possono diventare troppo elevati (vedi marzo2000 quando è arrivato a +70, in questo ribasso siamo arrivati intorno alla metà del valore assoluto, ai voglia :-o ).

Se ci fossimo basati su questo modello, a metà 99, prima del goldenUp si sarebbe dovuti uscire dall'equity perchè valeva più di 35 e negli ultimi 20 anni quei valori non si erano mai visti.

Va utilizzato ne più ne meno degli altri indicatori quantitativi, per confermare le valutazioni sullo stato di salute del mercato.

Infatti molti gestori di fondi si sono "fidati" troppo del modello,tanto da anticipare notevolmente la risalita.
D'accordissimo con Alan è un indicatore quantitativo e nulla di più.
 

pierrone

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alan1 ha scritto:
Il modello IBES è un classico indicatore tra i modelli quantitativi comunemente utilizzati da tutti i money manager,
(a proposito attualmente e sottovalutato del 29.3%).

Non è però un indicatore in grado di fornire valutazioni operative, perchè i suoi eccessi possono diventare troppo elevati (vedi marzo2000 quando è arrivato a +70, in questo ribasso siamo arrivati intorno alla metà del valore assoluto, ai voglia :-o ).

Se ci fossimo basati su questo modello, a metà 99, prima del goldenUp si sarebbe dovuti uscire dall'equity perchè valeva più di 35 e negli ultimi 20 anni quei valori non si erano mai visti.

Va utilizzato ne più ne meno degli altri indicatori quantitativi, per confermare le valutazioni sullo stato di salute del mercato.

sono anche io perfettamente d'accordo con Alan.


Aggiungo solo che credo sia più facile capire quando si raggiunga il top di una bolla speculativa sui bonds anzichè sulle azioni (facilmente gonfiabili prospettando "una nuova era di crescita" )


Sui bonds ci sono limiti fisici oltre il quale credo non si possa andare, è difficile ipotizzare che un trentennale arrivi a rendere il 4% annuo o meno, dato i rischi enormi espressi dalla duration. Troppo bassi i rendimenti rispetto ai rischi che si corrono.
 

Luc

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pierrone ha scritto:
bandit ha scritto:
Se le azioni sono sottovalutate del 30% secondo il loro modello allora, perche abbassare ulteriormente i tassi?

Sinceramente mi sfugge la loro politica monetaria, se abbassano i tassi quando le azioni sono sottovalutate, allora quando saranno sopravalutate che faranno?

Li alzeranno cosi da favorire la discesa?

la manovra di Greenspan è una manovra inflattiva, o comunque anti-deflattiva.

I tassi a lungo termine dipendono essenzialmente dalle aspettative sull'inflazione futura, quindi ci si può attendere dalla manovra di Greenspan un'aumento dei tassi a lungo termine.

Attenzione a non confondere tassi a breve con tassi a lungo termine: i primi sono essenzialmente decisi dalle banche centrali, i secondi essenzialmente dal mercato.
Però ho letto (vediamo poi se trovo dove) che nell'ultimo discorso Greenspan ha ventilato anche la possibilità di un intervento diretto sui tassi a lungo.
Ti risulta ?
 

pfm

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per una risposta contrarian andare su
www.Zealll.com

in sintesi:
Siamo ancora in un bear market e questo è un rimbalzo
a livello fondamentale ci sono considerazioni sul p/e molto diverse, questo è ancora sopravalutato e si colloca ben al di sopra dei livelli medi
gli earnings sono poco visibili a causa di proforma, mancanza di stock options e piani pensione da finanziare
tutti vediamo il TS ribassista sul S&P
gli squilibri degli US sono tali che non sono rimediabili con tagli di interesse che non riescono a stimolare l'economia(consumatori stanchi e imprese con utilizzazione del 75% della capacità)

ve ne sono anche altre ma per me è abbastanza

insomma dic. e genn. possiamo anche andare su ma poi deve cambiare qualcosa perchè altrimenti non la vedo bene......
 

pierrone

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Luc ha scritto:
Però ho letto (vediamo poi se trovo dove) che nell'ultimo discorso Greenspan ha ventilato anche la possibilità di un intervento diretto sui tassi a lungo.
Ti risulta ?
la FED non muove i tassi a lungo!!!
 

pfm

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hanno affermato che sono disposti a tutto

gli interventi sui tasssi a lungo li fa il mercato(vedi sempre Zeall) loro manovrano solo quelli a breve; per quelli a lungo basta che acquistino a piene mani i titoli esistenti......
sono disposti in casi estremi anche ad intervenire sul mercato azionario e addirittura acquistare miniere( per manipolare il mercato dell'oro) e questo dalle minute della Fed.....

