Versamenti in contanti sul conto corrente: come vanno giustificati?

Ecco come giustificare i versamenti sul conto corrente per potersi difendere, eventualmente, da un accertamento fiscale.

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Ecco come giustificare i versamenti sul conto corrente per potersi difendere, eventualmente, da un accertamento fiscale.

Abbiamo scritto, in un altro articolo, che un versamento ingiustificato in contanti sul conto corrente potrebbe comportare controlli da parte del Fisco. Un versamento ingiustificato potrebbe portare a pensare ad entrate in nero e, quindi, ad evasione fiscale.

E’ bene, quindi, andare sempre cauti con i versamenti sul conto corrente e per non correre problemi è sempre bene giustificare i versamenti effettuati. L’Agenzia delle Entrate è portata a sospettare che dietro al denaro versato senza giustificazione sul conto corrente, si nasconda un reddito, e quindi un’evasione. Ma se il Fisco presume, il cittadino deve difendersi poiché in assenza di difese l’accertamento fiscale scatta in automatico non solo per imprenditori e aziende, ma anche per i privati.

Per evitare, quindi, di insospettire il Fisco la cosa migliore per ogni cittadino è quella di giustificare ogni versamento effettuato sul proprio conto corrente se l’importo versato è incompatibile con il proprio reddito (per importi, quindi, più importanti).

Il versamento cospicuo di chi non ha entrate è molto più sospetto di un versamento di un dipendente regolarmente retribuito. Si ricorda che le contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate possono arrivare fino a 7 anni dopo il versamento.

Per giustificare i propri versamenti è sempre bene conservare, quindi, un documento scritto che attesti da dove provengono i soldi in questione. Per difendersi dal Fisco è sempre necessaria la prova documentale poiché quella testimoniale nei processi tributari non ha valore.

Quando si tratta di donazione (ad esempio il genitore che regala una cospicua somma ai figli) è bene che sia effettuata una scrittura privata che la certifichi poiché la prova testimoniale non basta. Nella scrittura il donante deve dichiarare di regalare quell’importo al donatario.

Eventuali versamenti effettuati in corrispondenza di ricorrenze, compleanni, matrimoni etc, possono essere giustificati come regali. Da tenere presente, in ogni caso, che la motivazione che si scrive sulla distinta bancaria ha un valore indiziario poiché è lo stesso contribuente ad apporla e potrebbe non essere la verità.

Se i soldi versati provengono da un risarcimento o da una vincita, i documenti che comprovano la provenienza del denaro dovranno essere conservati per almeno 7 anni.

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