Web Tax per i colossi dell’e-commerce al 30%. Soldi da destinare alle attività locali colpite dalla Crisi. La nuova proposta della Regione Piemonte

Per i colossi dell'e-commerce la web tax salirebbe al 30%, di gran lunga superiore rispetto al 3% previsto dalla legge nazionale.

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Per i colossi dell'e-commerce la web tax salirebbe al 30%, di gran lunga superiore rispetto al 3% previsto dalla legge nazionale.

Chiediamo che vengano tassati i colossi del web (che nei primi 9 mesi del 2020 hanno avuto un incremento del fatturato di oltre il 30%) e che i ricavi siano destinati interamente alle piccole attività commerciali, le botteghe artigiane, i nostri negozi di vicinato, colpiti dalle misure di emergenza sanitaria. È una questione di giustizia economica e di rispetto della concorrenza.

Questa è la proposta avanzata dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, attraverso un post sul proprio profilo Facebook. Vediamo meglio di cosa si tratta.

La versione piemontese della Web tax

Il presidente Cirio non attendere l’Unione Europea e propone la sua versione della web tax.

Secondo Ansa.it, si tratterebbe di una tassa tra il 15 e il 30% sui fatturati generati in Italia dai colossi del web. Di gran lunga superiore rispetto al 3% attualmente previsto dalla legge nazionale.

Gli introiti andrebbero interamente in ristori per il piccolo commercio.

Il presidente Ciro ha così commentato la sua proposta:

“Per i colossi dell’e-commerce la web tax salirebbe al 15% in tempo di pace e al 30% in tempo di guerra, ovvero durante i lockdown dettati dall’emergenza Covid. Vogliamo garantire a tutti di partire dallo stesso punto: se guadagni di più noi ti facciamo i complimenti, ma se lo fai perché agli altri è impedito di lavorare per una decisione dello Stato necessaria per tutelare salute pubblica, allora c’è una distorsione. Ed è proprio questa distorsione che la nostra proposta intende correggere”.

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