Voluntary disclosure: soggetti, domanda, regole per il rientro capitali

Tutto sulla procedura di collaborazione volontaria, la voluntary disclosure per il rientro dei capitali dall'estero

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Tutto sulla procedura di collaborazione volontaria, la voluntary disclosure per il rientro dei capitali dall'estero

Arrivano i chiarimenti del Fisco sulla voluntary disclosure, la procedura per il rientro dei capitali dall’estero, al fine di lottare l’evasione fiscale (Circolare Agenzia Entrate n. 10/E del 13.03.2015).

 Rientro capitali: la voluntary disclosure

La procedura della voluntary disclosure è stata introdotta dal legislatore per consentire al contribuente di riparare alle infedeltà dichiarative pregresse e, su queste basi, ricomporre un nuovo rapporto con il Fisco ispirato a un canone di reciproca fiducia.

Aderendo alla voluntary disclosure significa rientrare, spontaneamente, nella legalità fiscale, ottenendo anche significative attenuazioni sanzionatorie in ambito sia penale che amministrativo. La “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) è uno strumento che consente ai contribuenti che che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio

 Voluntary disclosure: soggetti beneficiari

Possono avvalersi della procedura anche i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, ovvero che vi abbiano adempiuto correttamente, per regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.   APPROFONDISCI – Voluntary disclosure, domanda per il rientro capitali dall’esteroRientro capitali dall’estero, è legge la voluntary disclosure. Ecco cosa prevede Soggetti legittimati ad accedere alla procedura sono:

  • persone fisiche,
  • enti non commerciali
  • società semplici
  • associazioni equiparate, fiscalmente residenti nel territorio dello Stato, che abbiano violato gli obblighi in materia di monitoraggio fiscale.

La facoltà di accedere alle procedure è preclusa, qualora l’autore della violazione abbia avuto la formale conoscenza dell’inizio di accessi, ispezioni o verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo ovvero, ancora, della propria condizione di indagato o di imputato in procedimenti penali per violazione di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo delle procedure.

Voluntary disclosure: cosa dichiarare al Fisco

L’ambito oggettivo di applicazione, ai sensi dell’articolo 5-quater, comma 1, del Dl 167/1990, riguarda:

  • tutti gli investimenti
  • tutte le attività illecitamente detenuti all’estero,
  • redditi non dichiarati connessi a tali investimenti e attività
  • maggiori imponibili non connessi con i predetti investimenti e attività.

 Voluntary disclosure: domanda collaborazione volontaria

La domanda di adesione alla voluntary disclosure può essere attivata fino al 30 settembre 2015 ed è ammessa per le violazioni commesse fino al 30 settembre 2014. Il modello di richiesta di accesso alla procedura va presentato esclusivamente per via telematica:

  • direttamente (se si è abilitati a Entratel o Fisconline)
  • tramite i soggetti incaricati.

  L’istanza si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate. La prova della presentazione è costituita dalla comunicazione della stessa Agenzia attestante l’avvenuta ricezione. Ecco il modello e le istruzioni per la richiesta di adesione alla collaborazione volontaria DOMANDA VOLUNTARY DISCLOSURE  –  VOLUNTARY DISCLOSURE ISTRUZIONI La procedura di collaborazione volontaria si perfeziona con il pagamento degli importi dovuti. Nei casi in cui il non versi le somme dovute, gli Uffici provvederanno a notificare un avviso di accertamento e un nuovo atto di contestazione, con la rideterminazione della sanzione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di notificazione dell’atto di contestazione o dell’invito, ovvero a quello di redazione dell’atto di adesione, anche nel caso in cui nel frattempo siano venuti a scadenza i termini ordinari. In tale sede, l’Ufficio dovrà procedere alla rideterminazione delle sanzioni dovute, valutando la graduazione della risposta sanzionatoria anche in funzione della condotta del contribuente e del venir meno dell’apporto collaborativo di quest’ultimo.

Il decesso del contribuente

In caso di decesso del contribuente dopo il 31 maggio 2015, gli eredi del medesimo potranno beneficiare della proroga entro un termine che consenta la concreta realizzazione della procedura per cui la richiesta di accesso alla procedura dovrà essere presentata al più tardi entro il 31 dicembre 2015, termine per le attività di controllo delle annualità in scadenza e in tal caso l’Ufficio espleterà l’attività di controllo entro il 30 marzo 2016. Ove il decesso si verifichi successivamente alla presentazione dell’istanza da parte del de cuius, la proroga semestrale opererà con riguardo ai termini previsti per gli adempimenti successivi all’istanza, necessari per il perfezionamento della procedura, ivi compresi quelli afferenti il pagamento, anche in forma rateale.

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