Verso la proroga del Modello Redditi/2020: come potrebbero cambiare le scadenze

Si va verso un rinvio light del Modello Redditi/2020 in scadenza il 30 novembre 2020

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Si va verso un rinvio light del Modello Redditi/2020 in scadenza il 30 novembre 2020

Nemmeno il tempo di approvare il Ristori ter che già si parla di Ristori quater, il quale che dovrebbe contenere una serie di proroghe di scadenze fiscali di questo mese, tra cui quella del Modello Redditi/2020 (anno d’imposta 2019).

Per ora si parla di una proroga light di pochissimi giorni. Si slitterebbe dal 30 novembre 2020 al 10 dicembre 2020.

La nuova scadenza non accontenterebbe, tuttavia, gli addetti ai lavori, poiché 10 giorni in più non serviranno a sopperire le enormi difficoltà che stando incontrando gli studi professionali di commercialisti e professionisti abilitati all’invio delle dichiarazione.

Molti di essi, infatti, non riescono a lavorare poiché costretti in quarantena (titolari e collaboratori) causa Covid-19.

Modello Redditi “tardivo” ed “omesso”

Come detto, la scadenza del Modello Redditi/2020 cade il 30 novembre. Il decreto Ristori-quater, o comunque, altro provvedimento ad hoc, potrebbe rinviare il termine almeno di 10 giorni. La proroga farebbe slittare con se anche i termini del modello tardivo o omesso. Ricordiamo che il legislatore ha già prorogato al 10 dicembre 2020 il Modello 770.

E’ definito “tardivo, il modello non inviato entro il termine ordinario di scadenza ma trasmesso entro i 90 giorni successivi. Il riferimento normativo è il comma 7 art. 2 del DPR n. 322 del 1998, ai sensi del quale:

“Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta”.

E’, invece, considerato omesso, il modello non presentato nei termini ordinari e nemmeno entro i 90 giorni successivi.

Le sanzioni per il Modello Redditi “tardivo” ed “omesso”

Dunque, se verrà confermata la proroga al 10 dicembre 2020 sarà “tardivo” il Modello Redditi/2020 non inviato entro il 10 dicembre 2020, ma entro i 90 giorni successivi, ossia entro il 10 marzo 2021. Per sanare la tardività occorrerà versare una sanzione pari a 25 euro (Circolare n. 42/E del 2016) con codice tributo 8911. Occorrerà altresì versare, se non fatto entro le scadenze previste, eventuali imposte che vi scaturiscono (si può, ricorrere al ravvedimento operoso).

Laddove, invece, si lasciasse passare anche il 10 marzo 2021, senza inviare la dichiarazione, allora ci sarà “omissione” e troverà applicazione la sanzione piena (non ravvedibile) prevista dall’art. 1 comma 1 D. Lgs. n. 471/1997, ossia dal 120% al 250% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250 (se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 250 a euro 1.000).

Tuttavia, se il contribuente presenterà comunque il Modello Redditi/2020 omesso e lo farà entro il termine di presentazione del Modello Redditi/2021, la predetta sanzione è ridotta alla metà.

Ad ogni modo, mentre la sanzione per l’omissione non è ravvedibile (sarà l’Agenzia delle Entrate a doverla notificare) è possibile ravvedere le eventuali imposte che derivano dalla dichiarazione stessa.

Ci teniamo a ribadire che le suddette scadenze sono legate alla proroga o meno al 10 dicembre 2020 del Modello dichiarativo in commento.

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