Utilizzo contante: detrazione del 3% per chi ne usa meno

Un beneficio per quelle famiglie che sceglieranno di non pagare in contanti, ecco una delle ipotesi.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Un beneficio per quelle famiglie che sceglieranno di non pagare in contanti, ecco una delle ipotesi.

Dopo le molte polemiche scatenate dal provvedimento, contenuto nella Legge di Stabilità 2016, che innalza la soglia dei pagamenti in contanti da 1000 a 3000 euro.   Molti sono stati a manifestare la contrarietà alla misura poiché potrebbe rendere la lotta all’evasione più difficile di quanto lo sia già. Soltanto l’evasione IVA nel 2013 ammontava a 47,5 miliardi di euro su un totale di 141,5 miliardi.   Proprio per contrastare l’evasione dell’Iva sono allo studio delle misure che vadano a limitare l’uso del contante per libera scelta. L’idea potrebbe essere quella di disincentivare l’utilizzo del contante offrendo in cambio un beneficio fiscale. Se si considera che ogni famiglia utilizza ogni mese 2500 euro in contanti, il cui utilizzo rende possibili i pagamenti in nero, offrendo una detrazione del 3% a quelle famiglie che sceglieranno di utilizzare un massimo di 500 euro contanti al mese, si pensa di rendere l’utilizzo del contante un virtuosismo.   6000 euro l’anno per le piccole spese quotidiane mentre il resto dei pagamenti effettuati in maniera tracciabile, dal pagamento delle bollette alle spese settimanali di generi alimentari, incentivare utilizzo di bonifici, carte, Mav, Rav, assegni e Rid. Se si ipotizzasse che almeno la metà delle famiglie (circa 12,5 milioni) possa diventare virtuosa e utilizzare meno contante, il rimborso portato dalla detrazione del 3%, ipotizzando che sia di 1000 euro, ammonterebbe a 12,5 miliardi. Ma a fronte di questa spesa di quanto si ridurrebbe l’evasione dell’Iva? Se le 12,5 milioni di famiglie rispecchiassero perfettamente la composizione sociale della società, l’evasione si ridurrebbe della metà, circa 24 miliardi, con un guadagno per lo Stato di 16 miliardi con detrazione del 3% e di circa 11 con detrazione del 5%” senza contare che l’emersione dell’Iva porterebbe a quella di altre tasse quali Ires, Irap, Irpef e contributi.

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Argomenti: Pagamento in contanti