Mediaset ha chiuso il 2025 con un rialzo in borsa del 4%, che è di gran lunga inferiore al +31,5% messo a segno in media dalle aziende quotate nel listino principale. Ma nessuno si aspetti che il dato abbia a che vedere con il caso Signorini. Anzi, da quando è esploso sulle rilevazioni di Fabrizio Corona, paradossalmente il titolo azionario è salito. Piazza Affari sta ignorando il gossip e questa è già una buona notizia per Cologno Monzese.
Signorini per ora non colpisce Mediaset
E’ notizia di qualche giorno fa che il conduttore televisivo e direttore di Chi abbia sospeso per il momento ogni collaborazione con il gruppo della famiglia Berlusconi.
Un gesto che si spiegherebbe con la necessità di proteggere sia la propria immagine dal clamore mediatico di queste settimane, sia la stessa azienda per cui ha lavorato fino ad oggi.
Che il caso Signorini non stia impattando su Mediaset in borsa (titolo in leggero rialzo anche nella prima seduta dell’anno) senza dubbio offre sollievo a Pier Silvio Berlusconi. Nella peggiore delle ipotesi, gli sta consentendo di guadagnare tempo. I rischi, tuttavia, esistono e certamente i primi a saperlo sono i vertici aziendali. Essi sono di carattere, anzitutto, reputazionali. Le cronache di queste settimane potranno anche rivelarsi del tutto effimere dal punto di vista strettamente giudiziario. Ciò non toglie che milioni di italiani ogni giorno si ritrovino a leggere titoli pesanti sul presunto “sistema Signorini” e che non possono fare piacere a chi detiene in portafoglio il titolo Mediaset.
Endemol avvia indagine interna
Prima della notizia sull’auto-sospensione, ce n’era stata un’altra di Endemol. La casa di produzione ha avviato un’indagine per verificare la presunta violazione delle regole nella gestione dei casting per il Grande Fratello.
Nell’ipotesi più sfavorevole, essa potrebbe rescindere il contratto con Mediaset e affidare a un gruppo concorrente la messa in onda del più famoso reality show.
C’è da dire che le probabilità che ciò accada sono estremamente basse, anche per assenza di alternative. Escludendo la Rai per ovvie ragioni, nessuna rete privata italiana disporrebbe di uomini e mezzi per trasmettere il GF. Fate attenzione, però, a un dato trascurato dai più. Endemol fu una controllata di Mediaset in passato, ma oggi non lo è più. Tra i suoi azionisti, invece, troviamo attraverso la holding Banijay niente di meno che Vivendi. Il colosso francese della famiglia Bolloré ha il dente avvelenato con la famiglia Berlusconi dopo la fallita scalata a Mediaset con tanto di intervento delle autorità regolamentari italiane. Si vendicheranno con il pretesto della vicenda dai risvolti giudiziari?
Rischio reputazionale in agguato
Ammesso che non accada, resta il fatto che i pubblicitari potrebbero fare pressioni su Mediaset per cancellare il reality dai suoi palinsesti. Non vorranno rischiare di associare la loro immagine a un programma screditato. E questo avrebbe implicazioni concrete sui bilanci aziendali, trattandosi di un evento televisivo che fa share in prima serata per diversi mesi all’anno.
Senza immaginare richieste di risarcimento dei danni da parte delle associazioni dei consumatori per il caso in cui si aprisse un processo a carico di Signorini con conseguente condanna. Già qualche sigla è sul piede di guerra per chiedere sia che la prossima edizione del GF non vada in onda e per reclamare gli indennizzi legati ai costi per il televoto sostenuti dagli utenti.
Caso Signorini grana per Mediaset fuori dall’Italia
Da poche settimane Mediaset ha completato l’OPA sulla tedesca Prosiebensat e arricchito così le sue partecipazioni in Europa. Adesso, è presente sui mercati di sei stati: Germania, Austria, Svizzera, Italia, Spagna e Portogallo. La vicenda non fa bene alla reputazione oltre i confini nazionali e può diventare il pretesto di governi e autorità per impedire l’ulteriore allargamento o l’ingresso in nuovi mercati. Questa espansione chi impensierisce? Colossi europei come Vivendi, che guarda caso tentano da tempo la stessa operazione nel continente.
Senza volere fare dietrologia, il caso Signorini per Mediaset ad oggi non comporta alcun danno in borsa. Può diventare, però, un inciampo nella realizzazione di future operazioni industriali. Se l’affaire finisse qui, tutto sommato ci sarebbe poca trippa per gatti. Diverso sarebbe se montasse ulteriormente, magari attraverso ricostruzioni e dichiarazioni che finissero per mettere in dubbio l’intero modus operandi del gruppo. Non stiamo parlando solamente di gossip. Questo trambusto rischia di assumere contorni geo-finanziari.
giuseppe.timpone@investireoggi.it