Uso promiscuo auto aziendale 2016: quanto costa e quando conviene

Guida all'auto aziendale ad uso promiscuo 2016: tassazione e detrazioni fiscali. Tutto quello che c'è da sapere sul fringe benefit.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Guida all'auto aziendale ad uso promiscuo 2016: tassazione e detrazioni fiscali. Tutto quello che c'è da sapere sul fringe benefit.

La concessione in uso promiscuo dell’auto aziendale è un benefit che il datore di lavoro concede ai dipendenti più meritevoli o a quelli che hanno maggiore esigenza di spostamenti in macchina. Come si evince dalla definizione, in questa formula il lavoratore usa la macchina sia per scopi professionali che privati.

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Tassazione auto aziendale uso promiscuo

L’auto aziendale ad uso promiscuo è un fringe benefit, ovvero un reddito in natura corrisposto al dipendente che per il datore di lavoro rappresenta un costo deducibile e un reddito tassabile in busta paga.

Il suddetto compenso in natura infatti va esposto a cedolino mensile (deducibile) o assoggettato a tassazione ordinaria in busta paga per ciascun periodo retributivo. Per i beneficiari il bonus comporta un risparmio non indifferente sulle spese di acquisto ma anche sulla manutenzione (ordinaria e straordinaria) del veicolo.

La tassazione prevista per il dipendente viene calcolate in misura forfettaria, pari al 30% della percorrenza convenzionale annua di 15 mila chilometri, come stabilito dall’ACI per lo specifico tipo di auto. Questi valori vengono specificati su apposite tabelle, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre e valide per l’anno seguente. Nelle tabelle si trovano tutti i autoveicoli suddivisi in auto a benzina, gasolio, GPL-Metano e ibridi-elettrici, in produzione e fuori produzione e microcar e motoveicoli.

Auto aziendale uso promiscuo: detrazione fiscale

L’acquisto o il noleggio a lungo termine dell’auto aziendale ad uso promiscuo rientra tra le voci di spesa destinate al personale e come tale viene trattata ai fini IRAP (tassazione con variazione in aumento valore produzione netta valida come base imponibile). Risulta quindi indeducibile.

Per avere diritto alla deduzione IRES è requisito fondamentale che l’auto sia nella disponibilità del dipendente per la maggior parte del periodo di imposta nel quale è in servizio, ragguagliato all’anno nel caso in cui prenda servizio non il primo gennaio ma un giorno successivo durante l’anno. Bisogna quindi prestare attenzione il primo anno onde evitare accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Le tabelle ACI includono l’IVA: quest’ultima quindi è da scorporare.

Facciamo l’esempio di un datore di lavoro che acquisti un’auto aziendale nel 2016 del valore di 30 mila euro per concederla in uso promiscuo ad un suo dipendente. La deducibilità massima sarà di 21 mila euro (il 70%) e l’aliquota pari al 20%. A conti fatti per l’azienda il risparmio ammonta a 4.200 euro. Diverse le considerazioni per il dipendente: quest’ultimo dovrà tenere presenti le tabelle ACI 2016 e il fringe benefit tassato che costituisce reddito personale.

 

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Argomenti: Aziende e Società, Beni strumentali