Visita fiscale e fasce di reperibilità, anche con l’esonero si è presentato il medico, perchè?

Visita fiscale e fasce di reperibilità, anche con l'esonero il medico Inps si è presentato, di chi è colpa?

di Angelina Tortora, pubblicato il
invalidità

Buonasera, sono un dipendente pubblico e avrei da farle qualche domanda. In data 1 ottobre fino al 26 ottobre sono in malattia per sindrome ansioso depressiva correlata al lavoro. Il mio medico ha inserito il codice E, ma ugualmente si è presentato il medico per la visita fiscale. Cosa posso fare? Di chi sarebbe la responsabilità? Vi può essere qualche abuso da parte dell’amministrazione e se si di chi?
Nel ringraziarla la saluto cordialmente.

Controlli medico legali anche con esonero

L’Istituto, come più volte precisato anche in sede giurisdizionale, ha, nell’ambito delle prestazioni di competenza, il potere-dovere di accertare fatti e situazioni che comportano il verificarsi o meno del rischio assicurativo, presupposto della prestazione. Pertanto, pur venendo meno, nelle fattispecie oggetto della norma, l’onere della reperibilità alla visita medica di controllo, posto a carico del lavoratore nell’ambito delle fasce orarie stabilite dalla legge, rimane confermata la possibilità per l’INPS di effettuare comunque controlli, sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione e sulla congruità prognostica ivi espressa.

Tale principio risulta essere in linea con il generale sistema dei controlli da parte della pubblica amministrazione al fine di garantire, pur nel pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, la corretta gestione della spesa pubblica, secondo i precetti di cui all’articolo 97 della Costituzione e le correlate pronunce della giurisprudenza di rango costituzionale.

Conclusione

Nel caso esposto, non vi è responsabilità o abuso da parte dell’amministrazione. L’INPS, può come sopra specificato, verificare la correttezza della certificazione e la congruità della prognosi. Il controllo opera anche sui medici di base che redigono il certificato di malattia. Infatti, le linee guida emanate dall’INPS, precisano che i medici del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionati che redigono i certificati attestanti lo stato morboso dei lavoratori in malattia agiscono, secondo consolidata giurisprudenza, in qualità di pubblici ufficiali e sono tenuti, pertanto, ad attestare la veridicità dei fatti da loro compiuti o avvenuti alla loro presenza nonché delle dichiarazioni ricevute senza ometterle né alterarle, pena le conseguenti responsabilità amministrative e penali.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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