Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Gen, 2026

Perché oggi i BTP piacciono più di un anno fa (e non è solo questione di rendimento)

I BTp hanno oggi maggiore appeal persino di un anno fa, anche se i rendimenti sono scesi. Ecco quali sono i loro punti di forza.
3 minuti fa
2 minuti di lettura

Le emissioni di titoli di stato a medio-lungo termine per quest’anno saranno nell’ordine dei 350-365 miliardi di euro. Lo ha comunicato il Ministero di economia e finanze nel presentare il calendario delle emissioni per questo primo trimestre del 2026. E quando il nuovo anno è appena iniziato, l’appeal dei BTp oggi appare più solido persino di un anno fa. Lo spread decennale con i titoli tedeschi è sceso fino a 65 punti base, vale a dire ai minimi dal 2009. Agli inizi del 2025 era superiore ai 115 punti, che sembravano pure già un dato assai basso. Questa compressione di circa mezzo punto percentuale è frutto sia dell’aumento dei rendimenti dei Bund per circa lo 0,35% e del calo dei rendimenti italiani per un restante 0,15%.

BTp oggi più solidi di un anno fa

Dunque, i BTp oggi sono un po’ meno generosi di un anno fa. Ieri, il decennale italiano offriva attorno il 3,55%. Negli ultimi mesi c’è stato un visibile rallentamento negli investimenti netti delle famiglie. Non poteva essere altrimenti, anche perché le disponibilità liquide non sono infinite e l’eccessiva concentrazione degli investimenti è sempre sconsigliabile. Resta il fatto che esse detengano oltre 400 miliardi di titoli del debito pubblico e, in genere, con durata compresa tra 4 e 7 anni.

Questo significa che annualmente arrivano a scadenza molti bond del Tesoro nelle mani delle famiglie, le quali devono scegliere se rinnovare l’investimento o puntare su altri asset. La buona notizia per loro, come dicevamo all’inizio dell’articolo, è che l’appeal dei BTp oggi sia superiore anche al recente passato. Rendono un po’ meno, ma si stanno mostrando meno volatili grazie alla compressione degli spread. In altre parole, risultano sempre più ancorati ai titoli “core” dell’Eurozona capeggiati dai Bund.

Gli Oat francesi stanno rendendo di più, sintomatici di un rischio sovrano esploso tra instabilità politica e gestione carente del bilancio.

Rating in rialzo e inflazione in calo

Le stesse agenzie di rating hanno promosso più volte negli ultimi mesi i nostri titoli. Le valutazioni sono BBB+/BBB+/Baa2/A (low) per S&P/Fitch/Moody’s/DBRS. Ci siamo allontanati definitivamente dall’area “junk” e questa è una forte rassicurazione per i risparmiatori. I nostri BTp oggi non sono più trattati come se fossero bond a rischio declassamento e persino di precipitare tra gli speculativi. Per i possessori significa prezzi più stabili e ancorati ai fondamentali, anziché alla furia speculativa.

Rendimenti più bassi, è vero. Tuttavia, nel frattempo è scesa ancora più velocemente l’inflazione italiana. Un anno fa, viaggiava in area 1,5% e attualmente a poco più dell’1%. Il governo la prevede all’1,5% per il 2026. In ogni caso, inferiore alle altre principali economie europee, esclusa la Francia. E questo porta a due conclusioni positive: i rendimenti reali restano alti o persino aumentano; le prospettive per i prezzi possono evolversi positivamente, specie sul tratto medio-lungo della curva.

Spiragli positivi per scadenze lunghe

Bisogna chiarire un concetto: l’inflazione attuale non necessariamente coincide con il suo andamento futuro.

I rendimenti a lungo termine riflettono le aspettative su di essa e sul rischio sovrano. Se entrambe le variabili fossero tenute sotto controllo nei prossimi mesi da una politica di bilancio solida e magari da un contesto internazionale meno teso e incerto, gli investitori tornerebbero a tampinare le scadenze lunghe. Prendete il BTp a 30 anni, che oggi offre il 3,50%. Con inflazione e spread così bassi, guadagnerebbe nei mesi appeal tra risparmiatori e istituzionali. Una buona notizia per chi li ha già in portafoglio e magari comprati a prezzi bassi.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

sul tema OBBLIGAZIONI

assicurazione infortuni domestici
Articolo precedente

Assicurazione infortuni domestici: entro gennaio il rinnovo INAIL per il 2026