Uno stipendio non basta: si resta a vivere con mamma e papà

Uno stipendio non basta per vivere soli: ecco perché anche con un lavoro i trentenni non lasciano la casa dei genitori.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Uno stipendio non basta per vivere soli: ecco perché anche con un lavoro i trentenni non lasciano la casa dei genitori.

Lo stipendio non basta a pagare tutto. Anche con un lavoro si resta a vivere con mamma e papà: questo il destino a cui si rassegnano molti giovani (e anche non più giovanissimi) italiani. Ma non è solo una questione economica.

 

C’è un dato, infatti, che apparentemente contraddittorio rispetto a questa statistica: è soprattutto nelle grandi città, che sono dunque più costose, che i giovani escono prima di casa per andare a convivere, sposarsi ma anche solo per un maggior desiderio di indipendenza. Ecco quindi che appare lapalissiano come vivere da soli non sia solo una questione di soldi ma anche di mentalità. Nelle grandi città infatti la media dei giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono in famiglia si ferma al 27,3% mentre nei piccoli centri abitati arriva anche a superare il 50%. Da un lato quindi queste percentuali a livello nazionale ci confermano che la media degli stipendi in Italia è bassa in rapporto a quelli che sono i costi per l’affitto, la spesa etc. Dall’altro però, la distribuzione geografica dei maggiorenni che vivono in casa dei genitori ci conferma che non è solo una questione di disponibilità economica. In alcuni Paesi stranieri sarebbe grottesco superata una certa età, vivere ancora sotto il tetto di mamma e papà: da noi sembra quasi assurdo il contrario soprattutto per chi non si sposa. Le alternative, se non ci si può permettere un appartamento da soli, infatti ci sono: soprattutto a Roma o Milano sono molti infatti gli appartamenti condivisi per chi lavora. Non stupisce in quest’ottica che nei comuni che contano fino a 2 mila abitanti, la percentuale di quelli che hanno un’occupazione ma vivono con mamma e papà è del 44%. Diametralmente opposta invece la percentuale per gli studenti cosa peraltro ben comprensibile visto che dai piccoli paesi partono gli studenti fuori sede per andare a studiare nella università delle grandi città (Milano, Roma e Bologna in testa).

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Argomenti: News lavoro, Busta paga

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