Vendita di un immobile. In quali casi il realizzo è da assoggettare a reddito d’impresa?

In particolari condizioni, la vendita di un immobile può generare una plusvalenza soggetta a tassazione da reddito d’Impresa.

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In particolari condizioni, la vendita di un immobile può generare una plusvalenza soggetta a tassazione da reddito d’Impresa.

L’Agenzia delle Entrate, con risposta n. 426 all’interpello di un contribuente avente come oggetto “Realizzazione e successiva rivendita di unità immobiliari – Esercizio reddito d’impresa (art. 55 del Tuir)”, chiarisce quali siano i casi in cui si possano configurare plusvalenze, da considerare fiscalmente come redditi d’impresa.

Il quesito

L’istante ha eseguito all’interno di un immobile di sua proprietà alcuni lavori di ristrutturazione, che hanno comportato, a seguito della demolizione e ricostruzione dello stesso, un aumento della volumetria del 20% rispetto alla situazione antecedente. Successivamente a questi lavori, il soggetto è intenzionato a vendere lo stesso immobile, pertanto chiede, tramite il citato interpello, se l’atto di cessione sia idoneo a generare una plusvalenza imponibile e, in caso affermativo, come calcolare la predetta plusvalenza.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate

L’ade, nel caso in specie, afferma quanto segue: «l’attività svolta dall’istante deve considerarsi imprenditoriale dal momento che l’intervento sul complesso immobiliare posto in essere risulta finalizzato non al proprio uso o a quello della propria famiglia, bensì alla realizzazione e successiva vendita delle unità immobiliari, garage e posti auto a terzi, avvalendosi di un’organizzazione produttiva idonea, e svolgendo un’attività protrattasi nel tempo.
Ne consegue che il reddito generato dalla vendita delle suddette unità immobiliari deve essere considerato imponibile quale reddito rientrante nella categoria dei redditi di impresa di cui all’articolo 55 e successivi del Tuir».

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