a sì leggetevi su Zealll il JP monster derivatives grows
sopra i 330 JPMorgan short sull'oro si mangia alla grande tutto il capitale visto che è impegnata con tutte le sue forze sull'oro short
 

Luc

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Il sito http://www.zealllc.com/
fa parte di una "rete" di siti che sostengono l'oro.
Quindi non sono imparziali, per loro conquistare acquirenti di oro o azioni aurifere non è indifferente.
Detto ciò, resta però che hanno ragione su molte cose, fra cui il fatto che il prezzo dell'oro viene artificialmente e, dicono illegalmente, contenuto.

ciao
Liuk

Pierrone non ho ancora trovato l'articolo, ma non dispero
 

pierrone

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certo la Fed potrebbe vendere alla grande i bonds che ha in portafoglio, forzando un'aumento dei tassi a lungo. Stesso dicasi per l'oro
 

pfm

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è vero sostengono l'oro perchè hanno dubbi sulle valutazioni delle azioni e perchè pensano che i tassi siano mantenuti artificialmente bassi

acquistando titoli a lunga i tassi diminuirebbero e in + aumenterebbero la liquidità
 

Luc

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pierrone ha scritto:
certo la Fed potrebbe vendere alla grande i bonds che ha in portafoglio, forzando un'aumento dei tassi a lungo. Stesso dicasi per l'oro
ah ecco, l'hai detto :)

Anzi, rettifico, qui si fa l'ipotesi opposta.

Ho trovato :
(da FOL)

L’arma di Greenspan in caso di deflazione
di
MARCELLO DE CECCO


Nella riunione di settembre, il Federal open market committee della Fed dibattè la possibilità di abbassare i tassi sui federal funds. Alcuni suoi membri notarono una considerevole debolezza dell’occupazione, propendendo per un’iniziativa a breve. Ma Greenspan nicchiava, dicendo di volerci vedere più chiaro. A settembre gli indici di borsa erano in calo veloce da un mese, e le cattive notizie sull’economia giungevano a schiera. Bisognò tuttavia arrivare alla riunione del sei novembre, perché il FOMC decidesse di lanciare un segnale forte, abbassando i tassi di mezzo punto. La gran parte degli operatori si aspettava una mossa simile, e gli indici l’avevano anticipata, recuperando molto rapidamente il terreno perduto. L’entità della diminuzione dei tassi, tuttavia, sembrò segnalare l’opposto di quel che Greenspan e i suoi colleghi volevano. La scelta di abbassare di mezzo punto apparve come un segnale di grave preoccupazione sull’andamento dell’economia reale, anche se nel comunicato il FOMC affermava di voler aiutare l’economia a superare la fase debole nella quale si trovava. Gli indici si afflosciarono di nuovo, di fronte a quello che sembrò un segnale di allarme. Si suggerì pure che uno sgravio di mezzo punto in una volta sola stava a segnalare l’intenzione della Fed di non intervenire di nuovo a breve scadenza, anche perché, giunto all’1,25% , il tasso a breve aveva ancora assai poco spazio prima dello zero, evocando dunque i fantasmi di una situazione simile a quella giapponese: la raggiunta semiimpotenza della politica monetaria.
Occorreva allora una ulteriore correzione di rotta, e Greenspan non si è fatto pregare. A dieci giorni dal comunicato del FOMC ha colto l’occasione di un discorso pubblico per affermare che la Fed non ha per nulla l’obbligo di limitarsi a manovrare i tassi a breve. Può, se lo ritiene opportuno, ripetere una metà almeno della famosa "operation twist" dei tempi di Kennedy. Comprare cioè titoli di stato a lunga per farne salire i corsi e scendere i tassi. Questa tuttavia, se appartiene alle armi di riserva della Fed, costituisce una specie di deterrente ultimo, perché uno dei principi ispiratori della politica monetaria tradizionale è che i tassi a lunga li fa il mercato, sulla base di rendimenti reali determinati dalla domanda e offerta di risparmio e dalla produttività del capitale fisico. Se si parla di intervento sui tassi a lunga vuol dire che la banca centrale mostra veramente la massima determinazione nel voler evitare la deflazione e attivare il rilancio dell’economia. Un messaggio così esplicito non poteva non cogliere nel segno, almeno nell’immediato, e infatti il mercato dei titoli a lungo termine ha reagito immediatamente, facendo salire i prezzi e deprimendo i tassi, seguito dal mercato di borsa, che ha ripreso a salire.

.... è abbastanza lungo.... chi vuole lo trova qui....

http://www.repubblica.it/supplement...001nicchia.html


Buona giornata a tutti ..!

Claudio
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