Versamento imposte al comune sbagliato: come rimediare?

Se nell’eseguire il pagamento delle imposte destinate al comune, come ad esempio addizionale all’IRPEF ed IMU, si è indicato un comune sbagliato, il contribuente può correggere l’errore senza subire sanzioni. Ti spieghiamo come

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errore versamento

Nel versamento delle imposte fatto con modello F24 potrebbe essere capitato di aver sbagliato l’indicazione di un codice tributo oppure del codice dell’ente destinatario del versamento.

Si pensi al pagamento dell’addizionale comunale all’IRPEF. Potrebbe capitare di aver riportato nella relativa sezione del modello F24 il codice di un comune diverso da quello che effettivamente doveva essere il destinatario (ad esempio Napoli, invece, che Caserta).

Come correggere in questo caso l’errore?

Addizionale comunale al comune sbagliato: basta una semplice comunicazione

In soccorso ci sono indicazioni fornite dal MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) con la Circolare n. 1/DF del 2016.

Il Dipartimento delle finanze in quest’occasione ha spiegato che il contribuente deve presentare una comunicazione (anche in carta semplice) ai due comuni interessarti. La comunicazione deve contenere i seguenti elementi essenziali:

  • estremi del versamento;
  • l’importo versato;
  • il comune destinatario delle somme;
  • il comune che ha ricevuto erroneamente il versamento.

Quest’ultimo, appena venuto a conoscenza dell’errore, dovrà, entro 180 giorni, procedere a “riversare” l’importo incassato al comune competente.

Ciò, su cui il contribuente può essere certo è che questa procedura gli eviterà qualsiasi tipo di sanzione laddove gli venisse contestato un omesso versamento da parte del comune. D’altronde l’errore commesso non è sanzionabile trattandosi di violazione formale.

Stessa procedura vale per qualsiasi altro tributo di competenza comunale, come ad esempio l’IMU e la vecchia TASI. Divreso, invece, è il caso del versamento dell’IMU non dovuta.

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