Versamenti IVA: sanzioni più leggere per omissione o errori

Sanzioni più leggere per errori nei versamenti IVA: cosa prevede la riforma tributaria

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sanzioni più leggere per errori nei versamenti IVA: cosa prevede la riforma tributaria

La riforma tributaria passa anche per la disciplina dei versamenti IVA: il decreto legislativo sulle sanzioni penali e amministrative dal Consiglio dei Ministri al secondo esame preliminare ha rivisto la disciplina sanzionatoria del meccanismo di inversione contabile, imponendo un trattamento meno rigido in riferimento ai criteri di proporzionalità tra l’importo della sanzione e la gravità della violazione. Vediamo le principali novità in tema di versamenti dei tributi, in attesa dell’approvazione definitiva in calendario tra due settimane.

Versamenti IVA: inversione contabile e sanzioni

Più nello specifico si prevede che, in caso di omissione dei versamenti IVA per operazioni per le quali il committente o cessionario risulti debitore dell’imposta mediante meccanismo dell’inversione contabile, il contribuente riceverà una sanzione proporzionale solo per l’imposta che non avrebbe potuto portare in detrazione. Se non risulta nessuna imposta dovuta, la sanzione viene fissata in una forbice tra 500 euro e 20 mila euro. La sanzione non sarà calcolata in misura proporzionale neppure quando l’IVA venga assolta ma dal soggetto sbagliato: in questi casi la sanzione applicata va da 250 euro a 10 mila euro, salvo il caso in cui l’irregolarità non risulti finalizzata alla frode o all’evasione fiscale. L’imposta si considera assolta ed è quindi detraibile.

Versamenti tributi: sanzioni per errori

Se per il mancato versamento dei tributi la soglia di punibilità massima fissata dal decreto ammonta a 250.000 euro per ciascun periodo di imposta, in caso di errori nel versamento dell’imposta le sanzioni sono più leggere. In particolare

  • l’1% per ogni giorno di ritardo, fatte salve peraltro le ulteriori riduzioni da ravvedimento operoso, nel caso in cui il contribuente regolarizzi la propria posizione entro 15 giorni dalla scadenza
  • 15% dell’importo pagato in ritardo in caso di regolarizzazione entro 90 giorni dalla scadenza
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Argomenti: Tasse e Tributi

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