Whirlpool chiude a Napoli e alza il dividendo ai soci

Con una decisione beffa Whirlpool decide di alzare il dividendo agli azionisti e contemporaneamente di chiudere lo stabilimento di Napoli.

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Con una decisione beffa Whirlpool decide di alzare il dividendo agli azionisti e contemporaneamente di chiudere lo stabilimento di Napoli.

Whirlpool chiude lo stabilimento di Napoli il 31 ottobre. Contestualmente, la società americana quotata a Wall Street ha deciso di alzare il dividendo. Da un lato gli azionisti hanno di che festeggiare. Dall’altro i lavoratori del napoletano sono sul piede di guerra per la perdita del posto di lavoro.

Del resto la crisi del settore è nota da tempo: Whirlpool non riesce a soddisfare la domanda di elettrodomestici a livello mondiale. Quindi si taglia laddove la produzione risulta più onerosa per le casse aziendali. E l’Italia, con una pressione fiscale fuori da ogni limite è entrata da tempo nel mirino dei tagli.

La pandemia mette in crisi Whirlpool

Whirlpool ha osservato che le interruzioni sulla catena di fornitura le stanno impedendo di produrre tutti gli elettrodomestici richiesti dai cittadini statunitensi costretti a rimanere in casa a causa della pandemia di coronavirus.

In dettaglio, la società ha dichiarato che le sue vendite hanno mostrato un calo dell’1,6% nel terzo trimestre in Nord America a causa delle interruzioni operative dovute alla pandemia. La società ha osservato anche che gli ordini in arretrato sono molto al di sopra dei livelli tradizionali.

La società si aspetta che le entrate, escluse le fluttuazioni valutarie e l’effetto della vendita di un’unità diminuiranno dell’1% o poco meno per il 2020. Tre mesi fa, l’azienda prevedeva un calo fino al 12%, tenendo conto della minore spesa dei consumatori all’inizio della pandemia.

Sin dall’inizio della crisi globale, abbiamo adottato delle azioni decisive per far fronte alle incertezze e uscire vincenti con la ripresa dell’economia“, ha commentato l’amministratore delegato Marc Bitzer.

Per far fronte alla pandemia, la società ha attuato misure per tagliare i costi, per un ammontare complessivo di 350 milioni di dollari risparmiati finora.

Nel complesso, i ricavi hanno mostrato una crescita del 3,9% a 5,29 miliardi di dollari nel trimestre. Con un profitto netto di 397 milioni di dollari. Contro i 358 milioni di usd di un anno prima.

Cgil Cisl Uil, scelta azienda irresponsabile e grave

La decisione della Whirpool di confermare la chiusura dello stabilimento di Napoli per il 31 ottobre è una scelta irresponsabile e grave, che colpisce i lavoratori e la città nel pieno di una nuova crisi pandemica, mentre larghi settori produttivi non si sono ancora ripresi dalle chiusure dei mesi scorsi“.

E’ quanto affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati. A nulla sono valse le richieste espresse al tavolo da tutte le istituzioni, né i provvedimenti studiati per fornire all’azienda gli strumenti economici per sostenere la loro fase di difficoltà. Possiamo solo pensare – hanno detto i sindacati – che a questo punto quelle della Whirlpool fossero decisioni già assunte al momento della presentazione del piano industriale, mentendo alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni.

5 novembre sciopero generale a Napoli

Per questo motivo – concludono i segretari di Cgil Cisl Uil Napoli – ci sarà una mobilitazione generale dei lavoratori a Napoli.

“Confermiamo, come avevamo preannunciato nei giorni scorsi, che il prossimo 5 novembre la città tutta sciopererà per la difesa del sito di via Argine e già da subito saremo al fianco dei lavoratori, anche al presidio previsto domani presso la Prefettura”.

E’ intenzione dei sindacati chiedere al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una risposta immediata e determinata all’atteggiamento oltraggioso dell’azienda nei confronti non solo della città di Napoli ma di tutto il Paese.

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