Versamenti sospesi per Covid-19: Modello IVA/2021 con lacune

I commercialisti lamentano alcune lacune nel Modello IVA/2021 in merito ai versamenti IVA sospesi nel 2020 per le misure Covid-19

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Per via dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e di tutte le negative ripercussioni economiche avute sul nostro Paese, come noto, nel 2020, il legislatore, con diversi decreti (decreto liquidità e successivi) ha disposto la sospensione dei termini di pagamento di alcuni versamenti tra cui quelli IVA.

A tal proposito, le istruzioni e i righi VL30, VL33 e VL41 del Modello IVA/2021 (anno d’imposta 2020), non tengono conto della differenza fra versamenti omessi e versamenti sospesi e ciò nonostante la compilazione del nuovo rigo VA16 sia destinato al monitoraggio di chi ha fruito delle suddette sospensioni.

Per il MEF (Ministero Economia e Finanza) tale lacuna non è da colmare poiché

nel quadro VL sono da indicarsi i versamenti effettivamente eseguiti e non anche quelli sospesi al fine di evitare di erogare rimborsi a fronte di crediti maturati sulla base di versamenti non ancora effettuati, tenuto conto che l’articolo 30 del DPR 633 del 1972 prevede che, per determinare il credito Iva spettante, si devono considerare le somme versate.

Versamenti sospesi ed omessi non sono equiparabili

La citata risposta data dal MEF (al question time n. 5-05564) non è stata presa bene dai commercialisti i quali, tramite l’ANC (Associazione nazionale commercialisti), rendono pubblico tutto il loro disappunto in quanto trattasi di una risposta che “non può essere soddisfacente, né giuridicamente convincente”.

Per i commercialisti, infatti, in questo modo il ministero “ha avvallato il tecnicismo compilativo della modulistica ponendo nei fatti sullo stesso piano i versamenti omessi – che rappresentano una violazione sanzionabile – con i versamenti legittimamente sospesi sulla base di specifiche disposizioni normative e che pertanto rappresentato un comportamento legittimo” (così il presidente dell’ANC, Marco Cuchel).

Come si evince, inoltre, dal comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale dell’ANC stessa, sono molti i contribuenti che per l’effetto della contrazione del fatturato (fermi restando i costi fissi) hanno accumulato crediti Iva.

Suddetto meccanismo compilativo determina l’impossibilità di utilizzare detti crediti per la parte corrispondente ai versamenti, vuoi omessi vuoi sospesi senza distinzione.

L’effetto di ciò è che tale quota è “parcheggiata” nel nuovo rigo VL41 (già VQ lo scorso anno) in attesa di ritornare disponibile, l’anno successivo (compilando il VQ) se nel frattempo il versamento è eseguito (oppure di presentare una nuova dichiarazione integrativa a favore).

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