Vincite giochi all’estero: no alla doppia tassazione

Importante sentenza della Commissione tributaria provinciale di Gorizia che forma un precedente significativo in merito alla doppia imposizione in caso di vincite al casinò all'estero

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Importante sentenza della Commissione tributaria provinciale di Gorizia che forma un precedente significativo in merito alla doppia imposizione in caso di vincite al casinò all'estero

Giochi al casinò all’estero? Occhio alla tassa sulle vincite, potrebbe esserci la doppia tassazione. Sulla tassa sulle vincite interviene la CTP di Gorizia con la sentenza n. 101/02/11.

 

Il Fisco italiano, nella sua azione generalizzata di recupero delle entrate, ha messo gli occhi anche sulle vincite dei giocatori italiani nei casinò all’estero. Operatori del settore e campioni internazionali di poker hanno contestato contro l’illegittimità della doppia tassazione. Ora una sentenza si impone come precedente significativo.

 

CTP di Gorizia: no alla doppia tassazione italiana

“All-in”: è questo il nome in codice della discutibile operazione posta in essere dall’Ufficio delle Imposte per tassare le vincite live nelle case da gioco situate nei Paesi dell’Unione Europea. Da molti questa proposta è stata interpretata come l’ennesimo affamato tentativo di raccogliere soldi dai contribuenti.

La Commissione Tributaria Provinciale di Gorizia è intervenuta in maniera ufficiale sul tema con una sentenza, numero 101/02/11 emessa lo scorso 19 ottobre 2011 ma pubblicata per esteso solo ora.  Nel caso specifico all’imputato era stato richiesto il versamento di un tributo relativo ad una serie di vincite ottenute tra il 2004 e il 2006 al Casinò HIT di Nova Gorica per un ammontare complessivo di € 735.909,85. Quest’ultimo ha presentato ricorso facendo appello alla normativa europea che, in materia tributaria, ha valenza internazionale e sovrasta le singole disposizioni statali. In particolare il convenuto ha fatto riferimento ai principi della “neutralità fiscale”, della “tax equity” e “del divieto di doppia imposizione” oltre a quello di non discriminazione e di uguaglianza dei cittadini all’interno dell’Unione Europea. Tutti principi citati punto per punto nella sentenza.

 

Redditi internazionali Ue: tax equity

Il primo impone che, a chiunque consegua un reddito da fonte estera all’interno dell’UE sia riconosciuto lo stesso trattamento tributario che si applica ai redditi di fonte esclusivamente nazionale. Presupposto fondamentale per il rispetto della neutralità fiscale sono i principi di tax equity (tassazione proporzionale alla capacità contributiva) e il divieto della doppia tassazione nello Stato d’origine dei redditi e in quello di residenza.

Già in passato (caso Lindman), la giurisprudenza si era espressa in maniera conforme alla CTP di Gorizia, assolvendo pienamente la giocatrice finlandese sulla base degli stessi presupposti.

La fonte legislativa su cui fa forza l’Agenzia delle Entrate è invece l’articolo 21 della Convenzione Italia-Slovenia che prevede espressamente che: “Gli elementi di reddito di un residente di uno Stato contraente, di qualsiasi provenienza, che non siano espressamente menzionati negli articoli precedenti della presente Convenzione, sono imponibili soltanto in detto Stato”.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi