Visita fiscale, sanzioni economiche e disciplinari: chi le applica? Il lavoratore può scegliere?

Lavoratore assente visita fiscale: chi decide quale sanzione applicare? Il dipendente in malattia può scegliere tra misure economiche o disciplinari? Quando scatta il licenziamento?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Lavoratore assente visita fiscale: chi decide quale sanzione applicare? Il dipendente in malattia può scegliere tra misure economiche o disciplinari? Quando scatta il licenziamento?

Abbiamo insistito a più riprese sulle nuove fasce di reperibilità alla visita fiscale e sulle motivazioni che giustificano l’assenza e su quelle che invece, pur in apparenza comprensibili, possono far scattare sanzioni. Ma esattamente quali sono le sanzioni? Chi decide quale applicare? Il dipendente assente alla visita fiscale può scegliere tra sanzioni economiche o disciplinari?

Decurtazione stipendio assenza malattia: ecco quanto costa l’irreperibilità

L’assenza ingiustificata alla visita di controllo comporta conseguenze economiche diverse commisurate al momento in cui si verifica:
• l’assenza alla prima visita determina la perdita del trattamento economico di malattia per i primi dieci giorni;
• assenza alla seconda visita (ovvero all’invito lasciato dal medico Inps a presentarsi per la visita ambulatoriale), oltre alla sanzione appena citata, scatta una riduzione del 50% del trattamento per il residuo periodo di malattia;
• assenza alla terza visita ha come effetto l’interruzione dell’indennità per il restante periodo di prognosi.

Irreperibilità visita fiscale: sanzione disciplinare e licenziamento

Ma oltre alla decurtazione dello stipendio chi non è reperibile alla visita fiscale rischia sanzioni disciplinari e, nei casi più gravi, il licenziamento.
In questo senso si è espressa la giurisprudenza di Cassazione (sentenza n. 11153/2001) ribadendo che il soggetto può essere sanzionato a livello disciplinare fino a giungere, nei casi più gravi, al licenziamento per giusta causa se l’assenza reiterata alle visite manifesta un intento elusivo in capo al controllato, che crea danni all’interesse del datore a ricevere con regolarità la prestazione lavorativa.
Se il datore decide di intervenire con il licenziamento provvederà ad inviare la lettera di contestazione al lavoratore come previsto dallo Statuto dei lavoratori. La sentenza n. 3915/1996 della Cassazione ha specificato che non è richiesto necessariamente che la condotta sia inclusa nel codice disciplinare

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Argomenti: Normativa del lavoro, Malattia Inail, Visite Fiscali