Voucher baby sitting: durata e licenziamento

Il voucher baby sitting termina con la fine del congedo parentale ma possono esistere cause di cessazione che intervengono prima? Cosa succede in caso di licenziamento o dimissioni?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il voucher baby sitting termina con la fine del congedo parentale ma possono esistere cause di cessazione che intervengono prima? Cosa succede in caso di licenziamento o dimissioni?

Torniamo a parlare di voucher baby sitting, ovvero i buoni concessi alle neo mamme lavoratrici durante il periodo di congedo parentale. Qual è la durata dei buoni? In linea di massima la cessazione del diritto al voucher per il baby sitting, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 28 ottobre 2014 che ne contiene la disciplina, va fatta coincidere con la fine del congedo parentale. Leggi anche: guida ai voucher baby sitting – beneficiarie, importi e domanda

Durata voucher baby sitting: cosa succede in caso di licenziamento

Con il messaggio n. 5805/2015 l’Inps ha però precisato che la cessazione del rapporto di lavoro fa decadere dal diritto del voucher baby sitting. In altre parole chi perde il lavoro deve rinunciare anche ai voucher bebè dal valore di 600 euro mensili. Potrebbe sembrare un paradosso ma la motivazione va ricercata nella ratio del bonus che non è un sussidio alla gravidanza tout a court, come ad esempio il bonus bebé,  ma rappresenta il corrispettivo ‘monetario’ per compensare la rinuncia alla fruizione del congedo parentale (gli undici mesi dell’ex astensione obbligatoria) ed è quindi destinato all’assunzione di una baby sitter o per l’acquisto di servizi all’infanzia. La durata dei voucher baby sitting è quindi strettamente vincolata non solo alla durata del congedo parentale ma anche alla sussistenza del rapporto di lavoro. Facciamo un esempio pratico: la domanda per il voucher baby sitting viene presentata il 22 gennaio 2015 per una durata di quattro mesi residui. Il 22 marzo 2015 il rapporto di lavoro cessa. La lavoratrice si vedrà corrisposti solo i primi due mesi di rinuncia al congedo, fino alla data della cessazione del rapporto di lavoro. I due successivi quindi non saranno rimborsati.

Importo voucher baby sitting: la rimodulazione se cambia il contratto

In quest’ottica si comprendono anche i chiarimenti relativi alla modifica del rapporto di lavoro: in caso di passaggio da full time a part time dopo la richiesta di voucher baby sitting, l’importo di questi ultimi andrà rimodulato. Ovviamente lo stesso principio vale in caso contrario, per le lavoratrici part time che vengono assunte a tempo pieno. Il criterio applicato è il seguente: se alla data di modifica del rapporto di lavoro il numero di giorni eccedenti i mesi interi è superiore a 15, il beneficio viene concesso, per il mese in cui si verifica la variazione del rapporto di lavoro, con le modalità adottate nei mesi antecedenti alla modifica del contratto; in caso contrario (quindi se il numero di giorni mancanti è pari o minore di 15), il beneficio, per il mese in cui avviene la variazione del rapporto di lavoro, sarà erogato con il nuovo calcolo.

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Argomenti: Voucher baby sitter

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