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Oggi: 01 Gen, 2026

Pensioni nel 2026, ecco le combinazioni possibili: Si parte da 56+20

Quali sono le pensioni che si potranno sfruttare nel 2026 e come funzionano le varie misure previste dal sistema.
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pensioni nel 2026
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A che età e con quanti contributi si può andare in pensione nel 2026? Dopo la definitiva approvazione della legge di Bilancio il quadro delle misure che sarà possibile sfruttare l’anno venturo è completo. Il panorama generale delle pensioni nel 2026 dice che ci saranno due misure in meno da sfruttare l’anno venturo. Ma restano attive diverse soluzioni per le pensioni nel 2026. Soluzioni che passano dalle vie ordinarie, che per il 2026 restano intatte dal punto di vista dei requisiti e che finiscono con alcune alternative anticipate che è possibile sfruttare.

Le due misure ordinarie e le varianti che sono disponibili per le pensioni 2026

Nel 2026 la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata restano con i medesimi requisiti di oggi.

Gli inasprimenti di cui tanto si sente parlare infatti partiranno, se tutto resterà così come è anche l’anno prossimo, solo dal 2027. Pensioni ordinarie perché sono quelle strutturali del sistema. La pensione di vecchiaia si centrerà sempre con:

  • 67 anni di età;
  • 20 anni di contributi;
  • Pensione almeno pari all’assegno sociale per chi non ha anzianità contributiva prima del 1996.

La pensione anticipata che non è altro che la vecchia pensione di anzianità senza vincoli di età si centra con:

  • Almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • Almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Sempre per chi non ha anzianità al 31 dicembre 1995, c’è anche la versione contributiva delle pensioni anticipate nel 2026 che si centrano con:

  • Almeno 64 anni di età;
  • Almeno 20 anni di contributi tutti effettivi da lavoro (no figurativi, volontari ecc.);
  • Pensione pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (2,8 volte per donne con un figlio, 2,6 volte per donne con più di un figlio).

Per contribuenti che non hanno contribuiti prima del 1996, la pensione di vecchiaia contributiva si centra con:

  • Almeno 71 anni di età;
  • Almeno 5 anni di contributi versati.

Usuranti, gravosi e altre categorie privilegiate per le pensioni nel 2026

Tra le pensioni nel 2026 ci sono delle categorie di contribuenti che possono godere di vantaggi non indifferenti in termini di misure da sfruttare. Ci sono gli addetti ai lavori usuranti, gli addetti ai lavori gravosi, gli invalidi, i disoccupati e i caregiver. Per gli usuranti c’è lo scivolo loro dedicato. Che si centra anche nel 2026 con:

  • Almeno 61 anni e 7 mesi di età;
  • Almeno 35 anni di contributi versati;
  • Quota 97,6 completata.

La misura è dedicata a chi svolge una di queste attività:

  • Lavoro in cava, miniera, galleria e in sotterranea;
  • Lavoro con costante esposizione alle alte temperature (altiforni e simili);
  • Addetti al lavoro del vetro cavo;
  • Lavori in spazi ristretti e angusti;
  • Operai della linea a catena;
  • Addetti allo smaltimento e al trattamento dell’amianto;
  • Attività di palombaro;
  • Autisti dei mezzi di trasporto pubblici;
  • Lavoratori notturni.

I vantaggi per determinate categorie proseguono anche l’anno venturo

Gli usuranti insieme ai lavori gravosi potranno andare in pensione, alla pari di invalidi, caregiver e disoccupati, con la quota 41 precoci. La misura, che non ha vincoli di età, si centra con:

  • Almeno 41 anni di contributi;
  • Un anno intero, anche se discontinuo, versato prima dei 19 anni di età.

Gli addetti ai lavori gravosi sono:

  • Educatori o maestri di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • Lavoratori agricoli;
  • Lavoratori edili;
  • Gruisti;
  • Facchini;
  • Badanti e addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • Addetti ai servizi di pulizia;
  • Personale viaggiante e macchinisti dei treni;
  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Siderurgici;
  • Camionisti;
  • Marittimi;
  • Pescatori;
  • Infermieri e ostetriche di sala operatoria e sala parto;
  • Netturbini e addetti alla raccolta o allo smaltimento dei rifiuti.

Addetti ai lavori gravosi e usuranti possono andare in pensione di vecchiaia sfruttando una regola che consente di anticipare di 5 mesi il trattamento. Infatti i requisiti per l’anticipo della pensione di vecchiaia per usuranti e gravosi sono:

  • Almeno 66 anni e 7 mesi di età;
  • Almeno 30 anni di versamenti contributivi effettivi (non figurativi, volontari ecc.).

I lavori gravosi e non gli usuranti, possono avere accesso insieme ai caregiver, agli invalidi e ai disoccupati, anche all’Ape sociale. Misura che si centra con:

  • Almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • Almeno 36 anni di contributi per i gravosi e 30 anni per invalidi, caregiver e disoccupati.

In ogni caso, sia per l’Ape che per quota 41, i disoccupati sono quelli che hanno preso interamente la Naspi loro spettante. Gli invalidi invece sono quelli che hanno almeno il 74% di invalidità civile. I caregiver invece sono quelli che da almeno 6 mesi convivono con un familiare disabile grave sotto legge 104.

Invalidità specifica o pensionabile, ecco le uscite consentite dal mondo del lavoro

Gli invalidi civili non vanno confusi con i titolari di invalidità specifica. Infatti, l’invalidità civile può essere considerata come la riduzione della capacità generica di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Invece per invalidità specifica si fa riferimento al lavoro che svolge il diretto interessato. In questo caso si parla di invalidità pensionabile. E la misura che consente di andare in pensione prima si chiama pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile. Tra le pensioni da sfruttare nel 2026 questa misura si centra con:

  • Almeno 56 anni di età per le donne;
  • Almeno 61 anni di età per gli uomini;
  • Minimo 20 anni di contributi versati;
  • Almeno l’80% di invalidità specifica.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.