Allarmismo finanziario (1 Viewer)

giuseppe.d'orta

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La crisi dei mutui subprime ha alcune caratteristiche atipiche rispetto ad altre crisi finanziarie. Vi è una forte difficoltà a delimitare con un'approssimazione accettabile la dimensione del fenomeno.
E' pur vero che la finanza globale, ormai, ha miriadi di interconnessioni ed è molto complicato tentare di comprendere gli effetti a catena che un intoppo di una di queste interconnessioni può generare.
Non si conoscono, però, dati sufficientemente precisi neppure relativamente al fenomeno di base, ovvero all'entità dei prodotti finanziari collegati con la cartolarizzazione dei mutui sub-prime né l'entità di questi mutui che sarebbero a rischio di inadempimento.
In poche parole, di questa crisi, allo stato attuale, si sa davvero molto poco.

In questo contesto, regnano le leggende metropolitane che alimentano la paura ed il panic-selling come avvenuto verso la metà del passato mese di agosto.
Una voce insistente che circola in rete riguarda il possibile (alcuni si spingono a dire perfino: "atteso e probabile") fallimento di una grande banca mondiale.
Le grandi banche mondiali non sono più di una decina. Non appena questa voce è iniziata a circolare con una certa insistenza è scattata la caccia alla presunta banca mondiale prossima al fallimento.
Pare che Kenneth Rogoff, capo economista del Fondo Mondiale abbia alimentato questa voce al Forum di Cernobbio senza voler fare nomi ma sempre dal forum di Cernobbio sarebbe uscito il nome di Citibank.
Altre piste porterebbero a Barclays, grande banca inglese, che sarebbe in difficoltà per via di strumenti finanziari collegati ai mutui sub-prime.
Si vocifera che da qui a poche settimane Barclays dovrebbe essere comprata per pochi spiccioli da una banca scozzese.
Nel giro di poche ore, le voci hanno coinvolto praticamente tutte e dieci le principali banche mondiali.
I prezzi delle obbligazioni di questi banche hanno subito deprezzamenti anche consistenti (per obbligazioni aventi rating eccellenti). Lo spread con le obbligazioni governative si è ampliato per alcune banche anche di 150/200 punti base.
Tale situazione è ormai abbastanza stabile da qualche settimana. Si tratta di un evento oggettivamente singolare, cosi' come molto strani sono i tassi, assai elevati, con i quali le stesse banche si prestano i soldi fra di loro.

Quelle che fino a pochi giorni fa erano voci provenienti dal mondo dei forum on-line, delle telefonate fra operatori del mercato, ecc ha assunto una "dignità" maggiore Sabato 8 Settembre 2007 quando nella prima pagina del sole 24 ore l'editorialista scrive che "il fallimento di una grande banca mondiale è nell'agenda degli eventi attesi e probabili...".
Francamente, alla lettura di quelle parole sono sobbalzato.
Dire che il fallimento di una grande banca mondiale sia un evento atteso e probabile, mi sembra francamente puro allarmismo finanziario.
Se c'è una cosa che la storia finanziaria degli ultimi 30/40 anni ci ha dimostrato, è che il mondo occidentale – in particolare l'America- ha imparato (dopo la lezione del 1929) a governare le grandi crisi finanziarie.
Gli Stati Uniti hanno già attraversato una crisi del sistema bancario (relativo alle piccole banche), la FED ha già salvato un grande fondo hedge, la crisi delle torri gemelle e molte altre crisi in passato sono state governate con alterne fortune, ma sempre in maniera sufficiente a mitigarne gli effetti fino ad un livello comunque sopportabile per l'intero sistema.
Se la FED ha già mostrato di intervenire prontamente per salvare un grande fondo hedge in passato, è mai possibile che tollererebbe il fallimento di una grande banca mondiale come potrebbe essere Citibank?
Francamente noi riteniamo che tale evento non possa essere considerato né fra quelli attesi né -tantomeno- fra quelli probabili.

Non vogliamo sottovalutare il problema dei sub-prime. Ribadiamo che il pericolo principale di questa crisi riguarda proprio la difficoltà a delimitarne i confini. In linea di principio non si può escludere che tale crisi si allarghi fino a mettere in difficoltà una grande banca mondiale, ma parlare di fallimento ci sembra, allo stato dei fatti, puro allarmismo finanziario. Le conseguenze di un reale fallimento di una delle prime dieci banche mondiali avrebbe ripercussioni di dimensioni enormi e incalcolabili che investirebbero con conseguenze pesantissime tutto il sistema finanziario mondiale e di conseguenza tutta l'economia mondiale.
Allo stato dei fatti riteniamo che non sia ragionevole pensare che il mancato pagamento di una parte, anche significativa, di mutui immobiliari possa tradursi in una crisi cosi' profonda dell'economia mondiale.
Per il momento, mettiamo da parte questo editoriale de "il Sole 24 ore" e riparliamone fra tre o sei mesi.
 

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giuseppe.d'orta ha scritto:
puro allarmismo finanziario
l'allarmismo finanziario lo abbiamo visto

quello che non vediamo è il cui prodest: perchè tutto ciò ? chi ci guadagna ?
perchè quel tale Rogoff del Fondo Mondiale vuole alimentare l'allarmismo ? e il sole24ore gli fa eco ?
chi ci guadagna ?
è un regolamento di conti fra giganti bancari ?
c'è qualche banca che vuole mangiarne altre, messe in crisi appositamente, aumentando il costo dei finanziamenti ?
 

giuseppe.d'orta

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Io non credo che non ci sia stato, e ci sia ancora, uno stato di pericolo.

Certamente è stato gonfiato e trattato male dai media, come sempre accade.
 

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