Voucher lavoro non danno diritto alla pensione?

Vouche Inps: il lavoro retribuito con i buoni Inps deve fare i conti con il calcolo sulla pensione futura

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Vouche Inps: il lavoro retribuito con i buoni Inps deve fare i conti con il calcolo sulla pensione futura

Torniamo a parlare di ombre sui voucher lavoro. Dopo le polemiche circa l’abuso dei buoni Inps e le richieste di tracciabilità, ora si parla di pensione futura. Ricordate che non molto tempo fa Tito Boeri aveva lanciato l’allarme sulle buste arancioni dei trentenni di oggi. Ora però il centro studi della Cisl Veneto punta i riflettori su una questione altrettanto urgente: chi oggi viene retribuito con i voucher lavoro potrebbe arrivare a soddisfare i requisiti per la pensione addirittura a 150 anni.

Altro che prospettive pessimiste qui si tratta proprio di rischiare seriamente di dover rinunciare alla pensione. E il tutto per un assegno mensile di 673 euro.

A fare i conti è Onofrio Rota, segretario regionale cislino spiegando che “un voucher vale 10 euro: il 13% se ne va in contributi previdenziali, il 7% nelle casse dell’Inail, il 5% finanzia i costi del servizio” e concludendo “con le soglie attuali chi viene remunerato esclusivamente tramite voucher anche al massimo consentito, per maturare i requisiti minimi per la pensione con il sistema contributivo dovrebbe lavorare per 126 anni e mezzo”. Uno scenario tragi-comico nella sua assurdità che ha spinto la Cgil a premere verso il referendum abrogativo. La Cisl popone invece l’incremento (dal 13 al 27%) della contribuzione, con taglio inevitabile però del salario su base oraria a meno che il carico del maggior costo pensionistico non si faccia ricadere sugli imprenditori. Intanto i nuovi precari, i cd lavoratori voucheristi, oltre che con lo stipendio devono fare i conti con la pensione, restando tra incudine e martello.

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