L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la versione preliminare del nuovo modello della Certificazione Unica 2026 (anno d’imposta 2025), aprendo di fatto la stagione degli adempimenti fiscali collegati ai redditi prodotti nel corso del 2025.
La pubblicazione della bozza assume particolare rilievo perché il documento recepisce numerose modifiche normative introdotte di recente, soprattutto in materia di benefici fiscali, detrazioni e regimi agevolati. Tutte queste informazioni confluiscono poi nella dichiarazione dei redditi precompilata, che rappresenta uno degli strumenti centrali del sistema tributario italiano.
Cos’è la Certificazione Unica
La Certificazione Unica, ricordiamo, è un atto fondamentale nel rapporto tra sostituti d’imposta, lavoratori e Amministrazione finanziaria.
Al suo interno sono riepilogati i dati fiscali e previdenziali riferiti a diverse tipologie di reddito.
Rientrano in questo perimetro le somme corrisposte per lavoro dipendente e assimilato, i compensi legati all’assistenza fiscale, ma anche i redditi derivanti da attività autonome, provvigioni e altre categorie residuali. Non mancano, inoltre, le informazioni fiscali collegate ai canoni percepiti per le locazioni brevi, ormai stabilmente incluse nel sistema delle certificazioni.
Ricordiamo anche che nei giorni scorso l’Agenzia ha pubblicato la bozza delle altre dichiarazioni fiscali 2026 (730, 770, IRAP, ecc.).
Chi deve predisporre la Certificazione Unica 2026
L’obbligo di predisporre e trasmettere la Certificazione Unica 2026 riguarda una platea piuttosto ampia di soggetti. Devono adempiere a questo compito tutti coloro che, nel corso del 2025, hanno erogato somme o trasferito beni soggetti a ritenuta fiscale.
Rientrano nell’obbligo anche coloro che hanno versato contributi previdenziali o assistenziali, oppure che hanno sostenuto premi assicurativi dovuti all’INAIL. La certificazione è richiesta anche agli enti che hanno corrisposto compensi o beni non assoggettati a ritenuta, ma comunque rilevanti ai fini contributivi INPS.
L’elenco si completa con i titolari di coperture assicurative INAIL e con le amministrazioni pubbliche che operano come sostituti d’imposta e risultano iscritte alla gestione INPS dei dipendenti pubblici.
Le scadenze di consegna e invio
Dal punto di vista operativo, l’adempimento si articola in più fasi. Da un lato esiste la Certificazione Unica in forma sintetica, che deve essere consegnata ai percipienti (lavoratore o collaboratore) entro il 16 marzo 2026. Si tratta del documento destinato ai lavoratori o ai soggetti che hanno percepito i redditi, utile per verificare i dati e per eventuali controlli. Dall’altro lato è prevista la Certificazione Unica ordinaria, che va inviata in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data del 16 marzo 2026 per la maggior parte delle certificazioni.
Una delle principali novità introdotte quest’anno riguarda però la diversificazione delle scadenze. Entro il 30 aprile 2026 devono essere inviate le CU che contengono esclusivamente redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo svolte abitualmente nell’esercizio di arte o professione. Lo stesso termine vale per le certificazioni relative alle provvigioni corrisposte per prestazioni non occasionali legate a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza commerciale e attività di procacciamento di affari.
La scadenza lunga per l’invio
È prevista, infine, una scadenza ancora più ampia per specifiche situazioni.
Possono infatti essere trasmesse entro il 31 ottobre 2026 le Certificazioni Uniche che riportano soltanto redditi esenti oppure quelle che non risultano necessarie ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata. Il 31 ottobre rappresenta anche la scadenza del Modello 770/2026 (anch’esso disponibile in bozza). Tuttavia essendo il 31 ottobre di sabato, la scadenza può slittare al 2 novembre.
Questa possibilità consente una gestione più flessibile degli adempimenti, soprattutto nei casi in cui i dati certificati non incidono sul calcolo dell’imposta dovuta.
Certificazione Unica 2026: consegna sempre entro il 16 marzo
Nel complesso, la Certificazione Unica 2026 si conferma uno strumento chiave per garantire trasparenza e correttezza nel sistema fiscale. Le novità introdotte puntano a rendere più efficiente il flusso delle informazioni verso l’Agenzia delle Entrate e a migliorare la qualità dei dati utilizzati per la dichiarazione precompilata.
Un documento che, pur nella sua natura tecnica, continua ad avere un ruolo centrale nella gestione dei redditi e degli obblighi fiscali in Italia. Cosa da ricordare è che, a prescindere dalla scadenza di invio al fisco, la consegna al lavoratore/collaboratore dovrà avvenire comunque entro il 16 marzo.
Riassumendo
- Pubblicata la bozza della Certificazione Unica 2026 con numerose novità fiscali e agevolative.
- Il documento riepiloga redditi da lavoro, compensi autonomi, provvigioni e locazioni brevi.
- L’obbligo riguarda sostituti d’imposta, enti contributivi, assicurati INAIL e amministrazioni pubbliche.
- La CU sintetica e ordinaria vanno consegnate e trasmesse entro il 16 marzo 2026.
- Alcune certificazioni di lavoro autonomo e provvigioni slittano al 30 aprile 2026.
- Le CU con soli redditi esenti possono essere inviate entro il 31 ottobre 2026.
