Chi va in pensione a 75 anni e chi a 29: succede sempre in Italia

Chi va in pensione a 75 anni e chi invece ha smesso di lavorare a 29: due estremi che suscitano polemiche. Ecco le storie e l'allarme di Tito Boeri

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Chi va in pensione a 75 anni e chi invece ha smesso di lavorare a 29: due estremi che suscitano polemiche. Ecco le storie e l'allarme di Tito Boeri

Continua a far discutere l’innalzamento dell’età pensionabile dal 2019: come effetto dell’adeguamento dei requisiti pensione (il terzo da dopo la legge Fornero) dal prossimo anno serviranno 5 mesi in più per smettere di lavorare e andare in pensione. Uno scenario certo non rassicurante ma che potrebbe peggiorare in vista all’allarme lanciato da Tito Boeri (sebbene lui stesso abbia specificato che non è sua volontà creare allarmismi quanto piuttosto “sensibilizzare sull’importanza di una continuità nel versamento dei contributi”).

Il Presidente Inps infatti ha sottolineato il rischio che l’emergenza disoccupazione giovanile si rifletta sulle pensioni future.

Le generazioni nate dopo il 1980, cioè coloro che oggi hanno meno di 38 anni, potrebbero ritrovarsi a causa di questo vuoto contributivo ad andare in pensione non prima di 75 anni. Alla luce di questi calcoli Boeri ha auspicato che il nuovo governo che si insedierà metta in atto subito tra le priorità una riforma pensioni volta a rendere più flessibile l’età pensionistica e i requisiti per l’uscita, soprattutto per i giovani lavoratori di oggi che potrebbero altrimenti essere costretti a lavorare fino a 75 anni o oltre. Spiega Boeri “abbiamo bisogno che proprio i giovani lavorino, perché sono loro ad investire, e far circolare moneta, a spendere e a pagare quelle tasse che serviranno per pagare le future pensioni. Bisogna quindi cercare di fare questa riforma nel più breve tempo possibile”

In pensione a 29 anni: se la gode da 35

E se da un lato ci sono giovani che faticano a trovare lavoro e lavoratori che alla soglia dei 70 anni faticano ad andare in pensione, dall’altro c’è un caso di baby pensioni clamoroso che sta facendo il giro del web suscitando non poche polemiche. Il record di baby pensionamento in Italia spetta probabilmente ad una ex collaboratrice scolastica di Puçui, in provincia di Udine che ha smesso di lavorare a 29 anni (con 14 e sei mesi di contributi). Ora ne ha 64 e si gode un assegno pari al 94% dell’ultimo stipendio. Ad oggi, secondo le stime, la pensionata di Udine ha accumulato circa 200 mila euro di pensione.


Un caso sicuramente unico nel suo genere anche se di storie simili, di persone andate in pensione prima dei 50 anni, soprattutto fino a qualche anno fa, se ne sentivano parecchie e senza che si urlasse allo scandalo.

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