Voucher lavoro e abolizione: a rischio anche i contratti part time e le collaborazioni a partita IVA?

Voucher lavoro: pietra dello scandalo o capo espiatorio? Falsi miti da sfatare prima di parlare di abolizione

di , pubblicato il
Voucher lavoro: pietra dello scandalo o capo espiatorio? Falsi miti da sfatare prima di parlare di abolizione

E’ il tema più dibattuto sul fronte previdenziale e occupazionale: stiamo parlando dell’abolizione dei voucher lavoro. La Cigl ha perfino proposto un referendum nel 2017 per l’abolizione dei voucher: ma è veramente questa la strada per contrastare il precariato e il lavoro in nero?

Lavoro in nero e precariato: la colpa non è tutta dei voucher Inps

Che il boom dei voucher (dai 15 milioni nel 2011 ai più di 115 milioni nel 2015) nasconda casi di abuso dello strumento e che questo contribuisca in qualche modo ad alimentare lavoro in nero o precariato è innegabile.

Ma al tempo stesso attribuire ai buoni Inps tutta la responsabilità sarebbe eccessivo e non onesto. Precari e manodopera in nero esistevano ben prima del 2008, anno di attuazione della legge che, cinque anni prima, aveva introdotto i voucher lavoro per attività occasionali. L’eliminazione della dicitura “di natura meramente occasionale” ha probabilmente aperto la strada ad abusi contro i quali neppure l’obbligo di previa comunicazione in un’ottica di tracciabilità dei voucher ha potuto fare nulla.

Ma ragionando per paradossi anche i contratti part time spesso celano collaborazioni a tempo pieno, così come le partite IVA non di rado sono solo fittizie. Procedendo in questo senso andrebbero eliminate anche queste due forme di collaborazione? Abolire i voucher lascerebbe peraltro scoperto lo scopo per cui sono nati, ovvero la retribuzione di collaborazioni occasionali.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,

I commenti sono chiusi.