Dpcm Conte: cosa cambia da zona rossa a zona arancione

Da zona rossa a zona arancione: cosa cambia per bar, ristoranti, negozi, spostamenti, sport, concorsi pubblici, scuole e Università.

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Da zona rossa a zona arancione: cosa cambia per bar, ristoranti, negozi, spostamenti, sport, concorsi pubblici, scuole e Università.

Con l’approvazione del Dpcm 3 novembre il Governo Conte ha diviso l’Italia in tre aree, corrispondenti a precisi scenari di rischio, per le quali sono state previste precise misure anti-Covid.

Tenendo conto di una serie di parametri (dai posti letto in terapia intensiva al numero di positivi, ma non solo), il ministero della Salute ha individuato una zona gialla, una zona arancione e una zona rossa. Ad ogni regione italiana è stato attribuito un colore, con l’obbligo di rispettare le restrizioni vigenti e corrispondenti al corrispondente stato di rischio.

Il passaggio da una zona all’altra, su indicazione del ministro della Salute, non è però escluso. Diverse regioni, per esempio, sono recentemente passate da zona rossa a zona arancione ma, in questi casi, cosa cambia per gli spostamenti, le attività sportive, le cerimonie e gli esercenti? Vediamo quali sono le indicazioni del Governo.

Pubblici esercizi, ristorazione e strutture ricreative: cosa cambia

Il passaggio da zona rossa a zona arancione non implica l’apertura al pubblico di esercizi, attività commerciali, ristorazione e strutture ricreative. In quest’area, si legge sul sito del Governo, i ristoranti e le altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie e gelaterie) possono aprire esclusivamente per la vendita da asporto – che rimane consentita dalle 5 alle 22 – e per la consegna a domicilio consentita senza limiti di orario, mentre possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade (autogrill), negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio.

Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali, pertanto il ritiro dell’ordine comporta il mantenendo del distanziamento sociale e l’uso obbligatorio della mascherina.

La sospensione delle attività nei centri culturali, nei centri sociali e nei centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore del proprio corpo associativo.

I ristoranti negli alberghi rimangono invece aperti per i clienti che vi alloggiano, nella zona arancione così come nella zona rossa.

Zona arancione: le regole per negozi e centri commerciali

Al contrario della zona rossa, dove restano aperti i negozi che vendono beni di prima necessità (mentre chiudono tutte le altre attività), in zona arancione non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili: tutti i negozi dunque rimangono aperti ed è permessa la vendita al dettaglio, a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, l’ingresso in modo dilazionato, oltre il divieto di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Inoltre, le attività aperte devono rispettare i protocolli idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, che includono attività come: la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, nonché la garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria. È inoltre obbligatorio far rispettare le altre misure anti-contagio, come l’ingresso uno alla volta negli esercizi di vicinato (fino a 40 metri quadrati), lo stanziamento di massimo due operatori e l’accesso regolamentato e scaglionato, in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico, differenziando, ove possibile, percorsi di entrata e di uscita. A tal fine, è obbligatorio esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere contemporaneamente presenti all’interno dei locali.

Infine, è previsto l’uso obbligatorio di mascherine e guanti per i lavoratori e quello del gel per disinfettare le mani e dei guanti monouso, da mettere a disposizione in prossimità delle casse e dei sistemi di pagamento.

Per quanto riguarda i centri commerciali in zona arancione, invece, rimangono chiusi nelle giornate festive e prefestive, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano al loro interno.

Spostamenti in zona arancione: quelli consentiti e quelli vietati

A differenza della zona rossa, dove è vietato ogni tipo di spostamento se non per specifiche necessità, in zona arancione sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dopo il coprifuoco invece ci si potrà muovere solo per motivate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Rimane sempre il divieto di spostarsi verso altri Comuni e verso altre Regioni, se non per motivi di lavoro, studio, salute o per situazioni di necessità. Tra le necessità, va specificato, rientrano attività e/o servizi non disponibili nel proprio Comune. Se non ci sono quindi specifici punti vendita necessari alle proprie esigenze, e se gli stessi si trovano in un Comune contiguo, lo spostamento è consentito, ma dovrà essere autocertificato.

Come si legge sul sito del Governo, inoltre, è sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (il che implica che ci si potrà rientrare da un’altra regione o altro comune per raggiungere la propria casa, purché nella stessa risulti il domicilio o la residenza).

