Voucher Inps: il lato meno buono dei buoni lavoro

Boom di voucher per il lavoro accessorio: ma le entrate Inps calano e i sindacati puntano il dito contro l’uso improprio dei buoni che nascondo sfruttamento dei precari e lavoro in nero

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Boom di voucher per il lavoro accessorio: ma le entrate Inps calano e i sindacati puntano il dito contro l’uso improprio dei buoni che nascondo sfruttamento dei precari e lavoro in nero

Partito in sordina, l’uso dei voucher Inps per il pagamento del lavoro accessorio è decisamente decollato. L’anno scorso è stato registrato un boom di richieste: ma non è tutto oro quello che luccica. Inps e sindacati puntano il dito contro il lato meno buono, e più oscuro, dei buoni lavoro e del loro uso improprio. I voucher Inps infatti sono stati introdotti dalla Riforma Biagi nel 2003 ma il rodaggio è stato lungo e solo negli ultimi tre anni se ne parla con costanza. Nel 2014 le richieste per l’acquisto di voucher lavoro sono state quasi 70 milioni, come confermano i dati raccolti nell’indagine del Centro Studi Cna su dati Inps. A conti fatti in sei anni il numero di voucher è aumentato di 129 volte.   Sulla carta il voucher Inps è uno strumento per regolarizzare il lavoro accessorio e quindi serve anche a combattere il nero. Ma nel tempo l’uso improprio ha stravolto la ratio dell’uso dei voucher prestando il fianco alla Cgil per una denuncia: “quello che doveva servire per pagare, ad esempio, una serata ad un pizzaiolo o una giornata di lavoro ad un giardiniere, è diventata una sorta di forma di pagamento per lavori fissi”. La prospettiva è simile a quella del fenomeno delle false partite IVA.

Lo sfruttamento del lavoro passa per i voucher

Ogni voucher lavoro ha un valore di 10 euro: di queste 7,5 entrano in tasca nette al lavoratore mentre 2,5 vanno nelle casse dell’Inps sottoforma di contributi. E’ evidente come, vista la natura occasionale della prestazione, la contribuzione versata sia inferiore a quella standard. Ma dalla Cgil attaccano: “ci sono fabbriche in cui i lavoratori a voucher hanno le stesse mansioni degli operai con contratto a tempo indeterminato, a termine o stagionale. Con un ulteriore problema: per i lavoratori a voucher non è prevista alcuna formazione, ad esempio sulle norme di sicurezza”. Non solo: teoricamente un voucher dovrebbe corrispondere ad un’ora di lavoro ma c’è chi con un buono paga un’intera giornata lavorativa. Su questo avviso anche Tito Boeri, Presidente Inps, è stato drastico affermando che “i voucher sono la nuova frontiera del precariato: il loro incremento può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione”.    

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Argomenti: Voucher baby sitter

One Response

  1. fano scrive:

    Semplicemente il lavoro atipico è piu conveniente e meno tutelato e le aziende ne approfittano sfruttando ogni “sconto” che la legge mette a disposizione, e, a differenza di quello che vogliono far credere, il job act nei voucher ma anche in tante altre grandi e piccole cose peggiora le cose

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