Voluntary disclosure 2: i controlli passano (anche) per le cassette di sicurezza

L'Agenzia delle Entrate controlla le cassette di sicurezza per stanare gli evasori: cosa sapere in vista della voluntary disclosure 2

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
L'Agenzia delle Entrate controlla le cassette di sicurezza per stanare gli evasori: cosa sapere in vista della voluntary disclosure 2

I controlli del Fisco nell’ottica della voluntary disclosure 2 passeranno anche per le cassette di sicurezza. Ad oggi sono poco più di un milione quelle tenute dalle banche italiane secondo il censimento dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate può controllare le cassette di sicurezza?

Tutto legittimo: anzi il provvedimento di Banca di Italia, del 2013 e attualmente ancora in vigore, ai fini antiriciclaggio, prevede, all’articolo 3, comma 2, lettera b, che la locazione di cassette di sicurezza sia da considerarsi come rapporto continuativo. Questo in altre parole significa che l’amministrazione fiscale (tramite l’anagrafe) conosce i nomi dei titolari di una cassetta di sicurezza in una banca italiana.

Nella lotta all’evasione fiscale, l’accesso alle informazioni sulle cassette di sicurezza, permetter all’Agenzia delle Entrate di indagare se i titolari delle stesse hanno o meno aderito alla fatto voluntary disclosure o voluntary disclosure bis.

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Argomenti: Evasione fiscale, Voluntary Disclosure