Viaggi low cost online: la tassa sulle agenzie fa aumentare i biglietti?

Voli di compagnie di bandiera su siti low cost: Lufthansa impone una tassa che pesa sul prezzo dei biglietti. E' concorrenza sleale?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Voli di compagnie di bandiera su siti low cost: Lufthansa impone una tassa che pesa sul prezzo dei biglietti. E' concorrenza sleale?

Prenotare voli low cost online, tramite i siti di agenzie specializzate, potrebbe diventare meno conveniente. A far aumentare il prezzo dei biglietti aerei potrebbe essere una tassa imposta dalle compagnie di bandiera. In prima linea in questa guerra della concorrenza troviamo Lufthansa.   La compagnia aerea tedesca dal primo settembre scorso ha imposto un supplemento di 16 euro chiamato Dcc, ossia “Onere per i costi di distribuzione”, ai siti di prenotazione che offrono biglietti per voli low cost.

Biglietti Lufthansa scontati: la compagnia impone la tassa ai siti low cost

La motivazione, come si legge nella nota ufficiale, è che le prenotazioni low cost fuori dai siti corporate penalizzano la compagnia di bandiera. Secondo le stime interne questi sistemi di prenotazione di voli a prezzi low cost fanno perdere alle compagnie di bandiera circa 100 milioni di euro l’anno. Jens Bischof, chief commercial officer di Deutsche Lufthansa ha spiegato che “la quota di guadagno generata dalla vendita online di biglietti ha continuato a diminuire”. La tassa si estende anche a tutte le compagnie aeree controllate da Lufthansa, ovvero Austrian Airlines, Swiss eBrussels Airlines. E non è escluso che altri gruppi possano seguire questo esempio.

Siti di prenotazione low cost: guerra aperta sulla concorrenza sleale

Le agenzie di booking online gridano alla “pratica anti-concorrenziale” e hanno già presentato ricorso alla Commissione europea. L’Ettsa, l’associazione che rappresenta le agenzie del settore travel, tra cui ad esempio Amadeus, Sabre, Expedia e altri e-bookers ritiene infatti che la tassa sui siti low cost sia contraria al codice di comportamento dell’industria dei viaggi fissato dalla stessa Ue. Non è la prima volta che la Commissione Europea si trova a dover decidere su questioni simili in tema di viaggi low cost, e non solo, e su dispute tra service provider, come hotel, e intermediari online sul fronte della concorrenza sleale: una sentenza ha costretto il colosso Booking a modificare le condizioni imposte agli hotel partner mentre è ancora aperta l’indagine sugli accordi tra Amazon e gli editori. Voli low cost: scopri come pagare i biglietti a metà prezzo

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Argomenti: Tasse e Tributi

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