Voucher agricoli dimagriti: vergognoso colpo basso agli agricoltori

Uno Stato che abbandona la terra è destinato ad essere abbandonato dai suoi stessi cittadini

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Uno Stato che abbandona la terra è destinato ad essere abbandonato dai suoi stessi cittadini

In questi ultimi giorni freme l’attività parlamentare e di tutti i contribuenti italiani, in vista della riforma del lavoro, tanto voluta dal Governo e dal suo Ministro, Elsa Fornero. Oltre alla stretta sulle partite Iva, un tema che sta accendendo gli animi è quello che riguarda i c.d. voucher in agricoltura.

 

Cosa sono i voucher Inps?

I voucher, anche detti buoni lavoro, sono dei buoni che un datore di lavoro acquista dall’Inps per pagare prestazioni di lavoro occasionali. Quanto costano? Il buono lavoro ha un valore di 10 euro (o “multiplo” da 50). Il 7% di questa somma andrà all`Inail, il 13% all`Inps, il 5% al concessionario che gestisce la distribuzione. Nelle tasche del lavoratore restano 7,5 euro. Sembra non sia ben definito il tempo di lavoro per il valore del buono. Si dà per scontato che un buono valga un`ora. Gli interessati dovranno iscriversi ad un elenco speciale gestito dai centri per l`impiego. Al momento dell`ingaggio il datore di lavoro (famiglia o impresa che sia) dovrà chiamare un numero verde per comunicare il codice del lavoratore e la durata dell`impiego. In questo modo saranno attivati l`assicurazione infortuni e il pagamento dei contributi. I lavoratori possono integrare le loro entrate attraverso prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato. I prestatori possono svolgere attività di lavoro fino al guadagno dì 5.000 euro nell`anno solare, mentre nel caso dei cassintegrati o lavoratori in mobilità, il limite è di 3.000 euro. Una platea molto ampia è quella dei beneficiari del suddetto buono, in cui vi rientrano badanti, colf, baby sitter, giardinieri, commesse, in più tutto il comparto del turismo e dell`agricoltura che può coinvolgere anche pensionati,studenti, casalinghe, cassintegrati.

 

Il voucher agricolo

Proprio nel settore agricolo, i voucher sono attivi dal giugno 2008 e l’Istituto Nazionale della Previdenza sociale ha registrato nel periodo compreso tra agosto e settembre 2009, un’impennata nell’utilizzo di questi buoni lavoro. Il settore agricolo è in cima alla classifica delle richieste di lavoro tramite i voucher, poiché con questa forma di prestazione lavorativa si risolve il problema del reperimento di manodopera in periodi molto pieni del settore agricolo, ad esempio per la vendemmia.

 

La proposta “indecente”: cancellare i voucher agricoli

Almeno fino ad ora. Le recenti proposte di riforma del mercato del lavoro, presentate dal Ministro Fornero, stanno agitando il sonno dei datori che da tempo si affidano ai voucher soprattutto nel comparto agricolo. Ancora una volta, su un settore che potrebbe essere il fiore all’occhiello del made in Italy, se solo le Istituzioni se ne interessassero pensando davvero al bene del paese,  pende come una spada di Damocle il dubbio se rimanere ancora in vita o morire lentamente. Un emendamento presentato dai relatori della riforma Fornero ha proposto la cancellazione di fatto dei voucher in agricoltura, limitando l’uso di tali buoni alle sole imprese di autoconsumo, senza contabilità, sotto i 7 mila euro di fatturato.

 

La rabbia e l’indignazione

La rabbia e la protesta degli agricoltori, ma anche di  disoccupati e pensionati non è tardata ad arrivare. La riforma del governo potrebbe cancellare i buoni lavoro, con ripercussioni negative sull’economia di alcune realtà locali del nostro Paese che si alimenta sull’agricoltura. Punta il dito contro questa riforma illogica la Coldiretti che chiede a gran voce il mantenimento del vecchio regime dei voucher agricoli. Il buono serve ad acquistare prestazioni occasionali di lavoro regolare, visto che con il voucher si pagano i contributi e si dà occupazione. Così facendo crescerebbe ancora di più il lavoro nero che in agricoltura va per la maggiore. «Togliere i voucher — spiega infatti Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia — infliggerebbe un duro colpo all’occupazione. La riforma così come è stata concepita non va bene: è poco funzionale. Toglierà a centomila fra pensionati, studenti e cassintegrati italiani la possibilità di arrotondare il proprio reddito nelle campagne di raccolta di frutta, verdura, olive o vendemmia, come hanno fatto negli ultimi quattro anni».

 

I dati forniti da Coldiretti

Le parole del presidente sono supportate dai numeri: dall’estate del 2008 i voucher hanno fornito manodopera stagionale per la vendemmia e la raccolta di frutta, verdura, olive. Quasi il 25% dei voucher, per un totale di oltre 6 milioni. Secondo Coldiretti, un migliaio di imprenditori, studenti e pensionati provenienti da tutte le Regioni d’Italia hanno manifestato per evitare la cancellazione di questo strumento. Il voucher consiglia, infatti, le esigenze di welfare e sostegno alle famiglie colpite dalla crisi con quelle di legalità e trasparenza, che lo Stato deve garantire.

 

La cronaca degli ultimi giorni

Il testo del DDl lavoro è comunque ancora in discussione e tra le proposte presentate, si segnala, in questa settimana quella proposta dai relatori al Ddl, Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd), per cui tali voucher agricoli potranno essere utilizzati da giovani studenti, casalinghe e pensionati nelle aziende con un fatturato fino a 7mila euro annui. Le altre imprese potranno usare il buono lavoro solo per studenti under 25 e pensionati. Per quanto riguarda invece il valore orario del voucher, sarà determinato periodicamente sulla base di un confronto con le parti sociali. Sono solo proposte ricordiamolo, non c’è ufficialità, ma non si nascondono eventuali modifiche. Vi terremo aggiornati.

 

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Argomenti: Voucher lavoro