Eventi, cerimonie e riunioni in zona arancione

Con riguardo agli incontri privati, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Le funzioni religiose partecipate, invece, si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo (per cui vige un numero specifico di partecipanti, il rispetto del distanziamento, l’uso obbligatorio della mascherina etc.

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Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica e a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento. Sono da escludersi invece le manifestazioni con prevalente carattere commerciale (come fiere, mercatini di Natale e eventi fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato).

Rimangono sospesi, come in zona rossa, il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura come teatri e cinema.

Attività sportiva in zona arancione: quando e come è consentita

In zona arancione è possibile praticare attività dilettantistica o sportiva ma solo all’aperto e nell’ambito del proprio Comune. Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono comunque sospese, fatta eccezione per i servizi di assistenza e le attività riabilitative o terapeutiche. Le strutture, inoltre, possono rimanere aperte se usate esclusivamente per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

In alcuni casi, è consentito anche recarsi in un altro Comune per il raggiungimento di centri e circoli sportivi (pubblici e privati) se tali strutture non sono presenti nel proprio, per svolgere esclusivamente l’attività sportiva di base all’aperto, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dagli enti preposti.

È vietato lo sport di contatto di carattere amatoriale così come tutte le gare, le competizioni e le attività ad esso connesse. Tuttavia, è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti, nonché gli allenamenti per sport di squadra, che potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e nel rispetto del distanziamento.

Lavoro, Pubblica amministrazione e concorsi pubblici

Per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività lavorativa, rimane sempre incoraggiato lo smart working, o prendere ferie o congedi ove possibile. Quando il datore di lavoro non può fornire la strumentazione necessaria il dipendente può sempre ricorrere a mezzi propri.

Per i lavori in presenza, laddove non è possibile continuare l’attività da remoto, sussiste l’obbligo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private di indossare sempre le mascherine, e quindi anche negli studi professionali, a meno che non si tratti di attività individuali e sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

In generale, comunque, occorre sempre utilizzare gli strumenti di protezione individuale quando l’attività professionale comporta un contatto diretto e ravvicinato con soggetti non conviventi o si svolge in ambienti di facile accesso dall’esterno o aperti al pubblico. Lo stesso vale quando non è possibile rispettare in modo continuativo la distanza interpersonale di almeno un metro.

Per quanto riguarda nello specifico i lavoratori della Pubblica Amministrazione, in questo caso valgono le stesse regole del privato (quelle appena esposte), ma per le attività di ricevimento del pubblico o di erogazione diretta dei servizi che non possono essere garantite se non in presenza, gli accessi negli uffici pubblici devono essere scaglionati, anche mediante prenotazioni di appuntamenti, e deve essere assicurata la frequente aerazione dei locali.

Per quanto riguarda i concorsi pubblici e le prove concorsuali private, nel caso di procedure di esame che comportino la convocazione in presenza in unica sede di candidati provenienti dalle diverse regioni, andrà preferibilmente disposta la sospensione. Altrimenti, le eventuali prove orali in presenza potranno svolgersi solo se motivate da ragioni di urgenza, ma con un numero ristretto e programmato di ingressi, l’uso di dispositivi di protezione individuale e nel rispetto della distanza di sicurezza tra tutte le persone che vi partecipano e che vi assistono.

Scuola e Università: quando scatta la didattica a distanza

Specifiche disposizioni in zona arancione valgono anche per scuole e Università. Nello specifico, per le scuole è stato deciso di procedere in questo modo:

  • didattica a distanza solo alle superiori;
  • dai sei anni in su obbligo di indossare la mascherina in classe (anche seduti al banco);
  • uscite didattiche sospese;
  • didattica in presenza, anche laddove si ricorre alla DAD, per gli alunni disabili o con BES (ovvero bisogni educativi speciali).

Nel caso di attività da laboratorio, però, è ammessa la didattica in presenza, così come nelle Università, dove le attività formative e curriculari si svolgono a distanza, fatta eccezione per quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori, che possono svolgersi in presenza. Agli Atenei, però, è concesso individuare ulteriori attività didattiche o curriculari che potranno svolgersi in presenza, con l’obbligo di rispettare, in ogni occasione, le misure anti contagio.

Per quanto riguarda gli esami (compresi quelli delle sedute di laurea) potranno essere svolti in presenza solo nel rispetto dei protocolli adottati dagli atenei, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento. Altrimenti si dovrà procedere in via telematica

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