Versamenti Iva con lo Split Payment: importo dovuto per compensazione verticale

Come la Pa possono utilizzare l'Iva addebitatagli dal fornitore per saldare l'Iva che deve liquidare.

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Come la Pa possono utilizzare l'Iva addebitatagli dal fornitore per saldare l'Iva che deve liquidare.

L’introduzione dello split payment porterà anche ad un cambiamento degli adempimenti contabili e di registrazione per Amministrazioni pubbliche e loro fornitori.   I fornitori, infatti, per la cessione dei beni e per la prestazione di servizi nei confronti delle PA devono: a) emettere fattura, in modalità elettronica, con l’annotazione scissione dei pagamenti ovvero split payment b) annotare la fattura emessa nel registro Iva vendite in modo distinto; c) non computare nella liquidazione l’Iva addebitata alla Pa. Adempimenti Pa   Le Amministrazioni pubbliche che acquistano devono a loro volta versare all’erario l’Iva che gli è stata addebitata e lo farà in maniera diversa se è soggetto passivo o meno.   Se la Pa si presenta come soggetto passivo dovrà:

  •  annotare la fattura del fornitore nel registro acquisti
  •  annotare la fattura del fornitore anche nel registro Iva vendite/corrispettivi

Con la doppia annotazione (Iva a credito e a debito) la Pa potrebbe non eseguire nessun versamento perché potrebbe utilizzare l’importo dell’Iva per compensare altri crediti Iva vantati dalla stessa Pa.   Se l’importo dell’Iva non venisse neutralizzato del tutto in sede di liquidazione, l’eccedenza del debito dovrebbe essere versata utilizzando il modello F24 con i normali codici tributo dell’Iva periodica.   Se invece la Pa non potesse utilizzare l’Iva addebitata dal fornitore per liquidare la propria Iva, dovrà provvedere al pagamento dell’Iva addebitata nel seguente modo:

  1.  entro il giorno 16 di ciascun mese, cumulativamente per tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente ovvero
  2.  con versamenti distinti dell’IVA, entro la medesima scadenza del 16 del mese successivo al momento di esigibilità:
  •  in ciascun giorno del mese, per il complesso delle fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile in tale giorno;
  • b) per ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile

 

Note di variazione e regolarizzazione

Effettuare la scissione dei pagamenti comporta l’applicazione di strumenti che eliminino gli errori di fatturazione.

  Per quanto riguarda la regolarizzazione la circolare 15/2015 dice che la Pa dovrà in ogni caso applicare lo split payment anche sulle imposte addebitate erroneamente dai fornitori e poi fare ricorso per quanto da correggere.   Secondo quanto chiarisce la circolare 15/2015 sulle note di variazione si legge:  

  •  per le note di variazione in aumento, la Pa corrisponderà al fornitore solo l’eventuale maggiore imponibile e verserà all’erario (con le modalità dello split payment) l’eventuale maggiore Iva
  •  per le note di variazione in diminuzione, in caso di un’operazione originariamente effettuata nel 2015, e quindi, nell’ambito dello split payment, trattandosi di una rettifica apportata a un’Iva che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, lo stesso non avrà diritto a portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione. Conseguentemente, la Pa committente o cessionaria:
  1. nell’ipotesi di acquisto commerciale, provvederà alla registrazione della nota di variazione nel registro “Iva vendite”, ferma restando la contestuale registrazione nel registro “Iva acquisti”, al fine di recuperare l’imposta precedentemente computata nel debito e rettificare quella detraibile
  2.  nel caso di acquisto istituzionale, in relazione alla parte d’imposta già versata all’erario, la Pa potrà computare tale maggior versamento a scomputo dei successivi, da effettuare nell’ambito del meccanismo della scissione dei pagamenti
  •  per le note di variazione in diminuzione, in relazione a operazioni effettuate nel 2014 e, quindi, prima dell’entrata in vigore dello split payment, tornano applicabili le regole ordinarie e il fornitore avrà diritto alla detrazione dell’imposta corrispondente alla variazione.
    Conseguentemente, la Pa committente o cessionaria:
  1.  nell’ipotesi di acquisto commerciale, provvederà a registrare la nota di variazione nel registro “Iva vendite”, ferma restando la contestuale registrazione nel registro “Iva acquisti”, per recuperare la parte di imposta precedentemente computata a debito e rettificare quella detraibile
  2.  nel caso di acquisto istituzionale, in relazione alla parte d’imposta già versata all’erario, potrà computare tale maggior versamento a scomputo dei successivi, da effettuare nell’ambito del meccanismo della scissione dei pagamenti.</li

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