Vietati regali di valore superiore ai 150 euro: ecco il codice di comportamento dei dipendenti pubblici

Ai dipendenti pubblici è fatto divieto di accettare doni e regali di importo elevato in attuazione della legge anticorruzione.

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Ai dipendenti pubblici è fatto divieto di accettare doni e regali di importo elevato in attuazione della legge anticorruzione.

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri un regolamento che contiene un Codice di comportamento per i dipendenti pubblici per attuare, in linea con le raccomandazioni Ocse in materia di integrità, la legge anti corruzione, la numero 190 del 2012.

Nel regolamento sono citati tutti i comportamenti che un dipendente pubblico deve tenere  per non violare tale legge e per non incorrere in responsabilità disciplinari.

Entrato in vigore il 19 giugno 2013 il Codice di comportamento prevede, in caso di violazione, il meccanismo sanzionatorio per il dipendente che si è macchiato della mancanza.

Vediamo quelle che sono le disposizioni che impediscono ai dipendenti pubblici, ivi compresi anche gli insegnanti, di accettare regali o presenti di importo elevato.

Tra le disposizioni ci sono:

  •          il divieto per il dipendente di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore (non superiore a 150 euro) – anche sotto forma di sconto. I regali e le altre utilità comunque ricevuti sono immediatamente messi a disposizione dell’Amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali;
  •         la comunicazione del dipendente della propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusi partici politici e sindacati) i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento delle attività dell’ufficio;
  •         la comunicazione, all’atto dell’assegnazione all’ufficio, dei rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all’obbligo di precisare se questi rapporti sussistono ancora (o sussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gli affini entro il secondo grado);
  •         l’obbligo per il dipendente di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti le sue mansioni in situazioni di conflitto di interessi anche non patrimoniali, derivanti dall’assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici;
  •         la tracciabilità e la trasparenza dei processi decisionali adottati (che dovrà essere garantita attraverso un adeguato supporto documentale).
  •         il rispetto dei vincoli posti dall’amministrazione nell’utilizzo del materiale o delle attrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio, anche con riferimento all’utilizzo delle linee telematiche e telefoniche dell’ufficio;
  •         gli obblighi di comportamento in servizio nei rapporti e all’interno dell’organizzazione amministrativa;
  •         per i dirigenti, l’obbligo di comunicare all’amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possono porli in conflitto d’interesse con le funzioni che svolgono; l’obbligo di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale previste dalla legge; il dovere, nei limiti delle loro possibilità, di evitare che si diffondano notizie non vere sull’organizzazione, sull’attività e sugli altri dipendenti;
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