Analisi fondamentale: per chi non capisce perchè si sale.... (1 Viewer)

pierrone

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per chi sa l'inglese questa è una grandissima lettura, sul modello di valutazione del mercato azionario utilizzato dalla Fed (Fed Stock Evaluation Model):

http://205.232.165.149/subscriber/t_080802.pdf



Qui vi metto un grafico che valuta la sopravvalutazione/sottovalutazione dello S&P500:



il grafico è aggiornato ad Agosto (come tutta la lettura).

Ora come ora in base al modello le azioni sono sottovalutate del 29,5% :-o. ciò significa che le azioni dovrebbero salire e/o (io credo "e" ) le obbligazioni devono scendere parecchio, in quanto il modello considera i due mercati.


qui: (in alto, nella barra in mezzo che scorre) ci sono gli aggiornamenti giornalieri della sopra/sottovalutazione del mercato azionario, e tante letture interessanti:

http://205.232.165.149/
 

pierrone

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112 visite e nessun commento :(


giuro che le 112 visite non le ho fatte solo io :-D
 

pierrone

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aggiungo allora un'ulteriore grafico, così perlomeno aumento il numero di risposte :rolleyes:

 

giuseppe.d'orta

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L'analisi fondamentale non si risolve nel solo rapporto P/E o nel rapporto bond/azioni (ultima moda: fino a due mesi fa molti nemmeno sapevano esistessero i futures sulle obbligazioni, adesso li seguono istante per istante...).

Che le obbligazioni a tasso fisso siano in una fase di prezzi elevatissimi è un dato di fatto, e vendere, se ancora non lo si è fatto, il tasso fisso per duration medie e lunghe, diciamo superiori ai 3.5 anni (si deve valutare caso per caso) è consigliabile.

Le prospettive economiche per il 2003 sono, al momento, positive, ma non vanno nella direzione di una crescita sostanziosa, manovre di ribasso sui tassi sono oramai limitatissime, e la situazione è molto delicata.
 

pierrone

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arseniolupin ha scritto:
pierrone, qui si và nel complicato.

vorrei aggiungere qualcosa, ma la mia incompetenza mi permette solo di leggerti

semplice Arsè :)

se compri un bond decennale guadagni a scadenza il 4,5% annuo circa, se compri azioni becchi un 7-8% annuo come rendimento utili su prezzo.


I rischi dei due strumenti sono all'incirca simili (checchè se ne possa pensare ) e quindi anche i rendimenti attesi dovrebbero essere simili, e perciò la FED li mette a confronto nel modello di valutazione che adotta per il mercato azionario: quando i rendimenti attesi (utili / prezzo) delle azioni sono molto più alti dei rendimenti attesi (rendimento a scadenza / prezzo) per i bonds vi è un disequilibrio che presto o tardi verrà colmato, con una discesa dei bonds e una salita delle azioni.
 

giuseppe.d'orta

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pierrone ha scritto:
vi è un disequilibrio che presto o tardi verrà colmato, con una discesa dei bonds e una salita delle azioni.

Eccoci ad un punto importante: "presto o tardi" è un concetto che non si può utilizzare per spiegare l'attuale rialzo (anzi, rimbalzo) del mercato.

Se il mercato, in futuro, dovesse riprendere a scendere, come lo si potrebbe giustificare utilizzando la sola comparazione bonds/azioni?
 

pierrone

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Voltaire ha scritto:
L'analisi fondamentale non si risolve nel solo rapporto P/E o nel rapporto bond/azioni (ultima moda: fino a due mesi fa molti nemmeno sapevano esistessero i futures sulle obbligazioni, adesso li seguono istante per istante...).

Che le obbligazioni a tasso fisso siano in una fase di prezzi elevatissimi è un dato di fatto, e vendere, se ancora non lo si è fatto, il tasso fisso per duration medie e lunghe, diciamo superiori ai 3.5 anni (si deve valutare caso per caso) è consigliabile.

Le prospettive economiche per il 2003 sono, al momento, positive, ma non vanno nella direzione di una crescita sostanziosa, manovre di ribasso sui tassi sono oramai limitatissime, e la situazione è molto delicata.

vendere obbligazioni a tasso fisso e scadenza lunga è consigliabile, siamo perfettamente d'accordo. Ma per andare dove? Il rischio di azioni e obbligazioni a lunga scadenza e azioni è storicamente molto vicino, quindi le azioni sono il naturale bacino di raccolta dei capitali che escono dai bonds. Se invece questi capitali andassero verso altri lidi (come le obbligazioni a breve o sul tasso variabile) si tratterebbe di una sostanziale modificazione della propensione al rischio degli innvestitori (una netta diminuzione).
 

bandit

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Scusa l'ignoranza Pier ma cosa vuol dire?
Che la Fed gioca in borsa?

A me sembra irreale ed anche moralmente discutibile che il tesoro rischi i soldi dei cittadini, se li perde cosa fa? li chiede in tasse?

Quale è il suo trading system?
Compro il giorno prima, poi taglio i tassi e vendo sulla risalita?
Ottimo direi...

Poi sarebbe veramente una cosa vergognosa, da un lato incitano a star lontani dalla borsa e dall'altro investono i soldi di chi aveva ascoltato i loro consigli.

Ottima poi l'idea di pubblicare il loro modello di valutazione, non mi sorprende che le banche s'ingrassino sempre di più.

Ciao.
 

pierrone

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Voltaire ha scritto:
pierrone ha scritto:
vi è un disequilibrio che presto o tardi verrà colmato, con una discesa dei bonds e una salita delle azioni.

Eccoci ad un punto importante: "presto o tardi" è un concetto che non si può utilizzare per spiegare l'attuale rialzo (anzi, rimbalzo) del mercato.

Se il mercato, in futuro, dovesse riprendere a scendere, come lo si potrebbe giustificare utilizzando la sola comparazione bonds/azioni?
come una continuazione del disequilibrio :lol:


gli americani sono finanziariamente molto più evoluti di noi europei: una volta determinato il capitale di rischio da usare per investimenti nei mercati finanziari (da distinguere invece dal capitale di "parcheggio" usato in investimenti in liquidità), suddividono tale capitale di rischio tra bonds a lunga scadenza e azioni, visto che il rischio è comparabile: per esempio il grafico che ho messo nel primo post ha anche le indicazioni di asset allocation di prudential tra obbligazioni e azioni, ma la somma è sempre 100.

Vagli a spiegare ai nostri fondi di investimento che la vera distinzione da fare non è tra azioni e obbligazioni/liquidità, ma tra "titoli rischiosi" (azioni e obbligazioni di lunga scadenza) e liquidità, e che poi all'interno della categoria "titoli rischiosi" si debba determinare la giusta allocation tra azioni e bonds rischiosi
 

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