Welfare, quando le borse di studio non possono fruire dell’esenzione?

L’erogazione in natura non può essere tradotta in un aggiramento dei criteri di determinazione del reddito di lavoro dipendente.

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L’Agenzia delle entrate, con la risposta all’interpello 311/2021, ha fornito utili chiarimenti in merito al corretto regime fiscale applicabile ad un particolare piano di welfare a carattere premiale rivolto ad alcuni lavoratori. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il quesito del contribuente

L’Istante, una Società che opera nel comparto della meccanica, intende introdurre un piano di welfare a carattere premiale rivolto ad alcuni lavoratori.
Il piano, spiega l’Istante, prevede l’assegnazione di un budget di spesa figurativo, a carico del datore di lavoro e non rimborsabile, fruibile attraverso il conferimento di borse di studio da assegnare ai familiari dei dipendenti, che potranno essere richieste secondo le condizioni e i limiti previsti nel regolamento anche senza il raggiungimento di risultati eccellenti.
Ciò premesso, l’istante chiede all’Agenzia delle entrate quale sia il corretto regime fiscale applicabile alla fattispecie in oggetto.

Esenzione borse di studio, necessario il raggiungimento di un risultato eccellente

Nel caso in esame, l’Agenzia delle entrate spiega che le borse di studio in oggetto non vengono erogate al raggiungimento di un risultato di eccellenza, come previsto dalla normativa, ma sono corrisposte con un semplice attestato di frequenza scolastica, promozione o parziale superamento degli esami universitari.
L’importo della borsa di studio, spiega l’Agenzia, non essendo commisurata al raggiungimento di risultati meritevoli appare troppo rilevante rispetto al grado d’istruzione raggiunto.
I benefit corrisposti dall’istante non potranno, dunque, beneficiare dell’esenzione sulle somme erogate in quanto non sussistono i requisiti previsti dalla norma consistenti in un’ampia platea di beneficiari o nel raggiungimento di un risultato eccellente.
L’erogazione in natura, conclude l’Ade, non può essere tradotta in un aggiramento dei criteri di determinazione del reddito di lavoro dipendente.

 

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